Presumo sarà questo il ragionamento della teppa guerrigliera che periodicamente devasta le nostre città e,"compresa" dalle ben note forze politiche "progressiste" - si pensi agli appoggi delle amministrazioni comunali uliviste alla feccia dei Centri Sociali - ,criminalizza sistematicamente i servitori dello Stato,da oltre trent' anni oggetto di una autentica campagna di istigazione all' odio contro lo "sbirro",il "celerino infame",il "servo del potere",perchè un vecchio slogan sessantottesco sostiene che PS=SS.
Poche ore fa un altro dei "sbirri" suddetti,impegnato in una operazione di routine,è stato ammazzato da una coppia di terroristi subito dichiaratisi,al momento dell' arresto,"prigionieri politici",secondo il più classico dei copioni recitato dai poveri "compagni che sbagliano",i brigatisti rossi.
Lo sbirro lascia una moglie,un figlio di appena vent' anni - la stessa età che aveva quando,un quarto di secolo prima,si arruolò volontario nella Polizia - :come lui tanti altri,anche di recente,dall' ispettore della Polizia Stradale Luca Benincasa,appena 28 anni,sposato,ucciso da rapinatori in fuga sul raccordo autostradale Perugia-Bettolle (marzo 2002),al vicebrigadiere dell' Arma dei Carabinieri Sandro Sciotti,36 anni,pure lui sposato (e padre di due bimbe in tenera età),ucciso mentre tentava di sventare una rapina in banca,nel maggio del 2002,presso Roma,al vicequestore Paolo Scrofani,42 anni,che nel giugno scorso perse sì la vita in servizio,a Milano,ma riuscì a salvare quella di decine di altre persone,che stavano per saltare in aria con uno squilibrato chiuso in casa,le manopole del gas attive.
Sposato,seppur da pochi mesi,era pure Vincenzo Raiola,poliziotto non ancora 30enne in servizio a Milano,di scorta ad un furgone portavalori assaltato nel '99:e come dimenticare gli altri 3 "sbirri" uccisi ad Udine,nel dicembre del 1996,da una bomba della mafia albanese,i 3 carabinieri massacrati a Bologna la notte del 3 gennaio del '91,dai gangster della famigerata Uno Bianca...e tanti,troppi ancora,prima di loro.
Proviamo per un istante tutti a dimenticare le solite polemiche quotidiane tra schieramenti,ed eleviamo un pensiero in onore di quei servitori dello Stato caduti in servizio per mano dei terroristi rossi,di quelli neri,della mafia,delle gang criminali italiane e straniere,di squilibrati:e magari impegnamoci,nel futuro,ad evitare virulente demonizzazioni dell' intero apparato di sicurezza,di una polizia che può anche sbagliare perchè composta da uomini normali,proprio come noi,sposati e con figli,che rischiano la propria vita tutti i giorni per un magro stipendio.
Dopo,torniamo pure a sbranarci tra noi.
Shalòm alei adamòt
Tsabar - L' Entità un tempo nota come "Jeronimus"




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