Tokyo denuncia la riapertura di un reattore nucleare
"Potrebbe produrre da sei a otto ordigni atomici"
Allarme Corea del nord
"Ha l'impianto per il plutonio"
Sale la tensione con gli Stati Uniti
per l'aereo spia intercettato dai Mig di Pyongyang
PYONGYANG - La crisi nordcoreana si sta aggravando. Due sono gli elementi caldi che mettono in apprensione Stati Uniti, Giappone e la confinante Corea del Sud. Il primo riguarda i preparativi di Pyongyang per rimettere in funzione l'impianto di riprocessamento del combustibile spento del suo reattore nucleare di Yongbyon, riattivato la settimana scorsa, che consentirebbe in un anno la produzione di plutonio in quantità sufficiente per fabbricare da da sei a otto ordigni atomici.
Il secondo elemento di crisi è la vicenda dell'aereo spia americnao intercettato domenica scorsa da quattro Mig nordcoreani mentre volava sul Mar del Giappone nello spazio aereo internazionale. Un incidente che rischia di aggravare i già tesi rapporti tra l'amministrazione Usa e il regime nordcoreano.
Ma quello che preoccupa di più è la vicenda del plutonio. Sono stati due giornali giapponesi a dare la notizia. "Pyongyang - hanno detto le fonti citate - sembra ormai aver deciso di oltrepassare la linea rossa della crisi nucleare superando il punto di non ritorno. La soluzione diplomatica della crisi diventerà sempre più difficile, se non impossibile, e il governo giapponese ha deciso di approntare una serie di sanzioni economiche contro la Corea del Nord".
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Ma la Corea del Nord ha già ribadito più volte di considerare l'imposizione di sanzioni economiche una dichiarazione di guerra". Per questo motivo è preoccupato il governo del neopresidente sudcoreano Roh Moo Hyun, che ha espresso chiaramente la sua opposizione a qualsiasi tentativo di risolvere la crisi con mezzi diversi da quelli diplomatici e pacifici e si è detto contrario all'ipotesi di sanzioni economiche.
Nel frattempo decine di migliaia di soldati americani e sudcoreani hanno dato il via a esercitazioni congiunte a ridosso della zona di delimitazione lungo il 38/o parallelo, incentrate in una battaglia campale virtuale contro forze di invasione nordcoreane.
Alle manovre partecipano non solo gran parte dei 37.000 soldati americani di stanza nelle basi in Corea del Sud ma numerosi altri reparti in arrivo da altre regioni del Pacifico, con l'appoggio di unità navali e numerosi aerei.
L'ultimo elemento mancante è la reazione della Corea del Nord all'annuncio ieri sera del Pentagono sull'aereo spia Rc-135 intercettato. Nessuno dei media nordcoreani captati a Seul ha fatto finora menzione dell'episodio, anche se nei giorni scorsi Pyongyang ha denunciato più volte intrusioni, sempre negate da Washington, di aerei spia americani nel suo spazio aereo. Gli Stati Uniti con tutta probabilità presenteranno una protesta formale alle autorità nordcoreane.
(4 marzo 2003)
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BLUEMAX
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