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  1. #11
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    Predefinito

    le tue obiezioni meritano senz'altro più di una riflessione. Ti rammento comunque che il mio tono provocatorio ed estremista è voluto, anche per stimolare il dibattito.

    Orbene, la situazione attuale di sfacelo e decadenza è penosa per noi e non ci consente di fare del differenzialismo egalitario che porti a mettere sullo stesso piano la NOSTRA stirpe europea con le altre. Perchè è la nostra stirpe quella aggredita, umiliata, invasa, stuprata. Situazione che richiede urgentemente una presa di coscienza ed una reazione, pena cedere del tutto il terreno e franare.
    Allora mi meraviglio che si piagnucoli sulla sorte degli indiani americani, quando è della NOSTRA sorte che dobbiamo preoccuparci.
    Il darwinismo che ho espresso, depennati i toni polemici, è da intendersi non come un qualcosa di esterno, di neutrale, ma come un'arma ideologica della NOSTRA stirpe. Siamo noi che l'abbiamo inventato, no?! Lo stesso discorso vale per il differenzialismo. Se conviene in un momento di tale debolezza fare del differenzialismo, ok, è una strategia rispettabile. Ma non dimentichiamo che l'atteggiamento normale deve tendere al suprematismo. Gli africani oggi non sono certo differenzialisti, ma istintivamente suprematisti, nel loro affanno di riprodursi come locuste e colonizzarci. Non vorrei che noi si restasse differenzialisti-buonisti, quando altri popoli esprimono un vitalismo suprematista aggressivo proprio nei nostri confronti. Del resto io mi sono definito "suprematista moderato", non differenzialista.
    Vedi, è impossibile porsi su un piano visuale neutro, perchè io e te apparteniamo ad una certa stirpe, quella europea, ed è a questa e non ad altre che dobbiamo lealtà e venerazione. Come si sostiene dunque il differenzialismo se non forzando la condizione necessariamente caratterizzata etnicamente che tutti noi abbiamo?

    Per il resto è vero che la "civiltà" dell'homo americanus è degenerata, decadente. Ma gli yankees restano pur sempre nostri figli, nel bene o nel male. E dobbiamo guardare loro in questi termini, come figli degeneri da redimere, non come estranei da combattere. Dobbiamo sforzarci di salvarli da loro stessi, anche se ciò può apparire utopico.
    In quanto agli indios... condivido un sentimento di malinconia per le tante civiltà e culture distrutte, ma non posso spendere tanta emotività quando vedo oggi che sono i NOSTRI popoli a soffrire ed essere minacciati. Sino agli anni '70, quando ancora non si profilava la spaventosa decadenza attuale, anch'io tifavo per gli indiani. Adesso non più.

    saluti

  2. #12
    Totila
    Ospite

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    Originally posted by Felix
    le tue obiezioni meritano senz'altro più di una riflessione. Ti rammento comunque che il mio tono provocatorio ed estremista è voluto, anche per stimolare il dibattito.

    Orbene, la situazione attuale di sfacelo e decadenza è penosa per noi e non ci consente di fare del differenzialismo egalitario che porti a mettere sullo stesso piano la NOSTRA stirpe europea con le altre. Perchè è la nostra stirpe quella aggredita, umiliata, invasa, stuprata. Situazione che richiede urgentemente una presa di coscienza ed una reazione, pena cedere del tutto il terreno e franare.
    Allora mi meraviglio che si piagnucoli sulla sorte degli indiani americani, quando è della NOSTRA sorte che dobbiamo preoccuparci.
    Il darwinismo che ho espresso, depennati i toni polemici, è da intendersi non come un qualcosa di esterno, di neutrale, ma come un'arma ideologica della NOSTRA stirpe. Siamo noi che l'abbiamo inventato, no?! Lo stesso discorso vale per il differenzialismo. Se conviene in un momento di tale debolezza fare del differenzialismo, ok, è una strategia rispettabile. Ma non dimentichiamo che l'atteggiamento normale deve tendere al suprematismo. Gli africani oggi non sono certo differenzialisti, ma istintivamente suprematisti, nel loro affanno di riprodursi come locuste e colonizzarci. Non vorrei che noi si restasse differenzialisti-buonisti, quando altri popoli esprimono un vitalismo suprematista aggressivo proprio nei nostri confronti. Del resto io mi sono definito "suprematista moderato", non differenzialista.
    Vedi, è impossibile porsi su un piano visuale neutro, perchè io e te apparteniamo ad una certa stirpe, quella europea, ed è a questa e non ad altre che dobbiamo lealtà e venerazione. Come si sostiene dunque il differenzialismo se non forzando la condizione necessariamente caratterizzata etnicamente che tutti noi abbiamo?

    Per il resto è vero che la "civiltà" dell'homo americanus è degenerata, decadente. Ma gli yankees restano pur sempre nostri figli, nel bene o nel male. E dobbiamo guardare loro in questi termini, come figli degeneri da redimere, non come estranei da combattere. Dobbiamo sforzarci di salvarli da loro stessi, anche se ciò può apparire utopico.
    In quanto agli indios... condivido un sentimento di malinconia per le tante civiltà e culture distrutte, ma non posso spendere tanta emotività quando vedo oggi che sono i NOSTRI popoli a soffrire ed essere minacciati. Sino agli anni '70, quando ancora non si profilava la spaventosa decadenza attuale, anch'io tifavo per gli indiani. Adesso non più.

    saluti

    Pensala come vuoi. Io continuo a preferire Geronimo a Bush.
    Gli americani saranno anche nostri parenti. Ma quando vedo le immagini di Montecassino, di Dresda e il resto, parenti o non parenti, per me possono andare a farsi fottere.

  3. #13
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    Predefinito Nelle grandi famiglie...

    Originally posted by Totila
    Pensala come vuoi. Io continuo a preferire Geronimo a Bush.
    Gli americani saranno anche nostri parenti. Ma quando vedo le immagini di Montecassino, di Dresda e il resto, parenti o non parenti, per me possono andare a farsi fottere.
    Si, come siamo una grande famiglia, dove tutti i menbri si curano di qualcosa. Alcuni amministrano il patrimonio, altri ne curano l'aspetto legale, altri le pubbliche relazioni. Tutti condividono una grande ricchezza, e vivono bel al di sopra del livello medio. Purtroppo anche nelle grandi famiglie, c'e' sempre uno che nasce deficente, uno che non avra' mai la stoffa di amministrare miliardi, cosi' gli altri penseranno per loro. Ma sono in un certo senso fortunati, perche' vivranno una vita senza le ristretezze e la poverta' che certamente avrebbero se dovrebbero mantenersi da soli. E non se ne rendono neppure conto.
    ---------------------------------------
    ---------------------------------------

    Stessa cosa qui per i tipi come totila, Nebbia, il Volpino, ecc...
    Senza di noi sarebbero ancora piu' morti di fame di quello che sono....ma non mi aspetto che ve ne rendiate conto.
    Viva Saddam. il Che, Arafat.....e chi altro ?????
    -N-

  4. #14
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    Predefinito Re: Re: Re: la razza bianca negli USA

    Originally posted by Felix
    gli ebrei andrebbero espulsi, magari trovandogli un territorio fuori dalla palestina (Namibia?).
    pensa solo che israele doveva essere in patagonia...

    inoltre in USA il nero come quello che viene da noi è praticamente inesistente,sono tutti mulatti,i coloni per avere schiavi + forti prendevano "lo stallone nordico" e gli facevano inseminare le schiave...


  5. #15
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    Caro Felix, ti consiglio, tanto per iniziare, la lettura di "Storia degli indiani d'America" di Philippe Jacquin edito da Mondadori.
    Ti aiuterà a capire la grandezza, la spiritualità e la cultura di un popolo che evidentemente non conosci.

    Non credo alla "gerarchia" delle civiltà ma, se proprio ci tieni alle classifiche, un popolo, come quello dei pellerossa, che ha della natura una concezione addirittura "sacrale" avrebbe molto da insegnare in tema di civiltà a americani e europei.

    Il genocidio dei pellerossa non è stato la vittoria di un popolo militarmente più forte ed eroico su uno più debole, quanto piuttosto uno dei primi esempi di "guerra batteriologica" della storia.

  6. #16
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    "Di chi era la prima voce che riecheggiò su questa terra? La voce del popolo rosso che aveva solo archi e frecce... Cosa non è stato fatto nel mio paese senza che io lo volessi, senza che io lo chiedessi; la gente bianca passa attraverso il mio paese. Quando l'uomo bianco arriva nel mio paese lascia una traccia di sangue dietro di sé..."
    Nuvola Rossa, capo sioux

    "La malattia è arrivata con voi (uomini bianchi) e centinaia dei nostri sono morti. In passato eravamo robusti. Andavamo a caccia e a pesca. Ci occupavamo del nostro piccolo raccolto di grano-turco e di meloni e ci nutrivamo di bacche. Ora tutto è cambiato. Mangiamo il cibo dell'uomo bianco e questo ci rende molli; portiamo i pesanti vestiti dell'uomo bianco e questo ci indebolisce.
    In passato, sia d'estate che d'inverno, scendevamo sulla sponda del fiume per bagnarci. Questo fortificava e temprava la nostra pelle. Ma i coloni bianchi rimasero sbigottiti nel vedere gli indiani nudi, così ora ce ne stiamo in disparte. Nel passato portavamo grembiuli e mutande fatti con cortecce e giunchi. Tutto l'inverno lavoravamo nel vento, a braccia nude, gambe nude, e non soffri-vamo il freddo. Ora quando il vento soffia dalle montagne ci fa tossire. Sì, sappiamo che quando voi arrivate, noi moriamo".
    Chiparopai, donna yuma



    Credeteci, che se anche possiamo apparire miserabili ai vostri
    occhi. noi tuttavia ci consideriamo -ben più felici dì voi, per quel
    poco di cui ci contentiamo e che possediamo. -,Rimarrete profon-
    damente delusi se pensate di poterci convincere che il vostro paese
    è migliore del nostro. Comunque, se come voi dite, la Francìa è
    un piccolo paradiso terrestre, che senso ha avuto lasciarlo ? E
    perché abbandonare donne, figli, congiunti, amici?~.. Vi crediamo,
    ínolt ' re, infinitamente più poveri di noi, nonostante le vostre appa-
    renze di maestri e di grandi capitani. Siete solo dei poveri gior-
    nalieri, valletti, servi e schiavi che fanno festa ai nostri vecchi
    stracci e miserabili abiti di pelle che non ci servono più, e venite
    a cercare qui, pescando il merluzzo, il modo di consolarvi della
    miseria e povertà e che vi opprimono... Siete obbligati a ricorrere
    agli indiani che tanto disprezzavate, e mendicate il frutto d'una
    caccia per spartirvelo.
    Un capo micmac nel 1676


    "I mantelli neri (Missionari) ci dicono di lavorare e di piantare mais mentre loro non fanno niente e morirebbero di fame se nessuno passasse loro da mangiare. Pregano di continuo il Grande Spirito, ma ciò non servirà a far spuntare il mais e le patate, la prova è che devono MENDICARE il loro cibo. L'uomo rosso non conosceva la disgraziafinchè non giunse il bianco; non appena gli uomini bianchi ebbero attraversato le grandi acque, vollero il nostro paese".
    Red Jacket


    "E' un paese di usanze. Essi (gli indiani), hanno leggi tanto eque che quasi mai celebrano processi. Sono spesso in visita gli uni dagli altri, e questo mentre noialtri in Europa, con leggi scritte, passiamo gran parte della nostra vita in dispute e spese che non fanno che allungare i processi. Gli indiani passano la vita a mangiare, bere, fumare insieme senza avversione o litigi tra di loro".
    Citazione da un'opera anonima, Viaggio d'un francese esiliato per motivi religiosi con una descrizione della Virginia e del Maryland in America pubblicata a l'Aia nel 1687.

    "I selvaggi non conoscono né il tuo né il mio, poiché si può dire che quanto appartiene all'uno è anche dell'altro. Se un selvaggio non riesce a catturare castori, i compagni lo aiutano senza essere pregati. Se il suo fucile scoppia o si rompe, ognuno si premura di offrirgliene un altro. Se i figli sono catturati o uccisi dal nemico, gli si danno gli schiavi di cui abbisogna affinché lì sostituisca. Ve ne sono di religione cristiana che soggiornano alle porte dei nostri villaggi, e che fanno uso dì danaro. Gli altri non vogliono né toc-carlo, né vederlo. Lo chiamano il Serpente dei francesi. Dicono che a causa del danaro ci uccidiamo, ci rapiniamo, ci diffamiamo tra di noi, che i mariti vendono le donne e le madri le figlie per quest9o metallo...Ci giudicano degli SCHIAVI, ci dicono che siamo dei miserabili acui il vivere non importa, che ci degradiamo dalla ns condizione riducendoci SERVI DI UN SOLO UOMO che puo' tutto e che non ha latra legge che la sua volonta'; che i figli deridono i padri, che non siamo mai d'accordo, che ci imprigionaimao gli uni con glia latri e che ci deridiamo in pubblico.
    Barone di Lahontan, 1703

  7. #17
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    Predefinito

    Originally posted by CESARE BECCARIA
    Caro Felix, ti consiglio, tanto per iniziare, la lettura di "Storia degli indiani d'America" di Philippe Jacquin edito da Mondadori.
    Ti aiuterà a capire la grandezza, la spiritualità e la cultura di un popolo che evidentemente non conosci.

    Non credo alla "gerarchia" delle civiltà ma, se proprio ci tieni alle classifiche, un popolo, come quello dei pellerossa, che ha della natura una concezione addirittura "sacrale" avrebbe molto da insegnare in tema di civiltà a americani e europei.

    Il genocidio dei pellerossa non è stato la vittoria di un popolo militarmente più forte ed eroico su uno più debole, quanto piuttosto uno dei primi esempi di "guerra batteriologica" della storia.
    avevo letto a suo tempo il libro di Jacquin. Conosco in dettaglio la storia dei popoli indigeni delle americhe, dall'alasca alla patagonia. E condivido la malinconia per la distruzione o pervertimento di tante culture rigogliose che avevano tanto da insegnare a noi europei.
    Ma vi sono due considerazioni da addurre:

    1) la Storia è un dramma privo di principi morali. Nella Storia vince il più forte, il debole soccombe. Non è nè bene nè male che sia così, è semplicemente così.

    2) il lamento sulla sequela di distruzione che ha lasciato la nostra espansione europea nell'arco di 500 anni può anche andar bene a patto di non esagerare. Perchè, riflettiamoci un attimo, un cambiamento nell'evoluzione tecnologica, culturale e politica durante i secoli dal XIII al XVI, avrebbe potuto portare il mondo islamico oppure la Cina ad occupare la posizione predominante. Ed allora sarebbero stati gli arabi o i cinesi a colonizzare e devastare...
    C'è da aggiungere peraltro che il contatto vecchio-nuovo mondo avrebbe portato necessariamente in qualsiasi caso alla diffusione delle malattie endemiche del vecchio mondo nel nuovo, che ne era privo. L'unificazione microbiana del mondo è un evento drammatico, che si sarebbe prima o poi prodotto nel corso della storia con le stesse conseguenze catastrofiche sulla popolazione amerindiana.
    Inoltre non mi pare più opportuno fare delle geremiadi sugli indigeni americani, quando sono oggi i popoli europei ad essere seriamente minacciati di invasione e colonizzazione. Siamo fuori fase. Preoccupiamoci di noi, prima di tutto...

    Aggiungo a mo' di chiosa che sino a un quarto di secolo fa io ero un fervido ammiratore della cultura amerindiana, ed un forte critico dell'arroganza espansionista euro-americana. Ma dagli anni '70 ad oggi il mondo è cambiato. La ruota della Fortuna ha girato contro l'europa, ed è l'eredità europea che richiede oggi di essere amorevolmente salvata dalla distruzione...

    saluti

  8. #18
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    "L'invasione e la colonizzazione" degli extracomunitari in Europa è cosa ben diversa dal colonialismo degli europei.
    Gli extracomunitari vengono nei ns paesi in cerca di lavoro come facevano gli emigranti italiani quando si imbarcavano sui bastimenti diretti in America. E spesso adempiono a mansioni di grande utilità sociale che però gli italiani disdegnano considerandole non consone al proprio livello "culturale", "professionale" e "sociale" .
    Gli europei invece invadevano terre e massacravano popolazioni intere per usurparne i territori, imporre le proprie leggi, i propri costumi e la propria religione, con la violenza e l'inganno.

    Per inciso: parlo di Europei e di non di Americani perchè qualcuno talora dimentica che quei Bianchi che massacravano i Pellerossa e che adesso chiamiamo Statunitensi, erano inglesi, olandesi, spagnoli, francesi...
    Chi fa professione di antiamericanismo e contemporanemante discetta su stirpi, etnie e razze dovrebbe ricordare che gli americani non provengono dalla luna ma dall'Europa.

  9. #19
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    Felix il tuo raggionamento può andare anche bene poi però non ti devi lamentare dell'imperialismo Americano

  10. #20
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    Infatti.

 

 
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