Il Consiglio di sicurezza dell'Onu impiegherà i giorni
da qui al week end per raggiungere un accordo sulla bozza
Iraq, slitta a lunedì
il voto sulla risoluzione
Si inasprisce lo scontro tra Usa e Francia


WASHINGTON - Gran Bretagna e Stati Uniti fermano l'orologio della guerra fino a lunedì. La seconda risoluzione che prevede un ultimatum per Saddam Hussein al 17 di marzo non verrà messa ai voti prima di lunedì. Ad annunciarlo sono gli ambasciatori americano e britannico all'Onu John Negroponte e Jeremy Greenstock. Proseguiranno dunque per tutto il week end i negoziati sulla bozza di risoluzione proposta da Gran Bretagna, Usa e Spagna che impone l'ultimatum al regime di Bagdad. Fino a questo momento infatti, gli Usa non sono riusciti a mettere insieme i nove voti necessari e Tony Blair non vuole rischiare di entrare in guerra senza l'approvazione del Consiglio di sicurezza dell'Onu. La speranza di Usa e Gran Bretagna è di poter mettere il testo ai voti lunedì. E nel frattempo di convincere gli indecisi.

Segnali di flessibilità sono giunti contemporaneamente Parigi mentre al Palazzo di Vetro il segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan incontra in confessionale, l'uno dopo l'altro, gli ambasciatori dei Quindici. Intanto la rigidità contrapposta di Stati Uniti e Francia sembra aumentare. Invece di cogliere le aperture delle ultime dichiarazioni del ministro degli Esteri francese Dominique de Villepin, il portavoce della Casa Bianca Ari Fleischer ha attizzato le polemiche tra Washington e Parigi.

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"Guardiamo a quello che la Francia sta facendo e ci piacerebbe che si comportasse in un modo diverso", ha detto Fleischer, notando, ad esempio, che Parigi ha respinto la proposta britannica di nuova risoluzione sull'uso della forza per disarmare l'Iraq "prima di Bagdad".

Per Fleischer, il pubblico americano ha tutto il diritto di contestare l'opposizione della Francia alla guerra con l'Iraq con azioni di protesta come cambiando il nome delle patatine fritte, che in inglese si chiamano 'french fries', fritte francesi, in 'freedom fries', fritte della libertà. "C'è il diritto della gente in Europa di dimostrare e di dire come la pensa. E c'è il diritto degli americani di dire come la pensano", ha detto il portavoce.

Quanto alle ultime dichiarazioni del ministro de Villepin, Fleischer non è stato da meno: "Penso che la Francia abbia riconosciuto che la sua posizione di mettere il veto a qualunque proposta fosse presentata al Consiglio di Sicurezza ha creato problemi anche in Francia, da cui sta cercando di uscire".

E alla giornalista che gli chiedeva perché Washington stia portando avanti una "sciarada diplomatica" alle Nazioni Unite, Fleischer ha risposto: "Quando si usa quella parola, che, se non mi sbaglio, ha origini francesi, bisognerebbe indirizzare la domanda a coloro che vogliono mettere il veto su ogni risoluzione".

E pur riconoscendo la comunanza di ideali e di principi che ancora lega Washington e Parigi, il portavoce ha anche detto che la Francia sembra più intenzionata a creare tensioni con gli Stati Uniti che a disarmare l'Iraq.

(14 marzo 2003)