vorrei vedere quanti di questi ipocriti, il digiuno lo fanno veramente non solo a parole e davanti alla telecamere....
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il parlamento fa il digiuno, tra i papa boys c'è bertinotti:
Il digiuno bipartisan per il Papa e la pace
L'iniziativa indetta per domani da Giovanni Paolo Secondo contro l'intervento militare in Iraq raccoglie consensi in tutti gli ambienti politici. Da Alleanza Nazionale ai Ds, da Buontempo ad Agnoletto.
ROMA - Il digiuno per la pace proposto dal Papa per domani rischia di rivelarsi come l'evento più bipartisan dell'anno, se non della legislatura. Perché le adesioni a questa astinenza finalizzata a scongiurare l'uso delle armi in Iraq sono veramente le più variegate possibili.
E non solo attraversano un po' tutti i partiti dell'arco costituzionale, ma accomunano nella testimonianza laici e cattolici, come pure esponenti religiosi e uomini politici che non potrebbero forse essere più lontani delle idee del Vaticano.
D'altronde la giornata di digiuno del 5 marzo sembra arrivare proprio al momento giusto. Perché i tamburi di guerra rombano sempre più fragorosi. E perché l'appello di Giovanni Paolo II consente a molti di aderire senza temere di essere invischiato in una manifestazione ambigua. Se infatti le marce della pace di qualche settimana fa hanno finito per connotarsi anche come eventi vagamente antiamericani e talvolta antiberluscobniani, in questo caso l'egida del Pontefice esclude strumentalizzazioni di sorta.
Ed ecco allora che a digiunare domani saranno parlamentari dell'estrema sinistra accanto a colleghi dell'estrema destra. E si ritroveranno uniti nell'iniziativa, tanto per far capire l'ecumenismo della circostanza, Teodoro Buontempo e il leader dei no global Vittorio Agnoletto. Ma anche il segretario di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti e il Presidente dei deputati di Alleanza Nazionale Ignazio La Russa.
Sbaglierebbe quindi chi individuasse nella fede cattolica l'unico comune denominatore di questa manifestazione. Certo, è pur vero che i post-democristiani di entrambi gli schieramenti parlamentari colgono un'occasione non equivoca per convergere. Ma qui si assiste in realtà anche a un incontro fra chi non nasconde la propria fede religiosa e chi forse non ne ha mai avuta una.
Intendiamoci la schiera dei cattolici è nutritissima. Basta pensare che oltre al Presidente della Camera Pier Ferdinando Casini ci sono il leader dell'Udeur Clemente Mastella, il Presidente dell'Udc Rocco Buttiglione e il segretario dello stesso partito Marco Follini; ma anche la "pasionaria" dell'Ulivo Rosy Bindi e Roberto Formigoni, Publio Fiori, Gustavo Selva e Alberto Michelini.
Saranno poi della partita anche il ministro di An Gianni Alemanno insieme ai suoi compagni di partito Alessandra Mussolini, Daniela Santanchè e Luigi Ramponi (quest'ultimo già generale dell'esercito italiano e quindi non tacciabile certo di pacifismo a senso unico).
Ma si potranno vedere dalla stessa parte anche parecchi deputati della Quercia e di Forza Italia. Nel partito azzurro infatti non pochi parlamentari del gruppo che già da tempo spinge per evitare l'intervento militare americano aderiranno al digiuno. Fra questi Roberto Rosso, Maurizio Bertucci e Maria Burani Procaccini. Nei Ds invece è già certa la partecipazione di Vincenzo Vita, Giuseppe Giulietti e Giovanni Kessler. Mentre Massimo D'Alema ha voluto specificare, pur non essendo credente, che ''troverà un modo per aderire''.
E proprio la voglia di esserci del Presidente dei Democratici di sinistra finisce per essere l'emblema di un evento che, senza clamori di piazza e senza esibizionismi, cercherà di dare un contributo al dibattito generale su questa crisi diplomatica gravissima.
Assai probabilmente molti di coloro che domani saranno accomunati dal digiuno simbolico proposto da Karol Woytjla torneranno a dividersi su come agire in futuro contro Saddam Hussein. E' insomma possibile che ci si divida di nuovo, magari proprio in Parlamento, se ci sarà da decidere su un intervento bilico contro il regime iracheno. Domani però si potrà dire tutti insieme che la guerra sarà pure un'opzione, ma di certo la più estrema. E comunque quella che nessuno adotta a cuor leggero




Rispondi Citando
....ma quant'è cattivo l'Occidente?

