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Discussione: Lavoro/Repressione

  1. #1
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    Predefinito Lavoro/Repressione


    Una perquisizione anale a venti operai della Segafredo di Rastignano




    Cercavano droga i Carabinieri di Pianoro (Bologna), una decina giovedì mattina sono entrati in azienda, ma non hanno trovato nulla. Umiliazione e rabbia invece per i lavoratori del reparto confezionamento, tutti maschi che hanno dai 30 fino ai 56 anni.

    A fine giornata ognuno di loro si è trovato in mano un verbale dove si formalizza che la perquisizione è avvenuta per possesso di droga. Per qualcuno l'esito è stato positivo. I lavoratori, operai e impiegati, hanno subito bloccato la produzione per riunirsi in un'assemblea che è durata per almeno quattro ore. Nessuna mobilitazione per il momento è stata concordata. La Flai Cgil si è riservata di agire sul piano legale e di fare tutte le indagini. L'Arma dei Carabinieri smentisce alcune pratiche "invasive". La perquisizione, dice, è avvenuta con i lavoratori a ginocchia piegate, senza jeans e mutande. L'irruzione è scattata, fanno sapere sempre i Carabinieri, dopo una denuncia contro ignoti fatta dall'azienda per spaccio e consumo di cannabinoidi e cocaina all'interno di quel settore di produzione. Segafredo, sostiene il sindacato, ha raccontato invece di non sapere nulla, ma fino ad oggi non ha rilasciato dichiarazioni. Un mese e mezzo fa però diversi operai sono stati sottoposti ad esami specifici delle urine, proprio per riscontrare sostanze stupefacenti. L'esito nuovamente negativo. Anche qui c'è una relazione, ha chiesto la Flai-Cgil all'azienda? No, è stata la risposta."Neanche con le Br si sono fatte perquisizioni di questo tipo, nè a Bologna nè in Italia" ha attaccato Vito Rorro, segretario provinciale della Flai - Cgil.

    Viva la Comune

  2. #2
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    Predefinito Rif: Lavoro/Repressione

    Gli operai della Solvay raccontano in tribunale come ci si ammalava e si moriva in fabbrica

    Quaranta minuti a testa per raccontare i loro ricordi di quando, giovani, lavoravano in Solvay.
    I protagonisti ieri, tanto attesi, sono stati proprio Cipro Mazzoni e Michele Mantoan, ex operai della multinazionale, parti lese nel processo che vede alla sbarra sei ex manager della belga Solvay e dell’inglese Ici, accusati di non aver tutelato i due operai ferraresi dall’esposizione al cvm, prodotto nella fabbrica di via Marconi fino all’88, e di averli fatti gravemente ammalare. Assunto nel 1969, Mantoan nella grande fabbrica era addetto alla pulizia delle autoclavi. "Quando c’erano residui di lavorazioni — ha spiegato davanti al giudice Diego Mattelini — intervenivo con martello e scalpello". A volte gli operai scendevano nelle cisterne per pulirle: "Non avevamo la maschera», quando era laggiù "provavo freddo". Una cosa gli è rimasta nella testa: una valvola aperta dalla quale «inalavo cvm». Mantoan, negli ultimi anni, è stato sottoposto a tre interventi al fegato, ha seri problemi alle ossa, ogni tre mesi viene visitato. E quei ricordi oggi sono indissolubili dalla malattia che si portano dietro: epatocarcinoma. Un nome che per una cartella clinica ha solo un significato statistico, ma per Michele Mantoan e Cipro Mazzoni significa l’eredità di quei decenni passati a lavorare come operai alla Solvay. Dei loro colleghi, circa 400, oltre 60 sono morti di tumore. È stata in gran parte incentrata sulle loro testimonianze la prima udienza dibattimentale che vede alla sbarra sei dirigenti della Solvay (Michael Gerard Davis e William Arthur Barnes, per Ici - azionista di minoranza della Solvic, nata dalla fusione con Solvay -; e Claude Yves Marcel Loutrel, Arthur August Gosselin, Cyrill Van Lierde, Pierre Vigneron), la multinazionale della chimica attiva a Ferrara fino al 1998, imputati di lesioni gravi e omissioni di protezione sui luoghi di lavoro nei confronti dei due operai. Mantoan e Mazzoni sono gli unici casi, tra i tanti ex lavoratori dello stabilimento di via Marconi morti di tumore, per i quali la consulenza medica ha rilevato una possibile correlazione tra esposizione al cvm e insorgenza del tumore.

    Viva la Comune

  3. #3
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    Predefinito Rif: Lavoro/Repressione

    Livorno . Gli operai della Delphi bloccano l'Aurelia insieme a quelli della Giolfo&Calcagno e dell'ENI

    Ieri è 'esplosa' la rabbia dei lavoratori Delphi, a casa da tre anni dopo la chiusura del loro stabilimento di componentistica auto trasferito in Polonia dall’omonima multinazionale americana. I 170 lavoratori in cassa integrazione sono infatti scesi in strada per richiamare l’attenzione di Governo centrale, istituzioni, città sulla loro vertenza. Un gruppo ai quali si sono uniti anche gli operai della Giolfo&Calcagno, a loro volta in cassa integrazione dopo l'annuncio della cessazione delle attività da parte del gruppo che ha stabilimenti anche a Genoa e a Bari. A dare manforte agli ex Delphi c'è stata anche una delegazione di lavoratori della raffineria Eni, reduci dalle loro proteste eclatanti che hanno portato al fermo della raffineria, poi superato, grazie all’incontro al ministero dello sviluppo che ha aperto un confronto, sotto la supervisione del governo, tra Eni, sindacati e istituzioni sulla vendita dell’impianto.

    Viva la Comune

  4. #4
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    Predefinito Rif: Lavoro/Repressione

    E voi continuate a elogiare lo stato credendo che non ci sia differenza fra il "vostro" stato e quello di destra.

    Questo si chiama Socialismo Reale. Stato Etico. Polizia. E voi ne siete i peggiori sostenitori.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Lavoro/Repressione

    Tre operai morti sul lavoro in un solo giorno. Nessuna celebrazione per queste vittime della guerra sul lavoro?

    Nella sola giornata di ieri, un operaio è rimasto ucciso e un altro è rimasto gravemente ferito precipitando da un'altezza di 15 metri a Brescia, mentre un operaio marocchino è morto decapitato dalla lama di un escavatore con cui stava lavorando in un cantiere in Trentino. Il terzo uomo è deceduto a Gragnano, in una fabbrica di conserve per pomodori. Aveva 26 anni. Una morte orribile quella di Said Karroui, 37 anni, operaio marocchino, decapitato dalla macchina che gli era stata affidata: una piccola ruspa con le lame per scavare il terreno. Said veniva da Albenga, in provincia di Savona, ma stava lavorando in un cantiere edile ad Arco, in Trentino e oggi, almeno ufficialmente, era il suo primo giorno di lavoro.
    Da una prima ricostruzione dei fatti sembra che l’uomo, con la sua ruspa stesse lavorando su una stradina in forte pendenza, all’interno del parco Braile, poco distante dall’ospedale cittadino, quando improvvisamente, complice la ripida discesa, ha perso il controllo del mezzo e con tutta la ruspa è rotolato lungo una scarpata per alcune decine di metri.
    Mentre rotolava, Said è stato sbalzato via dal sellino andando ad atterrare tra le lame dell’escavatore che gli hanno mozzato la testa. È morto così Said, “giustiziato” - ironia della sorte? - sul suo posto di lavoro. Sembra, infatti, che non si fosse allacciato le cinture di sicurezza che avrebbero avrebbero dovuto ancorarlo al sedile di guida. La procura di Trento e l’ispettorato del Lavoro hanno avviato due inchieste parallele per verificare la dinamica dell’incidente che si sarebbe potuto evitare se il marocchino avesse seguito le normali procedure - previste dalla legge - di formazione/informazione e non fosse stato messo subito in “pista” proprio nel suo primo giorno di lavoro.
    Vittime di una tragica fatalità anche i due operai bresciani. Alberto Simoncelli, 43 anni, titolare di una piccola ditta specializzata in riparazione di tetti, stava lavorando insieme ad un suo dipendente, Gabriele M., all’interno dello stabilimento siderurgico “Ori Martin” di Brescia quando, all’improvviso, il cestello della gru - su cui i due erano saliti per raggiungere la sommità del capannone industriale - si è sganciato e i due sono caduti da un’altezza di 15 metri. Nello schianto al suolo il Simoncelli, titolare della “Sm Lattoniera Brescia”, è rimasto ucciso sul colpo e i medici - giunti sul posto - non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. Il secondo operaio, 47enne, è stato ricoverato in gravissime condizioni presso gli ospedali civili della città lombarda, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico urgente nel tentativo di salvargli la vita. Da una prima ricostruzione, fatta dalla polizia, che sta indagando, le due vittime si sono trovate - improvvisamente nel vuoto - sbalzate via dal cestello della gru che si è inclinato prima di staccarsi definitivamente dalla piattaforma.

    Un altra vittima anche nel napoletano, schiacciata da una grossa pedana di legno appena caricata da un montacarichi. E’ morto così Fabio D'Ambretta, un operaio 26enne residente ad Angri. L’incidente è avvenuto nella fabbrica di pomodori “Davia srl”, nella frazione Varano, a Gragnano. Ieri sera, attorno alle 20, è arrivata la chiamata al 118 e in pochissimi minuti sono giunti i soccorsi che, purtroppo, sono risultati vani. Stando ad una prima ricostruzione dei fatti, il 26enne operaio, addetto al settore dell’imballaggio delle conserve, stava controllando che le pedane di legno fossero spostate per sostenere i barattoli di pomodoro da caricare poi sui tir, quando una di queste si è staccata dal montacarichi ed è piombata sul giovane operaio angrese.
    Fabio D’Ambretta non ha avuto nemmeno il tempo di accorgersi di ciò che stava accadendo ed è stato investito violentemente dalla base di legno. Quando il personale del 118 è arrivato sul posto ha subito liberato l’operaio dalla pedana ma, purtroppo, è deceduto durante il trasporto verso il pronto soccorso dell’ospedale “San Leonardo” di Castellammare di Stabia.
    Anche ieri, una giornata da “ricordare” sul terreno dell’endemia da lavoro. Una malattia che, dall’inizio dell’anno, in poco più di 200 giorni di lavoro, ha già fatto 765 vittime. Sono tre morti e mezzo, infatti, che ancora oggi, tengono fede alla tragica statistica nazionale. Nonostante il calo della produzione, nonostante la crisi economica, nonostante la diminuzione complessiva degli incidenti sul lavoro (765.316 dal 1° gennaio 2009 di cui 19.132 fonte di invalidità permanenti) i m orti sul lavoro non diminuiscono. Un tragico primato tutto italiano .

    Viva la Comune
    Ultima modifica di Comunardo; 24-09-09 alle 23:21

 

 

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