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  1. #1
    Castellano
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    Predefinito cosa succederà alle low cost?

    vorrei farvi partecipi di alcune riflessioni, a mio avviso interessanti, che ho letto oggi...

    la moda dei low cost; la voglia pazza di tutti gli operatori di trasformarsi in low cost mantenendo una struttura full si scontrerà con due grossi rischi:

    1) banalizzazione del servizio;
    2) insolvenza del settore
    Banalizzazione= voleremo tutti a 10euro senza fronzoli... siamo proprio sicuri che non resterà un'ampia aera di mercato disposta a pagare di più pur di avere un servizo superiore (non le porcherie di oggi stile alitalia)? non si rischia di spingere questa gente, se tutti rincorrono il mercato low cost, come sta avvenendo in italia, verso il prodotto ferroviario ove questo aumentasse il servizo? (a titolo di esempio ricordiamoci l'ordalia dei discount... finita la moda siamo tornati tutti all'esselunga -pubblicità... si copre bene raga!!!-)
    Insolvenza= tutti a vendere a 10euro con i costi da full service. ma chi paga i ripetuti fallimenti? in fin dei conti in questo mercato stanno resistendo le prime due... gli altri tutti fallimenti. chi paga? lo stato accollandosi i disoccupati?

    io credo (come dicevamo sabato a mxp) che il low cost deve servire ai full service per cercare le efficenze gestionali abbandonado la voglia di copiare ed entrare a tutti i costi in questo mercato fatto, del resto, prevalentemente di 30/35 enni e da studenti (come mi ha insegnato airblu) inventandosi, invece, qualcosa di nuovo e di meglio per catturare e fidelizzare i clienti disposti a pagare di più per un servizio migliore. questi clienti non sono neppure pochi... sta scritto in tutti i libri di marketing che il mercato non è mai tutto monodirezionale... (a me per esempio non esaltano i low cost... credo che anche HB-IWB non metterà mai piede su un low cost così come un'altra persona che non c'è qui ma i vecchi soci di clipper conoscono -è stato a dublino- mai salirà su un aereo di un vettore low cost... vedete ce ne sono già tre tra di noi...)

    PS in questi due giorni organizzerò i simulatori

  2. #2
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    Predefinito

    Il mio migliore amico che e' inglese e vive al centro di Londra afferma che non mettera' mai piede su una low cost perche' e' roba da lower class, lui viaggia solo in prima.
    Scherzi a parte, sebbene alcuni non se la sentano di volare con le low cost, vuoi per una questione di immagine vuoi per una questione di sicurezza (la gente ancora crede che i charter siano i meno sicuri!), secondo me il mercato per le low cost c'e'.
    Solo che non e' infinito.
    Una low cost vera ha una struttura adatta a sostenere le tariffe basse.
    Ormai conosciamo tutti il modello Southwest incentrato su aeroporti minori e un unico tipo di aereo in flotta.

    L'esplosione attuale delle low cost e' del tutto simile all'esplosione di vettori piu' o meno piccoli seguente la deregulation del 1978 in America e quella molto piu' recente in Europa. Quanti sono sopravvissuti?
    Un'altra analogia e' quella con la bolla speculativa sulle dot-com, le societa' della new economy. Anche li' in molti ci hanno lasciato le penne.

    Secondo me si assistera' ad un progressivo assetsamento del mercato delle low cost intorno a pochi nomi, Ryanair ed Easyjet in testa.
    E i vettori tradizionali usciranno dal settore e continueranno a servire il proprio mercato full service.
    Tutto qua'.

    Ciao

    Stefano

    P.S.

    E' veramente una cosa da snob dire che non si mettera' mai piede su una low cost. beato chi si puo' permettere di viaggiare sempre in prima.

  3. #3
    Castellano
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    Predefinito

    ste, non voleva essere un discorso classita e non lo è... voleva solo essere una dimostrazione che anche il mercato dei full service è assolutamente ricco, numeroso e va sfruttato meglio. Se già in un gruppo di dieci persone ce ne sono tre che preferiscono il full service figurati nel mercato... facendola corta: full service e low cost sono due mercati ricchi che vanno sfruttati con due prodotti totalmente diversi perchè retti da due logiche di busienss diverse. Quello che contesto è il realizzare il business low cost con strutture da full service, mi chiedo: quanto durerà senza far male al mercato? nulla a che fare con il classismo inglese... anche se ha il suo fascino

  4. #4
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    Predefinito

    So bene che non era un discorso classista,
    stavo scherzando. Non fatemi passare sempre per il bacchettone del gruppo .

    Sono d'accordo con te che esiste un mercato parallelo per le low cost che non sottrae passeggeri alle full service ma crea nuovi passeggeri tra quelle persone che difficilmente prima avrebbero preso l'aereo per i loro spostamenti (vedi gli studenti squattrinati di cui sopra).

    L'esperienza di GO, nata come emanazione di British Airways e poi da questa alienata, e' forse significativa di cosa puo' succedere a compagnie low cost con strutture piu' o meno integrate e mutuate da quelle di compagnie tradizionali.

    Ce ne sono tante in giro, a cominciare dalla nostra Volareweb o dalle varie BMIBaby, MyTravel Lite, GermanWings e cosi' via.
    Purtroppo temo per loro che non reggeranno alla concorrenza di Ryanair ed Easyjet, ne' alle fluttuazioni del mercato del trasporto.

    Ciao

    Stefano

  5. #5
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    Molto interessante questa discussione!!
    aggiungo qualche spunto di riflessione anch'io.

    Prima cosa (già detta ma non fa mai male ripeterla): i concetti "low cost" e "low fares" sono indipendenti.
    L’industria del trasporto aereo è caratterizzata da una domanda di trasporto molto elastica che permette con piccole riduzioni di prezzo di ottenere dei sensibili incrementi nel numero dei passeggeri trasportati e quindi dei ricavi. Per questo ridurre i costi ed aumentare la produttività, in modo da poter successivamente abbassare le tariffe per gli utenti, può portare vantaggi notevoli.
    Altro elemento caratteristico del trasporto aereo è l’elevata sensibilità dei risultati operativi alle variazioni di mercato in termini di fluttuazione dei livelli di domanda (e negli ultimi anni ce ne sono state eccome di fluttuazioni!!): solitamente il margine di profitto per una compagnia aerea è minimo, in quanto non c’è molta differenza tra i costi totali sostenuti per lo svolgimento del servizio ed i ricavi ottenibili. Una delle strategie recentemente adottate per salvaguardare una compagnia e renderla più indipendente dagli sbalzi di mercato è quindi il controllo dei costi, ottenuto tramite riduzioni delle spese operative e aumenti di produttività per addetti ed aeromobili. Una compagnia che riesce a competere con basse tariffe DEVE PER FORZA avere CONTEMPORANEAMENTE una struttura stabile basata su bassi costi ed elevate risorse economiche, in modo da poter competere ed allo stesso tempo sopravvivere di fronte alle politiche di prezzi predatori spesso praticate dai vettori dominanti. E' quindi indispensabile associare alle basse tariffe una efficace politica di contenimento dei costi.
    -------> Ryanair è la compagnia low cost e low fares
    -------> Meridiana è attualmente "low fares" ma non "low cost"
    -------> alcune compagnie regionali europee sono abbastanza "low cost" ma non "low fares" (non trasferiscono il risparmio dei cost sulle tariffe per poter avere comunque yields elevati e rimanere profittevoli anche con bassi load factor, tipici delle rotte regionali).

    Mercato:
    concordo con quanto detto; fino ad oggi il mercato (almeno per Ryanair, che lo dichiara apertamente) è stato totalmente differente da quello delle compagnie tradizionali. Molto traffico è stato creato dal nulla ("Southwest effect", persone che altrimenti non avrebbero viaggiato) e la concorrenza più che dalle majors viene da altri mezzi di trasporto o addirittura da altre scelte di impiego delle risorse.
    esempio "limite": la scelta è tra prenotare un volo ryanair oppure acquistare un capo di abbigliamento o trascorrere una giornata a sciare!!!!!.. (è successo anche al sottoscritto!)
    tutt'altro mercato rispetto alle compagnie aeree maggiori... e i dati sulla tipologia dei passeggeri trasportati confermano. (anche una visita a Stansted conferma, vero Airblue, DaV e Oli ???? )
    Ultimamente però, anche a causa del momento di crisi , anche la categoria dei viaggiatori per affari, relativamente a rotte di breve raggio, sta diventando sensibile in misura sempre maggiore al fattore prezzo, dal momento che molte grosse aziende si rifiutano di pagare ai loro impiegati viaggi in business class per tragitti di durata inferiore alle 3 ore. Alcune low cost (easyJet o Germanwings per citare le più credibili) stanno oggi sviluppando strategie in modo da poter attirare anche parte di questo traffico business, in particolare lavoratori in proprio o impiegati in piccole aziende.

    Ed ora rispondo alla domanda..... il futuro???
    In my opinion, Ryanair ha un mercato a parte, a meno di eventi avversi e di cambio di strategia nessuno la distrugge
    Per tutte quelle come easyJet invece la strategia a lungo termine potrebbe essere più rischiosa.
    Essa punta infatti sulla competizione con le linee aeree tradizionali all’interno della stessa fascia di mercato piuttosto che nella creazione di un mercato di nicchia e di basso profilo come ha fatto finora Ryanair. Ci potranno essere secondo me due possibili scenari:
    1) solo la scelta di Ryanair risulta essere vincente: l'unica possibilità per le low cost di sopravvivere sarà legata ad una mercato di nicchia ed alla costituzione di compagnie focalizzate interamente sul risparmio sui costi; in questo caso EasyJet (e simili) sarà schiacciata tra il concorrente più a basso costo ed i vettori major che dovrebbero imparare gradualmente a competere con essa imitandone in parte la riduzione dei costi e tramite guerre di prezzo rese possibili da una maggiore presenza sul mercato (possono vendere in perdita sugli itinerari in concorrenza e recuperare i profitti sulle rotte in situazione di monopolio). Inoltre per easyJet sarà sempre più difficile accedere agli slot negli aeroporti chiave, oggi praticamente controllati dalle majors.
    2) Altro possibile scenario: le compagnie maggiori non riescono a rispondere alla sfida di costo lanciata da EasyJet; con questa ipotesi EasyJet potrebbe avere la possibilità di svilupparsi più velocemente che Ryanair a causa della capacità di servire anche il mercato d’affari, disposto a pagare cifre maggiori, e della scelta di volare a dagli aeroporti maggiori. È una scommessa, e per riuscire EasyJet dovrà adattarsi ad alcune delle caratteristiche dei vettori maggiori, quali ampiezza della rete di collegamenti e frequenze dei voli senza però assimilare contemporaneamente le loro caratteristiche negative quali i costi maggiori e la eccessiva burocrazia.
    In ogni caso l’espansione di queste due maggiori low cost europee limiterà le occasioni per i nuovi entranti, molti dei queli destinati ad un rapido fallimento
    Ultima osservazione: la concorrenza tra low cost è appena iniziata e già fa le prime vittime.....
    ....ovvio qual'è la compagnia che può permettersi di fare vere guerre di prezzo.....

    adesso sono pronto a prendermi le frustate
    bye
    Diego
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  6. #6
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    Predefinito

    Originally posted by Steman

    Scherzi a parte, sebbene alcuni non se la sentano di volare con le low cost, vuoi per una questione di immagine vuoi per una questione di sicurezza (la gente ancora crede che i charter siano i meno sicuri!)...
    A questo proposito un professore dell'università degli studi di udine, credo della facoltà di ingegneria, sosteneva che le low cost risparmiano sulla manutenzione...e vedi il panico di chi è ignorante in materia, quando deve scegliere il volo e si immagina i motori in fiamme e opta per le majors...
    AZJumbo

  7. #7
    HB-IWB
    Ospite

    Smile RE Low Cost

    Ciao ragazzi
    voglio esporvi un mio breve pensiero, sono contento che il mercato low cost sia in piena espansione nel nostro paese per dare a tutti la possibilità di viaggiare e lavorare. Personalmente non salirò mai su una compagnia low, non per classismo ma semplicemente per un modo di volare che non mi appartiene, io faccio parte di quelle persone abituate alle comodità del volo, intediamoci cose banali ma essenziali per un pigro come il sottoscritto es. posto assicurato a bordo, maggior spazio in cabina, aereoporti principali, cura nel servizio etc.
    Forse non ho vissuto a pieno la moda delle low avendo 33 anni, quando studiavo facevo lavori vari per poter acquistare biglietti e viaggiare con compagnie di linea per sentire mio il volo, sentire veramente l'accoglienza del paese che andavo a visitare, e questo mi costava sacrifici, perchè i biglietti costavano una barcata di soldi, mica come adesso che esistono mille tariffe.
    Adesso le cose sono cambiate, lavorando duramente ho raggiunto una tranquillità economica discreta, e quando il lavoro mi permette di staccare la spina, voglio viaggiare con tutte le comodità che posso permettermi, è sopratutto voglio conoscere i servizi di tutte le compagnie di linea possibili.
    Concludendo io come Concorde, faccio parte di quelle persone che non voleranno mai con una low, ma seguo il fenomeno con molto interesse e simpatia.

    PS: Certo pensando a quando io ero studente le cose oggi sono veramente cambiate, per volare da LIN a AMS dovevo fare un mese di consegne come pony senza mai fermarmi, adesso volare è veramente facile, ..... forse in un altra vita!!!




    CHUSS DA HB-IWB

  8. #8
    airone
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    Cool

    Bravo Worldclimber una bella analisi mi trovi in pieno accordo.

    Non saprei cosa aggiungere, ma esprimo in 2 parole anche la mia opinione, precisando che non sono un tecnico, non sono del mestiere, e non ho studiato marketing, esprimo opinione da passeggero e appassionato.

    Personalmente ho volato in molte parti del mondo, con molte compagnie aeree, ed ho volato e continuero' a volare anche con le low cost, e vi dico sinceramente che mi eccita l'idea di poter volare praticamente gratis , come ho fatto le ultime 3 volte su Ryanair, 0,01€ a tratta piu tax.

    Per i voli inferiori alle 2 ore e 30 minuti, non credo ci sia alcuna differenza tra le full e le low, non hai il tempo neanche di decollare e sfogliare il giornale che sei gia arrivato. Non credo che il passeggero medio d'affari ( nei voli inferiori alle 2 ore e 30 minuti) consideri cosa essenziale il servizio di bordo(caramellina piuttosto che cioccolatino, prosciuttino o salmone), quanto la puntualita'. Chi viaggia per affari, non vede l'ora di arrivare a destinazione o di ritornare a casa propria. Il viaggio inteso come tale non e' altro che una parentesi da concludere nel piu' breve tempo possibile.(ripeto solo per i voli europei o nazionali)

    Se qualcuno di voi non ha volato sulle low cost, posso affermare con certezza che il posto non ce lo toglie nessuno, magari non e' in prima fila ma c'e'. Tanto non possiamo guardare la strada. Nessuno ti tratta male o ti dice parolacce. Certo se vuoi un cioccolatino o aspetti 2 ore e te lo prendi quando atterrio oppure sei costretto a sborsare un paio di euro.

    Una domanda mi sorge spontanea: ma per quanto tempo le varie aziende che praticamente finanziano con i biglietti dei dipendenti o funzionari, le compagnie tradizionali continueranno a pagare piu' di 700€ per madare qualcuno da MIL a LON (senza il sabato notte si intende, visto che sono viaggi d'affari), avendo a disposizione molti voli con tariffe piu' convenienti? E chi viaggia per affari e pagando di tasca propria, continuera' a voler pagare un caffe' e 2 biscottini per andare da venezia a catania 200€ e piu?

    Vedremo........e' solo l'inizio.

    P.S.:Per HB-IWB: ma entriamo o no nella OneWorld? Credo manchi solo BA

  9. #9
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    Predefinito

    Originally posted by concorde
    full service e low cost sono due mercati ricchi che vanno sfruttati con due prodotti totalmente diversi perchè retti da due logiche di busienss diverse
    d'accordo al 100%
    Avevo dimenticato di dirlo nel messaggio sopra, anche il segmento full fare va mantenuto, migliorato e sviluppato... i clienti non mancano.
    Cosa ci sarebbe di meglio che avere la scelta tra poter volare a basso costo con pochi servizi oppure pagare per ottenere però un servizio migliore e veramente di qualità???
    queste sono le due alternative richieste dal mercato, e ad esse le compagnie si dovranno uniformare; non credo che le vie di mezzo avranno molte possibilità di sopravvivere.....
    ciao ancora
    Diego
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  10. #10
    HB-IWB
    Ospite

    Predefinito RE airone

    La strada è quella giusta, le basi sono molto concrete, in Zrh tutto è pronto per ospitare la grande famiglia One World, a questo punto non ci resta che attendere.




    CHUSS DA HB-IWB

 

 
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