di (e con) Marco Travaglio
Chi volesse vedere in faccia il regime all'italiana non ha che da sintonizzarsi con il sito di Roberto D'Agostino ( www.dagospia.it ). Alla voce "Cafonal" si può trovare l'album illustrato dell'indimenticabile festa per il 75° compleanno di Lino Jannuzzi, da "Fortunato al Pantheon". Le scene "Laocoontiche" immortalano, avvinghiati l'uno con l'altro, personaggi che "dovrebbero" appartenere a mondi diversi, distinti, impermeabili. Solo in Italia, in "questa" Italia, si possono trovare allo stesso tavolo giudici e pregiudicati, giornalisti e politici, massoni e cattolici, rappresentanti delle istituzioni e predatori delle medesime, uomini di potere e di (presunto) contropotere, di maggioranza e d'opposizione (inciucio docet), controllori e controllati, guardie e ladri.
La lista dei condannati è nota: DeMichelis, Pomicino, Dell'Utri, Sgarbi, Biondi, e naturalmente il festeggiato (pluricondannato per calunnia).
Più che una festa di compleanno sembra L'ORA D'ARIA.
Poi c'è la delegazione degli imputati: Berlusconi, Previti e Mannino.
E quella dei PIDUISTI: Cicchitto, Martino, A. Rizzoli e il solito "fratello" Banana.
In un Paese normale, o almeno decente, chi capitasse per caso in una compagnia del genere cercherebbe di schermarsi il volto, di sfuggire ai fotografi.
In Italia (in QUESTA Italia) si mettono tutti in posa, orgogliosi e onorati.
Ma non è questo il punto. Ciascuno è libero di frequentare chi gli pare.
Se il Presidente della Camera Casini, reduce dal "pellegrinaggio" ad Hammamet, e una lunga corte di ministri e sottosegretari e capigruppo e portavoce si fregiano di certe frequentazioni, buon per loro. In fondo, se stanno dove stanno un motivo c'è; ed E' IN QUELLE FOTO.
Lo stesso vale per il Presidente della RAI Baldassarre, per il Direttore di RAI1 Del Noce e per il tenutario del terzo ramo del Parlamento (Porta a Porta) Bruno Vespa.
Tutti ritratti in istato di eccitazione frenetica all'avvicinarsi della star Previti. Affinità "elettive"; al cuore non si comanda.
Qualche anno fa, Il W.P. tolse alla sua più prestigiosa notista politica la rubrica sulla Casa Bianca perchè risultava aver cenato qualche volta con Bill e Hillary Clinton. Ma "noi" non siamo in America, siamo in Italia (in questa Italia). E la "nuova" RAI ha "finalmente" espulso quei "criminogeni" da video (Biagi, Santoro, Luttazzi) che non garantivano il necessario distacco dalla politica.
La presenza di Baldassarre, Saccà, Del Noce e Vespa da "Fortunato al Pantheon" è u po' il simbolo della "riconquistata imparzialità".
Qualche perplessità potrebbe destare la presenza dei capi dei servizi di sicurezza, i generali Pollari (Sismi) e Mori (Sisde), ma forse erano li per ragioni d'ufficio: per spiare qualcuno dei presenti.
Lievemente inelegante potrebbe apparire poi la presenza della Giudice Augusta Iannini, consorte del Vespa, ex pupilla di Renato Squillante, ma soptatutto erede di Giovanni Falcone come direttore degli Affari Penali al ministero della giustizia: non vorremmo che quella foto in mezzo a pregiudicati e politici potesse causarle qualche noia presso l'ingegner Castelli, impegnato nella meritoria crociata contro i Giudici "politicizzati" come D'Ambrosio, Borrelli, Colombo o Davigo (che, putroppo per loro, i delinquenti non li frequentavano: li PROCESSAVANO!).
Già, perchè una volta usciti da "Fortunato", tutti i presenti sono tornati al loro passatempo preferito: la battaglia per una Giustizia più giusta, con annessa separazione delle carriere.
Cominciassero a "separare" i tavoli da "Fortunato"; non sarebbe male.




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