Vi assicuro che ho dovuto leggerlo due volte....tanta era la mia incredulità.....poi però m'è venuto pure il sospetto che in cambio chiedano qualcosa......si sa gli amici di Angiolino non fanno nulla x niente.....azz....ma guarda un pò da chi arriva il buonsenso anche se mi sa che non se ne farà niente
"Offesa alla bandiera come la bestemmia: solo una multa"
Il ministro Giovanardi riaccende le polveri sulla depenalizzazione del reato di vilipendio alla bandiera: "Un'ammenda per chi offende sia i sentimenti religiosi che la bandiera". Scontro nel governo.
ROMA - Una settimana fa in Consiglio dei Ministri Roberto Castelli e Gianfranco Fini avevano quasi litigato di brutto sulla questione. E anche Mirko Tremaglia, durante quella medesima riunione del Consiglio dei Ministri, s'era accalorato parecchio. Oggi Carlo Giovanardi però torna sull'argomento e insiste: bisogna depenalizzare, o quantomeno ammorbidire molto, le sanzioni per il reato di vilipendio alla bandiera.
Il ministro per i Rapporti col Parlamento argomenta la sua tesi in una lettera aperta ad un quotidiano, che però rischia forse di riaccendere un'ennesima piccola polemica dentro la maggioranza. Ma non per questo si tira indietro. ''Chi oltraggia nella maniera più cruda i sentimenti religiosi di una persona - spiega infatti Giovanardi - se la cava con una multa; chi invece vilipende con le parole il tricolore o il governo rischia la privazione della libertà personale ed il carcere. Evidentemente c'è qualcosa che non va''.
Insomma il ministro del Biancofiore giudica ''ripugnante che nel Terzo Millennio venga punita con il carcere la manifestazione di un pensiero, anche il più inaccettabile e volgare rispetto alle nostre istituzioni o ai simboli che le rappresentano''. Beninteso per lui si tratta comunque di comportamenti riprovevoli, ma che forse possono essere parificati, nella sanzione, a quanto già previsto per la bestemmia: un'ammenda congrua da erogare nel limite massimo nel caso di recidiva. Altro discorso invece, per Giovanardi, quando dalla espressione di una opinione offensiva si passa ad atti concreti di danneggiamento o di profanazione. In questo caso anche lui propende per pena detentiva.
Resta comunque il fatto che appena sette giorni fa, al solo sentir parlare di depenalizzazione dell'oltraggio al tricolore, i membri del governo di An ebbero un sussulto di indignazione. In quella circostanza era infatti bastato che il Guardasigilli Castelli ipotizzasse, l'abrogazione degli articoli 291 e 292 del codice penale perché il vicepremier insorgesse. Per lui infatti erano e sono in gioco valori sui quali non si può transigere.
Ed ebbe subito buon gioco Fini a ricordare (con smaccata allusione all'alleato Umberto Bossi) che qualcuno non molto tempo fa aveva detto che "con il tricolore ci sarebbe pulito le scarpe". Ancora più veemente la reazione, durante quella stessa riunione di governo, di Tremaglia, Ministro per gli Italiani nel Mondo. Lui infatti non si fece scrupolo di definire indicente la proposta di Castelli, e ottenne alla fine che fosse congelata.
Ora però Giovanardi propone, di concerto col Ministro della Giustizia, una soluzione di compromesso. Perché si punta a tramutare in multa (anche salata, se si reitera il reato) una condanna al carcere giudicata sproporzionata. Fermo restando che se dalle ingiurie verbali verso la bandiera si passa al suo danneggiamento fisico, potranno scattare ancora le manette.
(14 MARZO 2003; ORE 12:05)




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