RaiDue trasloca a Milano e scoppia il putiferio
Milano è la capitale dell'editoria, ma non ha neanche una tv nazionale. Tutti a dare addosso a Bossi, ma fu Pillitteri il primo a proporre un trasferimento...
di Birba
Tanto tuonò che piovve. Il senatur finalmente ce l'ha fatta. Marano l'ha spuntata. Il consiglio di amministrazione della Rai, lo Smart , come ormai viene comunemente chiamato perchè essendo composto solo da due persone potrebbe benissimo riunirsi nella microscopica utilitaria, ha deciso che gran parte di Raidue, direttore di rete in testa, farà armi e bagagli e si trasferirà a Milano.
Era ora! esulta Bossi. Ma sia nella maggioranza che nell'opposizione si leva un'alzata di scudi. Quello che però, ora, sembra a molti un golpe leghista, agli inizi degli anni '80, quando Milano era da bere e il Carroccio dormiva borbottante in Val Trompia, fu lanciato dai socialisti. Paolo Pillitteri in testa, allora segretario regionale. "Chiedemmo di trasferire una rete, non certo l'ammiraglia RaiUno, ci andava bene anche la seconda o terza rete, ma la vecchia Dc e il Pci issarono un muro compattissimo, invalicabile e quindi non se ne fece nulla"
"Nel '85 anche il mio amico e collega Tognoli - continua Pillitteri, ex sindaco del volano economico italiano - tornò alla carica, chiedendo almeno di spostare produzioni, programmi e strutture in corso Sempione ( la sede Rai milanese), ma ancora una volta si sfracellò contro il niet assoluto della "balena bianca" e dei comunisti. Solo gli stilisti, da Coveri a Versace, gli imprenditori e gli intellettuali meneghini capirono l'importanza di portare una rete Rai a Milano, ma non fu abbastanza. E comunque ora dove sono finiti, perchè stanno tutti zitti?"
La Rai è nata a Torino, dove ormai non si selezionano più nemmeno le vallette. A Milano, via Biagi, via la Milella e compagnia, è rimasto più poco, Paolo Limiti, la Ventura. Anno dopo anno Roma ha fagocitato strutture e programmi. Anche nel Biscione le cose non vanno meglio. L'armata del Tg5 al Palazzo dei Cigni conta uno sparuto manipolo di volenterosi, ma il grosso delle truppe e i generali stanno nella città eterna.
La maggior parte dei periodici viene sfornata fra Segrate e via Rizzoli. Il primo quotidiano italiano, Il Corriere della Sera, troneggia dall'elegante via Solferino. Che ci sarebbe di male se almeno una rete nazionale (una su sette contando le tre Rai, le tre Mediaset e la piccolina La 7) respirasse un po' lo smog milanese, che ogni due per tre ci costringe a pedalare?
E poi, la butta lì con non-chalance Pillitteri, siete davvero sicuri che Berlusconi si sia arrabbiato? E ci saluta con una bella risata...
(21 FEBBRAIO 2003, ORE 150)
Azz....anche Pillitteri e compagnia cantante erano secessionisti senza saperlo?....ma andate al diavolo va......




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