ROMA - L'Organizzazione Mondiale della Sanita' ha confermato ufficialmente che un medico italiano di 47 anni, Carlo Urbani, originario delle Marche ed esperto di malattie infettive, e' morto questa mattina alle 6 in un ospedale di Bangkok, in Thailandia, a causa della Sars, la polmonite atipica che ha ucciso fino ad ora ha ucciso 54 persone nel mondo.
Urbani, ricorda l'Oms, ha partecipato a numerosi programmi sanitari, in Cambogia Laos e Vietnam e viveva ad Hanoi. E' stato il primo esperto dell'Oms ad identificare l'epidemia di questa nuova malattia in un uomo di affari americano ricoverato ad Hanoi.
Il medico si trovava in Vietnam ma poi, con il peggiorare delle sue condizioni di salute, era stato trasferito a Bangkok per ricevere cure migliori. Sul posto si trova anche la moglie Giuliana Chiorrini, che lunedi' dovrebbe fare rientro a Castelplanio (Ancona), dove la famiglia viveva quando Urbani non era impegnato in giro per il mondo.
LA COMMOZIONE DELL'OMS
La direttrice dell'Oms, Gro Harlem Brundtland, ha commentato commossa la morte del medico: ''La perdita improvvisa di Carlo Urbani colpisce noi tutti profondamente. La sua vita rimane ancora una volta il segno di un lavoro nella sanita' pubblica importante. Oggi dovremo tutti riflettere per un momento e ricordare la vita di un medico cosi' meravigliso''.
Pascale Brudon, rappresentante dell'Oms in Vietnam, ha ha definito Carlo Urbani ''un uomo davvero speciale, il suo primo obiettivo - ha detto - era aiutare la gente''.
Il medico italiano, secondo quanto ha ricordato Brudon, aveva notato per primo qualcosa di veramente strano nei casi di polmonite atipica. Era impegnato ogni giorno in ospedale, raccogliendo campioni biologici, parlando con lo staff sanitario e rafforzando le misure di controllo dell'infezione.
ANCONA - Era preoccupato Carlo Urbani per la scoperta del virus - individuato da lui per la prima volta in un uomo d' affari americano ricoverato ad Hanoi - che poi lo ha stroncato, in una situazione di disagio e precarieta', probabilmente con scarsi supporti logistici, che certo non hanno aiutato a impedire un' evoluzione nefasta della malattia.
Le sue preoccupazioni le aveva confidate ai familiari, come conferma oggi la sorella, piu' piccola di lui di quattro anni, che ha scambiato poche parole con l' Ansa nonostante la decisione di non parlare con i giornalisti in un momento in cui la famiglia e' ancora sotto choc.
La sorella risponde dalla casa della mamma di Carlo, Maria Concetta Scaglione, insegnante in pensione per anni preside a Castelplanio. ''Carlo - dice la sorella fra le lacrime - era il nostro orgoglio. Ha fatto nella sua vita cio' che voleva fare, e se dovesse rivivere sono certa che rifarebbe le stesse scelte''.
I figli del medico sono ospiti della zia, e non sono stati sottoposti ad alcuna profilassi specifica. ''Stanno qui con me - afferma la sorella di Urbani - insieme ai miei tre figli, e stanno tutti bene''. Notizia confermata da altre fonti: la Asl, interpellata dal sindaco, ha fatto sapere che non ha adottato provvedimenti sanitari specifici. I ragazzi, d' altra parte, sono rientrati dalla Thailandia 15 giorni fa e non sarebbero stati a contatto con il padre nel periodo di incubazione. Non si hanno invece ancora notizie della moglie del medico, che secondo alcuni sarebbe in viaggio da Saigon, secondo altri sarebbe in quarantena a Bangkok, nello stesso ospedale in cui e' morto il marito.
ANCONA - ''Il premio non e' per noi ma per l' idea che salute e dignita' sono indistinguibili nell' essere umano, che e' l' impegno a restare vicini alle vittime, a tutelarne i loro diritti, lontani da ogni frontiera di discriminazione e divisione''.
Con queste parole Carlo Urbani, il medico morto per Sars in Thailandia, aveva accolto in veste di presidente di Medici senza frontiere il Nobel per la Pace all' associazione.
''Abbiamo fatto un gran parlare - aveva detto in quell'occasione Urbani - di indipendenza, neutralita', testimonianza, parti integranti delle nostre azioni. Ora ricordiamo quei momenti in cui essere indipendenti e neutrali ci costava sacrificio, ci faceva rinunciare a scorte armate o a finanziamenti in situazioni difficili, ma ci poneva in stretto contatto con le vittime, facendoci diventare dei testimoni dell' orrore di fatti ed eventi che fanno della dignita' umana un sanguinante misero fardello''.
''E poi - aveva continuato - raccontare le privazioni dei diseredati, la lontananza degli esclusi, indicare in abusi e violenze i veri terremoti e uragani contro cui e' davvero difficile, se non impossibile, costruire argini o rifugi. E' da quella vicinanza alle vittime duramente conquistata che abbiamo raccolto informazioni, abbiamo lanciato campagne di pressione nazionali o sovranazionali, ottenendo, come in Etiopia e Corea del Nord, risultati che completano il senso del distribuire farmaci o suturare, che non ci fanno sentire vani gli sforzi e i sacrifici di chi condivide paure, rabbia e delusioni con i milioni di individui che popolano villaggi dimenticati, invivibili aree metropolitane, inimmaginabili campi rifugiati''.
''Il Nobel non e' il nostro traguardo finale'', aveva assicurato Urbani, auspicando che i benefici del Premio andassero a loro, alle vittime
ANCONA - Carlo Urbani, il medico morto in un ospedale di Bagkog a causa della Sars, era specializzato in malattie infettive e aveva una grandissima esperienza nel settore.
Alcuni anni fa gli fu offerto l' incarico di primario presso l'ospedale di Macerata, ma lui rifiuto', perche' il suo desiderio era quello di continuare a prestare la propria opera di volontariato per l' associazione Medici senza Frontiere, di cui e' stato anche presidente. In questa veste aveva ritirato a Oslo, nel '99, il Premio Nobel per la Pace consegnato a Msf, e, sempre con l' associazione e come esperto dell' Oms aveva viaggiato e lavorato in moltissimi paesi, soprattutto nell' area orientale.
Urbani era molto legato alla comunita' di Castelplanio dove era nato nel 1956 e dove risiedono tuttora tutti i parenti. In questo piccolo centro dello jesino aveva un' abitazione, dove ritornava spesso in occasione delle festivita' o quando era in ferie. Recentemente, nell' estate del 2002, gli era stato conferito il 1/o Premio Vallesina, a Villa Pianetti di Monsano, come personalita' autorevole, capace di portare l' immagine del territorio in ogni parte del mondo grazie al suo impegno.




Rispondi Citando
