"Osserva il gregge che pascola davanti a te: non sa che cosa sia ieri, che cosa sia oggi; salta intorno, mangia, digerisce, salta di nuovo, e così dal mattino alla sera e giorno dopo giorno, legato brevemente con il suo piacere e con il suo dispiacere, attaccato cioè al piolo dell'attimo e perciò né triste né annoiato. [...] L'uomo chiese una volta all'animale: "Perché mi guardi soltanto senza parlarmi della tua felicità?" L'animale voleva rispondere e dire: "Ciò avviene perché dimentico subito ciò che volevo dire" ma dimenticò anche questa risposta, e tacque; così l'uomo se ne meravigliò. Ma egli si meraviglio anche di se stesso, di non poter imparare a dimenticare e di essere sempre legato al passato: per quanto lontano egli vada e per quanto velocemente, la catena lo accompagna. È un prodigio: l'attimo, in un lampo, è presente, in un lampo è passato, prima un niente, dopo un niente, ma tuttavia torna come fantasma e turba la pace di un istante successivo. Continuamente si stacca un foglio dal rotolo del tempo, cade, vola via - e improvvisamente rivola indietro, in grembo all'uomo. Allora l'uomo dice 'mi ricordo'."
F.Nietzsche, Considerazioni inattuali - Sull'utilità e il danno della storia per la vita.




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