Originally posted by DALMATINO
A SCRIVERE LA VERITA' , CORREGGERE LA VOSZTRA IGNORANZA DELLA STORIA
DALMATINO ,
NON HAI RISPOSTO AD UN MIO MESSAGGIO CHE MI SEMBRA DI AVERTI RIVOLTO IN MODO CIVILE ED EDUCATO QUALCHE GIORNO FA.
UN SALUTO


Originally posted by DALMATINO
A SCRIVERE LA VERITA' , CORREGGERE LA VOSZTRA IGNORANZA DELLA STORIA
DALMATINO ,
NON HAI RISPOSTO AD UN MIO MESSAGGIO CHE MI SEMBRA DI AVERTI RIVOLTO IN MODO CIVILE ED EDUCATO QUALCHE GIORNO FA.
UN SALUTO


ASSASSINI,BARBARI,SELVAGGI,COMUNISTI!Originally posted by DALMATINO
ANTI FASCISTA


COME TI PERMETTI? SPARISCI DELINQUENTE ASSASSINO ED AMICO DI ASSASSINI DELLA PEGGIOR SPECIE! LA TUA LURIDA STORIA VALLA AD INSEGNARE NEI FORUMS CROATI,LAZZARONE COMUNISTA INFOIBATORE COME QUELLA FACCIA DI PORCO CHE USI COME AVATAR! VATTENE! VATTENE! VATTENE!Originally posted by DALMATINO
A SCRIVERE LA VERITA' , CORREGGERE LA VOSZTRA IGNORANZA DELLA STORIA


Torna indietro in questo 3d prima pagina 11 Aprile 2003 ore 18.38.Originally posted by DALMATINO
UN SALUTO ANCHE A TE!
Quale messaggio?
Dobri viecer !
Un saluto


Si potrà dire che la vicenda delle foibe sia stata una reazione esagerata e spropositata da parte degli jugoslavi.
Ma chi è che è andato a rompere i bollocks a casa loro?
E non credo che l'occupazione italiana sia stata tanto leggera...


Abbiamo pagato le colpe degli atti commessi dalle truppe tedesche. Hanno dato a quel bastardo di tito l'alibi per scatenare l'odio etnico anti-italiano.Originally posted by enrique lister
Si potrà dire che la vicenda delle foibe sia stata una reazione esagerata e spropositata da parte degli jugoslavi.
Ma chi è che è andato a rompere i bollocks a casa loro?
E non credo che l'occupazione italiana sia stata tanto leggera...
Smettiamola di infangare l'esercito italiano.


Hey lecchino la storia di Zara vienitela a studiare in Italia:Originally posted by DALMATINO
questo messaggio?
il mio italiano (la piu' bella lingua nel mondo) e' ancora molto male.
questo su zara e' purtroppo vero , e me ne dispiace molto.Gli alleati l'avevano distrutta , ma senza richiesta di tito , perche' tito avrebbe richiesto la distruzzione di una citta' sapendo che diventera' a tra poco la citta' slava.
Se i partigiani che combattevano sul posto non chiedevano di bombardare Zara ben sapendo che l'operazione era militarmente inutile, lo domandava invece il maresciallo Tito. Oltre tutto stimolava gli alleati con la falsa notizia di truppe - ovviamente tedesche - che si stavano imbarcando. Il termine "embarking" - al di là del valore specifico che ha la parola nel gergo militare in quel radio-messaggio, firmato non da un comando qualsiasi ma, personalmente, dal Comandante in Capo dell'Esercito di Liberazione jugoslavo, non poteva non assumere il significato di un importante ripiegamento via mare in atto. Significato rinforzato - e si può dire "abilmente" - dalla mancanza di qualsiasi dato su reparti o mezzi prospettando uno scenario allettante pur senza determinarlo, rimetteva la valutazione delle presunte forze avversarie e degli aerei da impiegare alla responsabilità di chi doveva pianificare l'operazione. A Zara gli "imbarchi", pur sempre di scarso rilievo, avrebbero avuto inizio solamente con la seconda decade di ottobre.
Da qui la domanda: È immaginabile che Tito oppure il suo Comando non fossero a conoscenza che a giugno in Dalmazia i movimenti delle truppe tedesche avvenivano via terra? O avevano qualche loro particolare motivo per non rappresentare agli Alleati l'esatta situazione, tanto da mascherarla con false informazioni?
I tedeschi, effettivamente, quando cominciarono ad "imbarcarsi", pagarono un alto prezzo ma non ad opera dell'aviazione bensì per le azioni della Marina inglese. Però si era già nella seconda decade di ottobre. Il 12, tre motocannoniere inglesi, partite da Lissa, attaccavano poco fuori delle acque di Zara un convoglio di mezzi tedeschi, affondando una motozattera e danneggiandone quattro, oltre a colpire l'unità di scorta "S 33". Il 21, in un altro scontro navale, veniva affondato un trasporto, ed il 1° novembre, presso l'isola di Pago (a nord di Zara) i cacciatorpediniere Wheatland ed Avon Vale affondavano la torpediniera "TA 20" e le corvette "UJ 202" e "208", già della Marina italiana, di scorta ad altri trasporti.
La Slobodna Dalmacija nei suoi articoli ha posto, inoltre, in rilievo che "una parte dell'orientamento della pubblicistica irredentistica e revanscista italiana ha spesso tentato di adombrare la tesi che Zara non sia stata bombardata per motivi bellici, ma per ragioni politiche". Però l'unico movente che può ragionevolmente spiegarne la distruzione è quello politico. Altrimenti quei bombardamenti, di fronte alla ben limitata importanza di Zara sul piano militare, dovrebbero essere addebitati agli anglo-americani come "terroristici".
Il motivo politico non è una tesi o una opinione sorta "dopo la guerra", ma il fatale corollario di una lotta secolare combattuta in Dalmazia fra italiani e croati. Se ne resero subito conto, nel 1943, persone lontane da Zara, che non erano coinvolte fisicamente o emotivamente da quegli avvenimenti, ma che avevano titolo per interpretarli.
Il 17 dicembre del 1943, Luigi Bolla, Capo gabinetto e Segretario particolare di Serafino Mazzolini, Sottosegretario agli affari esteri della Repubblica di Salò, nel suo diario, registrando i primi bombardamenti su Zara, annotava: "Si vuole distruggere la popolazione che forma un'isola compatta di italianità nella massa slava". Dieci giorni dopo il Segretario particolare di Mussolini, Giovanni Dolfin, scriveva: "Impressione diffusa fra gli zaratini che si tenda allo sterminio totale della popolazione ed alla distruzione sino alle fondamenta della città per cancellare in modo definitivo l'italianità di Zara. Ed in quel dicembre del 1943 si era in guerra.
Come si era ancora in guerra il 20 agosto del 1944, quando la rivista Ali, in un articolo dal titolo Rovine che accusano, pubblicava: "A Zara, con una ventina di bombardamenti, sembra che gli anglo-americani abbiano voluto sbriciolare e disperdere ogni minuto segno che potesse ricordare ancora nei secoli la sua romanità, venezianità, italianità, e così hanno raso al suolo la città intera; la si potrebbe addirittura cancellare dalla carta geografica o indicare, invece che con il circolino, con i tre puntini convenzionali che contraddistinguono le rovine archeologiche, come Pompei".
Anche nel pieno della sconfitta - epoca non sospetta per rinascenti nazionalismi o revanscismi italiani - l'Ufficio informazioni, non della Repubblica di Salò che più non esisteva, ma dello Stato Maggiore del Regio Esercito, in una relazione del 16 giugno 1945, dopo aver parlato dei due primi bombardamenti di Zara, poneva in evidenza che "degli altri successivi 52 bombardamenti [...] hanno completato la tragica opera di distruzione provocata da Tito, più per cancellare le orme secolari d'italianità che per veri e propri scopi bellici. Infatti, considerando Zara nella sua innocua realtà, è risultato, da sicure informazioni, che gli jugoslavi davano ad intendere agli anglo-americani che in Zara vi fossero grandi depositi di munizioni e grandi quantità di truppe; ciò era completamente falso, essendovi poco più di un centinaio di tedeschi e nessun speciale deposito di materiale bellico: Zara non era un nodo stradale, non aveva importanza strategica e non era sede del comando tedesco della Dalmazia".
Ancora, il 10 novembre 1945 lo Stato Maggiore tornava su questo argomento. "Zara è stata distrutta per volere di Tito che sosteneva essere ogni casa [...] trasformata in deposito di munizioni"." E - continua la relazione - anche fra gli stessi partigiani correva voce [...] che Zara venne distrutta per evitare future contese fra italiani e slavi"." Ciò è stato affermato dall'ingegnere jugoslavo Mario Polombito, già commissario politico al seguito del Comandante militare partigiano, Drago Zivkovic, ed ora detenuto a S. Maria Maggiore in Venezia per conto della A.M.G. [Allied Military Goverment]".
www.dalmazia.it


E ricordati che loro avevano cominciato ben prima della II Guerra:Originally posted by enrique lister
Si potrà dire che la vicenda delle foibe sia stata una reazione esagerata e spropositata da parte degli jugoslavi.
Ma chi è che è andato a rompere i bollocks a casa loro?
E non credo che l'occupazione italiana sia stata tanto leggera...
Signori senatori, la parola eloquente e commossa del senatore Corrado Ricci ha, io credo, interpretato il sentimento che vibra nei nostri cuori. Tutto quello che è accaduto a Traù, a Veglia e in varie località della Jugoslavia, deve essere considerato come il sintomo rivelatore di uno stato d'animo, che continua a manifestare, in vari modi, ma costantemente, la sua ostilità all'Italia.
A Traù sono stati distrutti i leoni della Serenissima, e il vandalismo ha provocato un moto di sdegno in tutti i Paesi civili. A Veglia sono state consumate violenze, anche mortali, contro Italiani; in altre molte località della Jugoslavia si sono verificate, in questi ultimi tempi, vessazioni deplorevoli contro italiani residenti in Jugoslavia o recantisi oltre i confini per attivare quei traffici con l'Italia, che costituiscono oggi una essenziale risorsa dello Stato vicino.
Tutto ciò non accade per impulso irresponsabile di individui o gruppi, ma risponde ad un piano preciso. Ove sono dunque da rintracciare i responsabili organizzatori di questi episodi, gli artefici di questa campagna? Confermo quanto ha detto il senatore Corrado Ricci: che gli intellettuali della Croazia hanno pubblicamente disapprovato le distruzioni di Traù. Anche durante la guerra gli elementi croati non toccarono mai i leoni di Venezia, né gli altri monumenti della eredità di Roma.
Durante quattro secoli la Dalmazia fu difesa, incivilita da Venezia, e quando, al declinare del XVIII secolo, la Serenissima ebbe esaurito il ciclo della sua magnifica storia, gli abitanti della Dalmazia custodirono, sotto gli altari maggiori delle loro Chiese, i gloriosi vessilli di San Marco.
Io voglio supporre che quanti sono in Jugoslavia, i quali hanno assimilato la civiltà dell'Occidente, la civiltà di Roma, debbano avere sofferto per la vandalica rabbia, come di fronte a una mortificazione dello spirito, come di fronte ad un delitto perpetrato contro i monumenti di quella civiltà romana e veneziana che il dalmata Tommasèo, in pagine immortali, esaltò.
Gli autentici responsabili sono da individuare in taluni elementi che guidano la classe politica dominante dello Stato vicino e per i quali la propaganda di odio e di calunnia contro l'Italia costituisce un tentativo per stabilire una qualsiasi coesione all'interno e per agitare un diversivo per l'estero.
Ma non meno gravi responsabilità ricadono sopra altri elementi, che chiamerò europei, i quali, veramente, sperano di turbare il nostro sangue freddo, collaudato ormai da molte e talora durissime prove, scatenando una clamorosa campagna di stampa, in cui il grottesco dell'ipotesi si associa perfettamente alla stupidità delle conclusioni. È di ieri la notizia pubblicata da un grande giornale straniero, il quale annunciava, ancora una volta, propositi di aggressione da parte dell'Italia contro la Jugoslavia e ne fissava anche la data.
Tutto questo risponde a torbidi obiettivi; tutto ciò è organizzato sotto la maschera, sotto quei falsi pacifismi, che ho sempre denunciato come i veri pericoli per la pace.
Gli episodi che hanno culminato nelle distruzioni di Traù e nella uccisione di Veglia, sono stati oggetto di proteste diplomatiche del nostro Ministro a Belgrado; ma, accanto alle proteste ufficiali, lo scatto dell'animosa gioventù fascista, l'emozione di tutto il popolo italiano e, infine, la parola che parte da questa alta Assemblea, hanno il loro profondo significato, sul quale è richiamata l'attenzione dell'Europa. I leoni di Traù sono stati distrutti; ma ecco che, distrutti, sono, come non mai, divenuti simbolo vivo e testimonianza certa. Solo uomini arretrati ed incolti possono illudersi che, demolendo le pietre, si cancelli la storia.
Benito Mussolini - Discorso pronunciato al Senato del Regno il 14 Dicembre 1932.


Originally posted by DALMATINO
questo messaggio?
il mio italiano (la piu' bella lingua nel mondo) e' ancora molto male.
questo su zara e' purtroppo vero , e me ne dispiace molto.Gli alleati l'avevano distrutta , ma senza richiesta di tito , perche' tito avrebbe richiesto la distruzzione di una citta' sapendo che diventera' a tra poco la citta' slava.
Si , e' vero che combattevamo per la vienna , ma senza entusiasmo , siccome ne eravamo costretti.tutto quel tempo eravamo sotto il dominio di vienna.
quella prima jugoslavia (il regno dei croati , sloveni e serbi) era la galera del popolo croato , e' vero , e anzi sarebbe stata meglio venezia o qualsiasi altro che serbi.me eppure e' il piu' bene CROAZIA INDEPENDENTE.
CULTURA VENEZIANA e' una parte della Storia Dalmata , e cultura veneziana e' anche orgoglio della Dalmazia , senza dubbio.
io solo parlo dei diritti territoriali d'oggi di un popolo che vive qui alla continuita' dal secolo settessimo.anche sono sempre contro fascismo mussoliniano , il quale aveva portato solo del male agli slavi , ma alla fine anche agli italiani.
DOBRA VECER , DOBAR DAN!
Non conosco russo.
A ben vedere il problema dei rapporti italo-slavi nasce anche prima della venuta di Mussolini e cioe' nel 1919 quando l'Italia porta i confini talmente avanti da inglobare 500.000 sloveni et
croati.
Oltre 600.000 caduti nella prima guerra mondiale compensati
non con colonie o pozzi di petrolio etc.etc ma con dei cotenziosi
tipo Sud-Tirolo o Istria orientale.A noi i contenziosi agli inglesi francesi o belgi i guadagni veri.
Tutto viene da li'.Spiace dirlo ma e' cosi'.Mussolini alla fine del 22
si trova una situazione ormai compromessa di fatto.Era meglio stare fuori dalla prima guerra mondiale.E' stata un autentico disastro !
Ricordo come Mussolini fosse in realta' contrario all'impresa fiumana di Dannunzio.
Scusate ho molto sintetizzato ma oggi non posso fare di piu'.
Un saluto


Tema caro alla nostra destra, e avendo io un origine di sinistra non sono mai stato troppo ferrato in materia.
Molti le definiscono "stragi comuniste", ora,
a parte che Tito fu un "comunista" sui generis,
voi veramente pensate che se al posto di tito ci fosse stato un leader nazionalista slavo quelle stragi non sarebbero avvenute?
O non fu quello un conflitto fra yugoslavi e italiani e non fra fascisti e comunisti?
Gli yuogoslavi erano usi a cavarsi gli occhi fra di loro, e se sono stati capaci di scannarsi fra slavi nel 2000, figuriamoci con gli italiani negli anni '40.
Anzi, almeno lo pseudo comunismo titino aveva una piccola infarinatura di cultura e internazionalismo, magari se sapevano che qualche vittima era socialista la lasciavano andare...
Se si fosse trattato di un partito puramente nazionalista, o magari "fascista" yugoslavo, le vittime sarebbero state forse di più.
Quindi, per piacere, smettiamola di parlare di strage comunista a proposito di quella pulizia etnica anti italiana.