cari amici
per far capire in pieno il significato del titolo di questo topic è necessaria una premessa un poco lunga ma non certamente noiosa per il lettore interessato.
Dovete innanzitutto sapere che il panorama dell’estremismo di destra tedesco, nel complesso assolutamente trascurabile in fatto di consensi e mai a memoria d'uomo presente nel parlamento tedesco del dopoguerra, comprende, elencati in ordine quanto a iscritti, la Deutsche Volksunion [Dvu] con 17-mila, i Republikaner con 14 mila, e infine il Nationaldemocratische Partei Deutschland [Npd] con soli 6.500 aderenti. Questi ultimi, che tra l'altro sono raddoppiati negli ultimi cinque anni, sono sicuramente quelli più agtressivi e sempre in prima linea quando si tratta di dare la caccia agli stranieri. Fondata nel novembre del 1964 ad Hannover, la Npd ha come suo obiettivo la realizzazione della Volksgemeinschaft, la comunità del popolo teorizzata da Hitler, cui ha aggiunto nell’ultimo decennio contenuti più fortemente anticapitalisti, cercando di allargare la base dei suoi proseliti tra i tedeschi dell’est delusi dal processo di riunificazione della Germania. Il periodo di maggiore espansione politica la Npd lo ha avuto nei lontani anni ’60, quando riuscì nell’impresa epica [per allora] di far eleggere suoi rappresentanti in sette degli undici parlamenti regionali tedeschi, mancando invece di un soffio l’ingresso nel Bundestag. Il risultato più clamoroso i neonazisti lo raggiunsero nel 1968, quando nel Baden-Wuerttemberg ottennero il 9,8% dei voti. Di recente, vale a dire negli anni '90, Npd non è mai riuscita però ad andare al di là di mezzo punto percentuale, toccando l’1% solo nei due Laender della Sassonia-Anhalt e dello Schleswig-Holstein. Anche alle elezioni del 22 settembre scorso la percentuale di voti ottenuta è stata di un infimo 0,4%.
Leggendo tutto questo il lettore potrebbe facilmente arguire che non è certo l'esistenza in Germania dei 'neonazisti' della Npd a causare notti insonni ai governanti tedeschi, quanto piuttosto la non brillante situazione di stallo dell'economia e della disoccupazione. Sfortunatamente per Schroeder & soci da oggi non sarà così a causa di un 'avvenimento' che definire 'incredibile' è assai riduttivo, un autentico karakiri che la dice lunga su cosa ci sia al posto del cervello nella testa di certi 'antinazifascisti' che abitano non solo in Germania ma anche qui in casa nostra.
Ecco a voi l'articolo apparso oggi su Il Tempo...
... strizzatevi bene gli occhi poichè quello che state per leggere è vero!...
Recentre manifestazione antiamericana del Nationaldemocratische Partei Deutschland [Npd]ad Hannover
mercoledì 19 marzo 2003
Berlino legalizza i neonazisti
Via libera al partito. Duro il sindacato di polizia: autogol della democrazia
Respinta dalla Corte costituzionale la messa al bando della formazione estremista Npd
di Claudio Guidi
Berlino - La Npd, il partito neonazista tedesco, continuerà come ha fatto finora ad avere diritto di cittadinanza nel panorama politico tedesco, dopo che ieri il Bundesverfassungsgericht [Bvg], la Corte Costituzionale di Karlsruhe, ha respinto la richiesta del governo rosso-verde e dei due rami del parlamento, il Bundestag e il Bundesrat, di dichiararlo fuori legge. Si tratta di uno smacco pesante per le forze democratiche tedesche, che adesso si trovano a dover fare i conti con un movimento che, insieme al razzismo e all’antisemitismo di cui è permeato, potrà sbandierare una patente di democraticità che i giudici di Karlsruhe non gli hanno invece per nulla attribuito. L’Alta Corte non si è infatti pronunciata sulla costituzionalità della Npd, ma si è solo limitata a respingere la richiesta della sua messa al bando, presentata il 30 gennaio 2001, asserendo che essa fa acqua da tutte le parti. I giudici del Bvg si sono ben presto accorti che molte delle accuse di razzismo e di antisemitismo attribuite alla Npd erano state pronunciate da suoi dirigenti che erano anche agenti dei servizi segreti tedeschi, infiltrati per tenere sotto controllo il movimento neonazista. Alla fine è saltato fuori che ben 30 dei 200 dirigenti nazionali della Npd facevano il doppio gioco a favore dello Stato tedesco ed erano pagati con i soldi dei contribuenti. Non appena lo scandalo era stato rivelato dai media tedeschi nell’autunno del 2001, si erano sollevate nell’opinione pubblica molte voci che chiedevano di ritirare la richiesta di messa al bando dei neonazisti, nel timore di andare incontro ad una brutta figura come quella di ieri, ma il governo tedesco aveva invece deciso di andare avanti lo stesso. Ieri la minoranza qualificata di tre dei sette giudici costituzionali, compreso il vice presidente della Corte, Winfried Hassemer, ha fatto archiviare la richiesta, sostenendo che dall’esame delle affermazioni di propaganda neonazista attribuite dal dossier governativo ai dirigenti della Npd non si è potuto capire 'quali parti di questo materiale sono farina del sacco degli infiltrati al servizio dello stato e quali no'. Il risultato adesso è quello che Guido Westerwelle, presidente del partito liberale, l’unico tra quelli rappresentati in parlamento ad avere espresso sempre forti dubbi sull’autenticità delle dichiarazioni contenute nel dossier, ha definito 'un disastro politico-giudiziario'. Nel frattempo il ministro degli Interni Otto Schily, dopo aver duramente criticato la decisione dei giudici di Karlsruhe, ha dichiarato che non verranno più presentate richieste di messa al bando della Npd. Chi giubila intanto, è proprio il presidente dei neonazisti, Udo Voigt, che ha sfrontatamente annunciato di voler far affiggere manifesti in tutto il Paese con la foto di Schily e sotto la scritta ‘1:0 per la Germania’. Duro anche il commento del sindacato di polizia, secondo il quale ‘la democrazia ha fatto un autogoal e adesso è la Npd a trionfare’.
--------------
Nobis ardua
Comandante CC Carlo Fecia di Cossato





Nobis ardua
Rispondi Citando