Marcia per la pace: Si apre anche in Italia la campagna per fermare la Esso
> Roma, 14 febbraio 2003 - Domani, alla marcia per la pace, sfileranno anche
> Greenpeace, I Bilanci di Giustizia, Il Centro Nuovo Modello di Sviluppo, La
> rete di Lilliput e l'associazione Botteghe del Mondo che lanciano la
> campagna "StopEssowar", invitando i consumatori a non rifornirsi piu' alla
> Esso. Sara' proprio la multinazionale americana, infatti, a fornire il
> carburante all'esercito americano.
> Secondo quanto riportato alla fine di settembre dall'agenzia di stampa
> Defense Logistic, la ESSO ha vinto l'appalto di 48 milioni di dollari per la
> fornitura di benzina, gasolio ed oli lubrificanti per l'esercito, la marina,
> l'aviazione, la Nato e le altre agenzie afferenti al Dipartimento delle
> Difesa. La fornitura comprende anche l'approvvigionamento alle basi italiane
> continentali (tra cui Vicenza, Camp Derby, Napoli ) ed insulari (Sicilia, La
> Maddalena, ecc). Bush ha deciso di attaccare l'Iraq soprattutto per
> garantirsi il controllo delle piu' grandi riserve di petrolio al mondo dopo
> quelle dell'Arabia Saudita. La Esso sara' la compagnia che piu' di altre
> trarra' profitti dalla conquista dell'Iraq e dei suoi pozzi petroliferi, il
> 25% dei quali era di sua proprieta' prima del conflitto del 1991.
>
> La ESSO e' gia' al centro di una campagna di internazionale che coinvolge
> Gran Bretagna, USA, Francia, Austria, Germania e Australia. Oggi persino la
> Deutsche Bank giudica a rischio investire nella multinazionale petrolifera.
> Nel 2000 la ESSO, in occasione delle elezioni presidenziali statunitensi, ha
> contribuito alla campagna elettorale del partito repubblicano con oltre un
> milione di dollari. Sin dal suo insediamento, e' apparso chiaro che il nuovo
> governo statunitense era guidato da una potente lobby legata all'industria
> petrolifera. Infatti tra le prime decisioni di Bush, cosi' come
> esplicitamente richiesto dalla ESSO, ci sono state il rifiuto di ratificare
> il Protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici, l'avvio all'estrazione
> petrolifera anche in aree protette e la rimozione del presidente dell'IPCC
> (International Panel on Climate Change), il gruppo di esperti dell'Onu, che
> sin dal 1995 aveva indicato nell'uso di combustibili fossili la principale
> causa dei cambiamenti climatici.
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