(ANSA)
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MILANO - In caso di guerra, l'Italia si fermera'. Lo annuncia il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, parlando al termine della manifestazione organizzata dal sindacato per la pace e i diritti. In piazza a Milano, secondo la Cgil, c'erano 700 mila persone. Fonti della polizia parlano di 400 mila partecipanti. "Il Governo deve sapere che alle prime bombe il Paese si fermera' e i lavoratori, unitariamente, esprimeranno in questo modo il netto rifiuto della guerra - ha aggiunto Epifani - il governo deve sapere che siamo e saremo alla testa, con molti altri sindacati, movimenti, associazioni e partiti, della lotta per la pace''.
La manifestazione di Milano e' l'appuntamento italiano di una giornata di cortei contro la guerra all'Iraq previste in numerosi Paesi del mondo. Gia' stamane si sono svolte dimostrazioni per la pace in Australia (Sydney, Melbourne e altre citta'), ad Hanoi (raduno organizzato dal partito comunista), in Giappone (circa 10 mila persone nel centro di Tokyo) e a Mosca davanti all'ambasciata americana. In giornata sono previsti cortei di pacifisti negli Stati Uniti, in Francia, in Spagna, in Gran Bretagna. Anche in diverse citta' dell'Iraq migliaia di persone sono scese nelle strade per rinnovare il sostegno a Saddam Hussein. Una partecipazione massiccia alla protesta anti-guerra si e' avuta in Yemen, dove centinaia di migliaia di persone, gridando slogan anti-americani, hanno percorso le citta' con striscioni tipo ''l'America e' la madre del terrorismo''. Il presidente del Parlamento, sceicco Abdallah al-Ahmar, si e' rivolto alla folla riunita a Sanaa esortando i dirigenti arabi a proclamare la guerra santa. Lo sceicco ha lodato l'atteggiamento di Germania, Francia, Cina e Russia.
15/03/2003 170