Possiamo esser fieri di noi: facciamo ufficialmente parte della lista dei trenta ladroni: Dei trenta ladroni assassini che vanno a seppellire sotto un diluvio di metallo e di fuoco una popolazione inerme.
E' facile avere la coscienza a posto; basta non avere immaginazione. Basta non immaginare i bambini denutriti che muoiono come mosche, privati dei viveri e dei medicinali. Basta non pensare alle famiglie intere che vengono martoriate, dilaniate, i cui poveri averi sono ridotti in macerie, in poltiglia. Basta non pensare che quell'ignobile operazione alla quale è stata data il nome improprio di guerra altro non è se non uno sterminio di massa, compiuto, con pochi rischi, mediante la tecnologia.
Basta non ricordare che, dodici anni orsono, durante la prima invasione americana, la maggior parte dei soldati iracheni morì non in combattimento ma sepolti vivi dalla sabbia grazie appunto ad una sofisticata tecnologia omicida.
Possiamo essere fieri: siamo nella lista dei trenta che vanno ad assassinare impunemente, con la vile prepotenza di chi infierisce sui deboli, con la medesima grandezza d'animo dei linciatori e dei pedofili.
I motivi d'orgoglio non finiscono qui. Non solamente ci siamo messi-in un vero e proprio isolamento internazionale-dalla parte di chi viola ogni legalità e sta compiendo un'operazione di brutale imperialismo, talmente priva di giustificazioni formali da non trovare precedenti se non ai tempi di Gengis Khan.
Non soltanto abbiamo accettato di servire il capitalismo d'oltreoceano e la mafia americana contro gli interessi e la volontà dell'Europa intera, mancando in pieno un'occasione forse unica di tornare nella storia. Non ci siamo limitati ad appoggiare l'aggressione americana senza riuscire a formulare un solo argomento che potesse giustificare la serie di crimini che quest'aggressione va perpetrando.
Non ci siamo accontentati di perdere peso, credibilità e, dunque, finanziamenti, da parte dell'Unione Europea ma abbiamo voluto perderli, credibilità e peso, in Medio Oriente ed in Africa, liquidando in un colpo solo il residuo d'influenza politica che ci rimaneva nel Mediterraneo.
Non ci siamo neppure preoccupati di esserci messi contro la volontà di tutte le chiese mondiali; e dire che un governo così largamente inciuciato con il clero com'è il nostro con questa presa di posizione rischia addirittura di minare il proprio futuro. Abbiamo, si diceva, ben altri motivi di orgoglio.
Ce li ha annunciati felice il ministro degli esteri Frattini.
Il motivo di orgoglio è che forniremo sì mezzi, aeroporti, vie marittime e fluviali e ogni genere di logistica all'aggressore americano ma non gli daremo uomini.
Come se questa vomitevole presa di posizione a metà lenisse le nostre colpe. Chi fornisce covi, armi, viveri e automobili a una banda di rapinatori è parimenti colpevole, "in concorso" si dice, ed è passibile della medesima pena.
E in questo caso i rapinatori hanno messo in preventivo, hanno premeditato, la strage.
Ma per Frattini possiamo andar fieri; siamo sì rapinatori ed assassini ma non ci sporcheremo direttamente le mani...D'altra parte, aggiunge soddisfattissimo il Frattini, gli Americani neanche ce l'hanno chiesto. Complimenti! Trovatemi un popolo, un clan, una tribù, una famiglia selvaggia o civilizzata sulla faccia della terra che possa andare orgogliosa di essere accettata come serva ma non come guerriera.
Complimenti signor Frattini, complimenti signori del governo, complimenti signori dell'opinione.
Siamo ancora una volta quelli dell'otto settembre; all'estero, ovunque all'estero, lo sanno, ci disprezzano e ci trattano di conseguenza. Bentornati Savoia, vi troverete bene in questa "seconda repubblica".
Gabriele Adinolfi




Rispondi Citando