Articolo tratto da http://www.tgcom.it
Assoluzione dei 4 Br, è polemica
Rivendicarono in aula omicidio Biagi
Ha scatenato polemiche l'assoluzione dei 4 Br accusati di propaganda sovversiva per aver tentato di leggere, in un processo a Milano, un volantino di rivendicazione dell'omicidio Biagi. La procura di Milano intende ricorrere in appello contro il loro proscioglimento, disposto dal gup Cristina Mannocci. Per Federico Bricolo, vicepresidente della Lega Nord alla Camera, tale ricorso non toglie "l'ombra di vergogna nei confronti di una certa magistratura".
La rivendicazione dell'omicidio di Marco Biagi non aveva un contenuto tale da "penetrare nella coscienza altrui, determinandone la volontà" in direzione del sovvertimento degli ordinamenti dello Stato. Mancherebbe, dunque,l'elemento necessario perché si possa configurare la propagando sovversiva. E' questo il motivo principale che ha convinto il gup di Milano a prosciogliere Francesco Aiosa, Cesare Di Lenardo, Stefano Minguzzi e Ario Pizzarelli.
Fu il pm Luigi Orsi a chiederne l'assoluzione, giudicando il documento "datato, convenzionale, difficile per la comprensione media dell'uomo comune". Orsi aveva sostituito in aula il pm Stefano Dambruoso, che aveva chiesto il rinvio a giudizio degli imputati ed era impegnato in altri processi. Da qui, la decisione da parte della procura di Milano di ricorrere in appello contro la sentenza di assoluzione, già emersa nei giorni scorsi da una riunione tra i sostituti del pool antiterrorismo e i procuratori aggiunti Armando Spataro e Ferdinando Pomarici, che non hanno condiviso l'orientamento giurisprudenziale del pm Luigi Orsi.
Una decisione che comunque, secondo Bricolo, della Lega Nord, non lava la coscienza di "certa magistratura". "Orsi aveva definito quella rivendicazione - afferma Bricolo - 'convenzionale come i messaggi dei baci perugina'. L'Italia è rimasto l'unico Paese in Europa dove sono ancora attive cellule terroristiche di matrice marxista. La Germania, ad esempio, è riuscita, con una forte politica repressiva, a debellare il terrorismo impedendogli pure di rimanere operativo nelle carceri. In Italia solo grazie al ministro Castelli si è cambiata la rotta, estendendo il 41 bis anche ai terroristi".
Secondo Bricolo, infatti, "l'atteggiamento buonista diffuso nel nostro paese ha permesso alla stragrande maggioranza dei terroristi, che negli anni '80 hanno massacrato funzionari dello Stato e uomini pubblici, di essere oggi fuori dal carcere".
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GRAZIE MAGISTRATURA!
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