Si diffonde sempre più anche in Italia la pratica del 'passalibro'. Le persone abbandonano libri che amano particolarmente in punti qualsiasi della città, e li segnalano su siti web.
di Ernesto Capasso

“Ho pensato ai libri. E per la prima volta mi sono accorto che dietro ogni libro c’è un uomo. Un uomo che ha dovuto pensarli”, afferma il pompiere Montag in Fahrenheit 451, il capolavoro di Ray Bradbury. Un uomo che non soltanto li ha pensati ma anche letti e meditati, ansioso di far conoscere quello specchio di realtà ad altri uomini e ad altre donne, come avviene nell’iniziativa del Passalibro.

Si tratta di una sorta di segnalibro esistenziale, un fenomeno che si è diffuso anni fa in America, ossia un lettore lascia in un luogo, una piazza, un bar, davanti a un negozio, in metropolitana, o in un posto qualunque, un libro che ha amato in modo particolare. Quel piccolo amore di carta resta lì in attesa che un nuovo lettore lo trovi al fine di continuare a dar vita ai personaggi che in esso sono racchiusi.

Negli Stati Uniti, il nome di questo progetto è Bookcrossing (Passalibro è la versione italiana). L’iniziativa è portata avanti con successo dalla trasmissione radiofonica Fahrenheit che va in onda, ogni pomeriggio, sulle frequenze di Radio 3 Rai. Il programma che da anni è un punto di riferimento per gli amanti della lettura e non solo, è diventato il crocevia dei vari passatori, ossia quei lettori che lasciano i propri libi in giro affinché possano essere trovati.

Sintonizzandosi sulle sue frequenze è possibile ascoltare gli interventi dei vari partecipanti, come quello di un’insegnante romana che ha lasciato una copia di Diario minimo di Umberto Eco su un motorino parcheggiato dinanzi a una scuola, oppure quello di un libraio che ha trovato dinanzi alla vetrina del suo negozio Il tempo ritrovato di Proust. Si può anche partecipare al forum dove regione per regione sono fornite le passa-segnalazioni al fine di fornire notizie alla comunità di lettori e apprendere dove è stato lasciato un certo testo, ad esempio si legge: “L’inventore di sogni di Ian Mc Ewan, lasciato a Savona nell’ufficio centrale della posta da Giorgio che spera lo trovi un genitore che lo legga al proprio figlio”.

Il barone rampante di Italo Calvino, lasciato a Genova su una panchina della passeggiata a mare da Anita. L’asino d’oro di Apuleio, lasciato a Roma sul proprio taxi da Mario che lo aveva avuto dalla scrittrice Angela Bianchini conosciuta a bordo. “Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry, lasciato a Milano nel metro Montenapoleone da Barbara che scrive: un racconto fantastico di quelli che vanno letti e riletti nei momenti più travagliati della nostra vita e che aiutano a riflettere sul significato delle cose”.

Nel filo che mette in comunicazione i vari passatori, un posto di rilievo occupa internet, infatti collegandosi al sito Passalibro è possibile sapere dove i lettori hanno lasciato i propri amori di carta. Sul sito, il libro viene schedato e segnalato, affinché il lettore navigatore possa avere tutti dettagli necessari a trovarlo. Dopo il suo primo viaggio, il volume ne comincia un secondo, non prima però che sul sito siano stati annotati i particolari necessari all’inizio della nuova avventura. Si compone così una vera e propria comunità letteraria on line in comunicazione attraverso la Rete e materialmente impegnata a depositare la propria storia letteraria, come un messaggio in una bottiglia, là dove qualcuno sia disposto ad accoglierla.

Inaugurata lo scorso settembre, in occasione del Festivaletteratura di Mantova, l’iniziativa del Passalibro prosegue in tutte le città dove ci siano persone disposte a far circolare per il mondo un volume. Per partecipare è importante scrivere sulla prima pagina interna del libro, utilizzando penne o pennarelli, queste frasi: Questo non è un libro abbandonato ma un libro che cerca lettori, chi lo trova, lo legga, lo faccia circolare e ne dia notizia alla trasmissione Fahrenheit. Dal lunedì al venerdì intorno alle 15,20, ogni passatore avrà spazio per comunicare dove ha lasciato il suo scrigno letterario. “Non c’è nulla di magico nei libri, la magia sta in ciò che essi dicono, nel modo in cui hanno cucito le pezze dell’universo per mettere insieme così un mantello di cui rivestirci” (Fahrenheit 451).

(14 MARZO 2003, ORE 11.45)

Da: http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0...173341,00.html