da Islam sunnita
Una cosa va chiarita. Esistono gruppi (di scarsa consistenza) di
ebrei ortodossi, che ancor oggi seguitano a avversare l'idea di uno "Stato d'Israele laico", per via del fatto che essa appare loro una contraddizione in termini. Per loro "Stato d'Israele" significa soltanto restaurazione di una monarchia davidica che governi secondo i principi della Torah: vivono a Gerusalemme, nel quartiere ortodosso di Mea Shearim, e non vogliono
avere rapporti con lo Stato. Non parlano l'ebraico, lingua che che
considerano riservata all'uso rituale, e si esprimono fra loro in yiddish (un dialetto tedesco!). La cosa fa un po' ridere. Che senso ha dire che l'ebraico, come lingua sacra, va riservata all'uso rituale? La Torah fu rilevata nella lingua che era allora parlata dal popolo d'Israele. Gli Ebrei contemporanei di Mosè capivano la Torah perché rivelata nella loro lingua madre. Fra loro
aprlavano in ebraico, mica in un dialetto tedesco!
Allo stesso modo, questo genere di ebrei ortodossi sono affezionati all'uso del tipico abito nero con cappello a falde large. Lo considerano un segno distintivo della loro identità; eppure non fa parte della tradizione ebraica. Il Talmud, come la Sunnah, predilige gli abiti bianchi, e per un motivo rituale molto preciso: rivelano molto meglio di altri la presenza di sostanze impure. L'abito nero e il cappello furono anzi imposti come
segno distintivo agli Ebrei dai re di Polonia. Erano un tratto di
discriminazione, ma alcuni di questoi gruppi ortodossi l'hanno
interiorizzato al punto dal farne un vanto, da seguitarlo a portare
anche quando non c'è più nessun governo anti-ebraico ad imporlo come obbligatorio.
Questi gruppi ortodossi che contestano il sionismo laico (che specie alle origini aveva forti connotazioni socialiste e antireligiose) al momento rappresentano un'infima minoranza del mondo ortodosso, che nella sua maggioranza è invece sionista. I Neturei Karta sono invece una minoranza della minoranza (qualche centinaio di persone in tutto, su dodici milioni
di Ebrei). Non solo sono anti-Israeliani, ma hanno fatto dell'odio
verso Israele il carattere portante della loro ideologia. Chiunque odi Israele (fosse pure un neonazista) è subito amato d aloro. In America partecipano alle manifestazioni della setta di Louis Farrakhan (la cui dottrina è in un odio allucinante verso gli Ebrei); il loro capo Dovid Weiss, è andato persino a Tehran a ringraziare il regime di Khamene'i per... "la tolleranza mostrata verso gli Ebrei", e quel regime è lo stesso che pubblica i Protocolli dei Savi di Sion, e che manda le sue squadracce a devastare i
negozi degli Ebrei.
Ora parlare di "sionismo giudicato dai Rabbini", o dare a bere che
quello dei Neturei Karta sia il punto di vista "dei Rabbini" è una
mistificazione bella e buona. I Rabbini aderenti a Neturei Karta saranno sì o no una decina, e per dar voce al loro odio contro Israele sono costretti a cercare alleanze con i peggiori antisemiti, con quelli che vogliono lo sterminio degli Ebrei in genere (sia di quelli sionisti che di quelli non-sionisti).
Pur di rafforzare la loro ideologia anti-israeliana, sono costretti a
procedere ad una allucinante revisione dell'Ebraismo, a far
scomparire quel nesso fra Torah d'Israele, popolo d'Israele e terra d'Israele che invece costituisce uno dei capisaldi dell'Ebraismo. Mosè, la pace sia con lui, non ha ricevuto un messaggio "puramente spirituale". Allah non gli ha detto
"Fonda una comunità di asceti dediti alla meditazione", ma gli ha
detto, "Libera il popolo d'Israele dalla schiavitù dell'Egitto, e portalo nella terra che ho deciso di dargli come sua dimora". La Pasqua ebraica non celebra una realtà puramente spirituale, ma celebra un fatto storico di portata sia spirituale che terrena, la liberazione d'Israele dalla schiavitù d'Egitto, e la sua costituzione come popolo sovrano nella sua terra. Il precetto (mitzvah) per ogni ebreo di risiedere in terra d'Israele
e di renderla prospera è fondamentale nell'Ebraismo, ma i Neturei
Karta l'hanno fatto semplicemente sparire. Eppure quando gli Ebrei erano in esilio a Babilonia non pensavano a cose "puramente spirituali", ma pregavano per poter tornare in terra d'Israele, a ricostruire
Gerusalemme e
riedificare il Tempio.
Ma i Neturei Karta hanno mai letto il Salmo 137, verso e proprio
fondamento
biblico del Sionismo?
"Sui fiumi di Babilonia,
la sedevamo piangendo
al ricordo di Sion.
Ai salici di quella terra
appendemmo le nostre cetre.
Là ci chiedevano parole di canto
coloro the ci avevano deportato,
canzoni di gioia, i nostri oppressori:
"Cantateci i canti di Sion".
Come cantare i canti del Signore in terra straniera?
Se ti dimentico, Gerusalemme,
si paralizzi la mia destra;
mi si attacchi la lingua al palato,
se lascio cadere il tuo ricordo, se non metto Gerusalemme
al di sopra di ogni mia gioia."
Si tratta di un testo famoso anche al di fuori del mondo ebraico:
il "Va
pensiero" del Nabucco è ispirato ad esso, e il premio nobel Salvatore
Quasimodo lo ha parafrasato nella sua famosa poesia "Alle fronde dei
salici".
Altoer che chiacchiere. Al di là di quanto possano raccontare i
Neturei
Karta, il Sionismo è parte integrante dell'Ebraismo sin dall'epoca
babilonese. L'Avvenimento del Sinai aveva fra i suoi costituenti
integrali
la finalità di dare una patria agli esuli dall'Egitto. C'è quindi un
elemento fondamentale che lega gli Ebrei fra loro (ad eccezione del
gruppuscolo dei Neturei Karta): l'amore per Sion, ed il desiderio di
essere
un popolo libero in Israele. Gli Ebrei di Babilonia (che mica
vivevano in catene; molti di loro si erano costituiti una posizione di un certo rispetto nell'ambito della società babilonese) seguitavano a lamentare l'impossibilità di fare ritorno a Sion, e dicevano (come per secoli gli
Ebrei hanno seguitato a dire nelle loro preghiere) "Se ti dimentico, Gerusalemme, si paralizzi la mia destra; mi si attacchi la lingua al palato, se lascio cadere il tuo ricordo, se non metto Gerusalemme al di sopra di ogni mia gioia." I Neturei Karta ritengono invece che Gerusalemme
appartenga legittimamente all'egiziano Arafat, e che il governo
israeliano a Gerusalemme è un "usurpatore". Quando celebrano la Pasqua in qualsiasi parte del mondo, gli Ebrei da secoli si fanno gli auguri dicendo, "Quest'anno da stranieri nell'esilio, l'anno prossimo [ci auguriamo di celebrare la Pasqua] a Gerusalemme, nella libertà." I Neturei Karta ritengono invece che gli Ebrei debbano restare "da stranieri nell'esilio",
e che quegli Ebrei che vogliono vivere "a Gerusalemme nella libertà" siano "devianti".
Di per sé, il ruolo dei Neturei Karta nell'ambito dell'Ebraismo è
assolutamente trascurabile. Nessuno dei loro capi possiede
un'autorità
rabbinica di un qualche rilievo, ed il numero dei loro seguaci è
molto limitato. Nel mondo ortodosso esistono centinaia di gruppi e sotto-gruppi,
ben più consistenti dei Naturei Karta, ma di cui al di fuori del
mondo ortodosso nessuno parla. Se ai Neturei Karta viene attribuita un'importanza esagerata, se addirittura gli antisemiti di ogni genere si sforzano di far
passare la mistificazione secondo cui il punto di vista proprio a
questa minuscola setta sarebbe quello "dell'Ebraismo ortodosso", e proprio perché la sua esistenza come gruppo di Ebrei masochisti, pronti a solidarizzare
con chiunque faccia strage di altri Ebrei, fornisce proprio agli
antisemiti
travestiti da antisionisti l'alibi di cui hanno bisogno.
Wa-s-salamu `alaykum wa rahmat-Ullahi wa barakatuH.


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