A Capello basta anche un "gollonzo"
ROMA, 22 febbraio 2003 - La trasferta di Udine preoccupa. Vincere al Friuli è ormai un'impresa e Fabio Capello lo sa bene al punto da affermare: "mi auguro che loro colpiscano quattro pali, che il nostro portiere sia il migliore in campo e che noi realizziamo un gollonzo: sarei l'uomo più felice del mondo. Sinora, tra infortuni eccellenti, arbitri che ci hanno tartassato, ingenuità nel mantenere il risultato, reti subite con mezzo tiro in porta, sfortuna e squalifiche ci è andato tutto storto e ne risentiamo nel morale. Una squadra come la nostra, fatta di giocatori internazionali, deve però sapersi tirare fuori con la personalità". Totti sarà ancora assente. Dice in proposito Don Fabio: "Appena finito il Mondiale avevo detto che avevo paura degli strascichi della manifestazione, psicologici e fisici. Ho parlato con lui e, come tutti i compagni, spiega le troppe ricadute muscolari con le condizioni del campo, finanche insabbiato: è da un mese che tutti ci lamentiamo dell'Olimpico, spero che l'intervento messo in preventivo porti dei risultati e non serva, come l'ultima volta, solo a far saltare le zolle".Il tecnico, infine, non nasconde le preoccupazioni per il grave ritardo in classifica, "non faccio come gli struzzi, bisogna guardarsi anche dietro", e boccia la linea verde da schierare nel finale di stagione: "Fare nomi è facile, poi c'è la realtà del campo e la volontà di non bruciarli. E non credo che i tifosi, abituati ad avere una squadra competitiva, sarebbero contenti".




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