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Discussione: petrolio

  1. #1
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    Predefinito petrolio

    A riecchili! «È la guerra del petrolio» non ricordo un solo conflitto (dov’erano coinvolte armate anglosassoni) che non sia stato definito così dal il solito pacifista in SPE.
    Dalle Falkland alla Bosnia la solita nenia e, se nel teatro d’operazioni gli unici idrocarburi reperibili erano quelli delle stazioni di servizio, ecco pronta la variante «è la guerra degli oleodotti».
    Certo se l’Iraq non galleggiasse sul greggio sarebbe il Tagikistan ed il suo despota difficilmente avrebbe avuto i mezzi per restare al centro della scena vent’anni e più.
    È ormai banale e noioso ribadire come questa visione della politica internazionale sottintenda una straordinaria pochezza d'analisi, m’incuriosisce di più capire perché una fesseria di tale calibro possa fare così persa sull’opinione pubblica.
    Certo il petrolio fa schifo, puzza, unge e macchia e, se pecunia non olet, il petroldollaro è addirittura immondo salvo non serva a sostenere le campagne eco-pacifiste contro il nucleare.
    Certo l’invidia sociale alla base dell’anticapitalismo cattolico e comunista gioca la propria parte.
    Certo la leggenda nera delle sette sorelle funziona sulla carta stampata e nei talk show specie quando a raccontarla è un giornalista che soggiornava a Mosca a spese del KGB.
    Certo è più facile ricordare le multinazionali intente a piegare le pubbliche istituzioni all’interesse privato piuttosto che quel fenomeno parastatale d’Enrico Mattei: il petroliere catto-terzomondista corruttore di ministri con i soldi del Governo.
    Però della storia di sesso, soldi e socialisti che ha coinvolto nell’ordine: il Presidente del consiglio costituzionale (organo inventato da Mitterand per sistemare l’amico in questione e grossomodo equivalente ad una corte costituzionale), il sindaco di Parigi (amico questo di Chirach), una gran dama autodefinitasi puttana delle Repubblica meritava un film tento più che si dipanava nello sfarzo smodato dei palazzi parigini della ELF (l’AGIP transalpina).
    Invece, dopo le roccambolesche assoluzioni con cui s’è conclusa, è stata occultata da una spessa cortina di discrezione come, del resto, gli affari che quella stessa compagnia petrolifera (di Stato per carità) ha intrecciato con il regime saddamita.
    Ma torniamo a bomba, tutti schifano il petrolio, tutti s’adombrano se le grandi potenze si muovono per garantire la sicurezza e la regolarità negli approvvigionamenti petroliferi necessari alla propria sopravvivenza come società organizzate ma, curiosamente, tutti aborrono la prospettiva della benzina a 4000 lire né si prende in considerazione l’ipotesi del suo razionamento.
    È questa la balordaggine di una situazione che vede legioni marciare contro la guerra del petrolio mentre un’enorme percentuale di queste moltitudini è viva, vitale e schiamazzante solo perché ha avuto la fortuna di nascere nella società industriale fondata sugli idrocarburi.
    In un mondo in cui non si facevano le guerre per la nafta (ma per l’allume, l’oppio, gli schiavi, le zanne d’elefante e le corna di Menelao), presi a campione 100 di quei manifestanti, la situazione sarebbe stata pressappoco questa: il nobiluomo Agnoletto e la marchesa Ripa di Meana sarebbero potuti anche essere li se non avessero avuto altri impegni al circolo del bridge; 6 sarebbero in attesa come cocchieri e lacché; uno, in una tetra stanzetta a tenere i conti dei sullodati patrizi; Dario Fo sul carrozzone a campare di stenti saltimbancando da una fiera all’altra per un tozzo di pane.
    E fin qui i privilegiati, poi 15 a rompersi la schiena sui campi, se maschi e a rompersi la schiena sui campi e in casa se donne (con la simpatica alternativa del bordello); 40 morti nel primo mese di vita; 25 cancellati dalla peste, dal colera, dalla diarrea, dalla sifilide o stroncati da un’appendicite o una fistola perianale prima dei 40 anni; 10 infine avrebbero conosciuta la morte degli eroi tra i 14 ed i 25 (in realtà 1 sul campo, 9 come sopra).
    È divertente veder latrare contro la oro nero gente il cui cognome nella civiltà del letame li incatenava alla zappa ed alla zolla e nella civiltà del carbone li condannava a 14 ore giornaliere di pressa o laminatoio.
    Il mondo a petrolio permette ad una cassiera di supermercato di avere tante scarpe, vestiti, feste ed amanti quanti ne aveva la marchesa di Montespan, ad uno scolaro elementare d’avere disponibili più libri ed informazioni d’un abate benedettino.
    L’energia e l’industria consentono oggi a centinaia di migliaia di studenti semianalfabeti di trascinate quell’inutile esistenza scioperata prima possibile solo a poche decine di cicisbei.
    Chi dice che la guerra lo angoscia per il futuro dei proprii bambini dovrebbe essere terrorizzato al pensiero di quale destino sarà riservato ai pargoli senza una politica realistica e determinata di controllo sugli approvvigionamenti energetici.
    Dovrebbe ragionare su quali prospettive si aprirebbero loro sotto il ricatto petrolifero di despoti criminali o bizzarri signori col tovagliolo in testa ed il lavandino in oro zecchino.
    Certo la grande forza dell’Occidente è l’ingegno adattativo, la capacità intellettuale di gestire gli imprevisti innovando; certo supereremmo la prova come la superammo negli anni ’70 ma chi vuole tornare agli anni ’70?
    Nelle more della ricerca di una soluzione tecnologica una recessione devastante cancellerebbe gli ultimi vent’anni di progresso delle classi medie, meno pensioni, meno ospedali meno qualità della vita e, per taluni, meno vita.
    Provate a campare con 2/3 dell’attuale stipendio, poi ne riparliamo.
    Oggi e per un pezzo il nostro presente ed il nostro futuro dipendono ad un flusso di idrocarburi costante e conveniente, sfido chiunque a dimostrare il contrario.

  2. #2
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    Predefinito già sentita questa storia....

    IL PETROLIO VITALE

    ... La politica estera dello stato deve salvaguardare l'esistenza su questo pianeta della disponibilità di petrolio a basso costo, creando un sistema di rapporti sano, adatto alla vita, naturale nel promuovere la crescita economica.
    Come sistema sano s'intende sempre quello stato di cose che assicura ad una cassiera di supermercato di avere tante scarpe, vestiti, feste ed amanti quanti ne aveva la marchesa di Montespan.
    Qualunque altro sistema, possa durare secoli ed anche millenni, è nondimeno insano e diventa presto o tardi una calamità, se non porta addirittura allo sterminio del popolo che ne viene toccato.

    Soltanto il possesso di una quantità di petrolio sufficientemente grande su questa terra assicura ad un popolo la libertà dell'esistenza.

    In questo caso non si può giudicare la quantità occorrente partendo esclusivamente dalle esigenze del presente, né in base alla grandezza numerica del popolo.

  3. #3
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    Predefinito Re: petrolio

    In Origine Postato da Ulan
    Provate a campare con 2/3 dell’attuale stipendio, poi ne riparliamo.
    Ben detto! Sopratutto se cominci con uno stipendio MEDIO ANNUO di 3000$, come nell'Iraq prima del 91, poi diventato di $1000 subito dopo la guerra, poi di $600 grazie all'embargo ed ora una ulteriore riduzione di 2/3 a $200 l'ANNO grazie a questa guerra, meno dell'Africa Subsahariana!

  4. #4
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    Predefinito Re: petrolio

    In Origine Postato da Ulan
    A riecchili! «È la guerra del petrolio» non ricordo un solo conflitto (dov’erano coinvolte armate anglosassoni) che non sia stato definito così dal il solito pacifista in SPE.
    (...)
    Oggi e per un pezzo il nostro presente ed il nostro futuro dipendono ad un flusso di idrocarburi costante e conveniente, sfido chiunque a dimostrare il contrario.
    Cos'è il manifesto neocoloniale per la preservazione della diffusione dell'obesità a spese del resto del mondo straccione?

    Un pezzo assai contorto ed assai infame oltre che contradditorio, inizia negando l'importanza del petrolio e poi va avanti elogiando la rapina del petrolio altrui per la loro (USA) panza e gli avanzi a noi.

    Degno di rumsfeld e soci e si capisce allora perchè taluno li appoggi seduto scodinzolando sotto il desco dei padroni.
    Talvolta se i padroni son di buon umore o non hanno molto appetito gettano anche un pò di carne attaccata al solito osso.

    Come non essere grati?

    Sveglia!!!

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/E.../century.shtml

  5. #5
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    Predefinito

    contraddittorio? non direi forse lo sembra perchè ha dimenticato l'attacco ciceroniano:
    questa non è la guerra del petrolio ma quand'anche lo fosse anch esol per questo sarebbe opportuna

  6. #6
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    Predefinito

    Se Cicerone parlava della spedizione di Crasso contro i Parti, non è molto ben augurante per le legioni di Bush...

  7. #7
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    Predefinito hanno sempre ragione

    L'AMERICA E L'INGHILTERRA HANNO SEMPRE RAGIONE !

    Direbbe oggi Leo Longanesi che diceva " Il duce ha sempre ragione !"


    Un saluto

 

 

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