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Discussione: La caduta di Aznar

  1. #1
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    Predefinito La caduta di Aznar

    Popolari al 36%, socialisti al 42%.

    Aznar e governo insultati dappertutto al grido di "asesinos".

    Questa guerra lascerà il segno anche in Europa.

    SEDI ASSALTATE, CANDIDATI MALMENATI E SITI WEB CHE DEFINISCONO I POPOLARI ASSASSINI
    Aznar: «Contro di me un complotto»
    Il premier spagnolo: la sinistra cerca di distruggere il mio partito


    La Stampa, 31/3/2003



    Madrid

    Un complotto. Mentre le manifestazioni di protesta contro la guerra in Iraq (molte delle quali violente) si susseguono senza tregua in tutto il Paese, e le inchieste gli augurano il «de profundis» alle amministrative del 25 maggio, la polizia protegge in forze tutte le sedi del suo partito. I suoi candidati alle amministrative non riescono mai a finire i loro comizi perché sono dappertutto fischiati, insultati (e persino picchiati), l'interventista e cattolico premier popolare José María Aznar ha rilasciato ieri dichiarazioni che gettano ancor più benzina sul fuoco: «C'è una operazione delle sinistre per distruggere e delegittimare il mio partito». La denuncia di Aznar, una intervista concessa al cattolico, moderato (ed interventista) quotidiano «Abc», non ha precedenti nei 25 anni della giovane democrazia spagnola. Il premier, il fedele alleato di George Bush e Tony Blair sulla ineludibilità della guerra per disarmare Saddam Hussein che ha inviato nella zona del conflitto un «appoggio logistico ed umanitario» di 868 militari in 3 navi più altri 232 uomini e 6 F-18 per difendere la Turchia, aveva già manifestato:
    «Le sinistre vogliono ottenere nelle piazze ciò che non hanno conseguito con i voti». Ma adesso il «j'accuse», in un Paese che al 91 % è contro la guerra, è ad alzo zero. «Che in Spagna, ci sia una percentuale molto elevata di cittadini che, quando gli chiedono se sono a favore della guerra o della pace, dicano che sono per la pace, è assolutamente normale. Mi preoccuperebbe molto che la risposta fosse il contrario, perché tutti siamo per la pace - esordisce il premier, 50 anni, dal '96 al potere e dal 2000 con maggioranza assoluta -. Quello che mi preoccupa è l´operazione politica che c'è dietro, quella di incutere paura nei popolari, di distruggerli. Mi preoccupano quei venti seminati nella politica spagnola che hanno prodotto aggressioni che sono democraticamente inaccettabili ed inqualificabili». Il bilancio di quello che Aznar, recentemente, ha definito come «pacifismo dei barbari» non ha precedenti. Neppure quando ci fu il combattutissimo referendum dell'86 sulla permanenza della Spagna nella Nato o durante l'infinita tangentopoli '93-'96 dell'ex premier socialista Felipe González. Le sedi del partiti del gabbiano imbrattate di vernice rosso sangue, letteralmente di «mierda», devastate sono oltre 140, da Madrid al Barcellona (dove il segretario regionale Alberto Fernández è stato preso a bottigliate). Non solo. Tutti i leader, dalla candidata madrilena (e moglie di Aznar) Ana Botella a Josep Piqué, spintonati e insultati con slogan e cartelli del tipo «Asesinos, Asesinos». Nelle manifestazioni di massa, in cui partecipano tutti i dirigenti socialisti e comunisti, oltre che i leader sindacali, Aznar viene selvaggiamente oltraggiato. Si è arrivati al punto che il portavoce socialista di Valencia, Rafael Rubio, rivolgendosi al ministro degli Esteri Ana Palacio (che è stata colpita da un cancro) in giunta comunale le ha detto: «Potrebbe patire conseguenze mentali dopo la sua malattia». Di più: i comunisti, che hanno permesso ad un sito web di pubblicare tutte le foto dei deputati popolari con su scritto «Asesinos», chiamano alla disobbedienza civile. Le violenze sono opera sì di piccoli gruppi violenti, e sono condannate da tutti i partiti, ma il partito di Aznar ha video in cui si dimostra che 31 esponenti socialisti e 22 comunisti hanno partecipato all'assalto delle sedi del gabbiano. Le sinistre hanno risposto di portarli in tribunale. Ma gli accusati non
    sono stati sospesi. «Si mette in discussione la legittimità del nostro governo. Si contesta il diritto dell'esecutivo di prendere determinate decisioni, di rappresentare la Spagna all'estero. Si chiamano "asesinos" membri della Amministrazione, nostri dirigenti - stigmatizza Aznar, che non si pente affatto del suo sì alla guerra -. Dai seggi della Camera o dalle manifestazioni. Ciò vuol dire che c'è dietro una operazione politica. Ed attitudini irresponsabili». Infine, il premier assume il costo politico delle sue scelte interventiste. E infatti proprio ieri un sondaggio prospetta per i popolari una caduta al 36% (3 anni fa avevano il 44,8) i socialisti balzano al 42% (nel 2000 il 34,4). Insomma: il pacifismo, «barbarico» o no, paga.

  2. #2
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    Predefinito Re: La caduta di Aznar

    Originally posted by brunik
    Popolari al 36%, socialisti al 42%.

    Aznar e governo insultati dappertutto al grido di "asesinos".

    Questa guerra lascerà il segno anche in Europa.

    SEDI ASSALTATE, CANDIDATI MALMENATI E SITI WEB CHE DEFINISCONO I POPOLARI ASSASSINI
    Aznar: «Contro di me un complotto»
    Il premier spagnolo: la sinistra cerca di distruggere il mio partito


    La Stampa, 31/3/2003



    Madrid

    Un complotto. Mentre le manifestazioni di protesta contro la guerra in Iraq (molte delle quali violente) si susseguono senza tregua in tutto il Paese, e le inchieste gli augurano il «de profundis» alle amministrative del 25 maggio, la polizia protegge in forze tutte le sedi del suo partito. I suoi candidati alle amministrative non riescono mai a finire i loro comizi perché sono dappertutto fischiati, insultati (e persino picchiati), l'interventista e cattolico premier popolare José María Aznar ha rilasciato ieri dichiarazioni che gettano ancor più benzina sul fuoco: «C'è una operazione delle sinistre per distruggere e delegittimare il mio partito». La denuncia di Aznar, una intervista concessa al cattolico, moderato (ed interventista) quotidiano «Abc», non ha precedenti nei 25 anni della giovane democrazia spagnola. Il premier, il fedele alleato di George Bush e Tony Blair sulla ineludibilità della guerra per disarmare Saddam Hussein che ha inviato nella zona del conflitto un «appoggio logistico ed umanitario» di 868 militari in 3 navi più altri 232 uomini e 6 F-18 per difendere la Turchia, aveva già manifestato:
    «Le sinistre vogliono ottenere nelle piazze ciò che non hanno conseguito con i voti». Ma adesso il «j'accuse», in un Paese che al 91 % è contro la guerra, è ad alzo zero. «Che in Spagna, ci sia una percentuale molto elevata di cittadini che, quando gli chiedono se sono a favore della guerra o della pace, dicano che sono per la pace, è assolutamente normale. Mi preoccuperebbe molto che la risposta fosse il contrario, perché tutti siamo per la pace - esordisce il premier, 50 anni, dal '96 al potere e dal 2000 con maggioranza assoluta -. Quello che mi preoccupa è l´operazione politica che c'è dietro, quella di incutere paura nei popolari, di distruggerli. Mi preoccupano quei venti seminati nella politica spagnola che hanno prodotto aggressioni che sono democraticamente inaccettabili ed inqualificabili». Il bilancio di quello che Aznar, recentemente, ha definito come «pacifismo dei barbari» non ha precedenti. Neppure quando ci fu il combattutissimo referendum dell'86 sulla permanenza della Spagna nella Nato o durante l'infinita tangentopoli '93-'96 dell'ex premier socialista Felipe González. Le sedi del partiti del gabbiano imbrattate di vernice rosso sangue, letteralmente di «mierda», devastate sono oltre 140, da Madrid al Barcellona (dove il segretario regionale Alberto Fernández è stato preso a bottigliate). Non solo. Tutti i leader, dalla candidata madrilena (e moglie di Aznar) Ana Botella a Josep Piqué, spintonati e insultati con slogan e cartelli del tipo «Asesinos, Asesinos». Nelle manifestazioni di massa, in cui partecipano tutti i dirigenti socialisti e comunisti, oltre che i leader sindacali, Aznar viene selvaggiamente oltraggiato. Si è arrivati al punto che il portavoce socialista di Valencia, Rafael Rubio, rivolgendosi al ministro degli Esteri Ana Palacio (che è stata colpita da un cancro) in giunta comunale le ha detto: «Potrebbe patire conseguenze mentali dopo la sua malattia». Di più: i comunisti, che hanno permesso ad un sito web di pubblicare tutte le foto dei deputati popolari con su scritto «Asesinos», chiamano alla disobbedienza civile. Le violenze sono opera sì di piccoli gruppi violenti, e sono condannate da tutti i partiti, ma il partito di Aznar ha video in cui si dimostra che 31 esponenti socialisti e 22 comunisti hanno partecipato all'assalto delle sedi del gabbiano. Le sinistre hanno risposto di portarli in tribunale. Ma gli accusati non
    sono stati sospesi. «Si mette in discussione la legittimità del nostro governo. Si contesta il diritto dell'esecutivo di prendere determinate decisioni, di rappresentare la Spagna all'estero. Si chiamano "asesinos" membri della Amministrazione, nostri dirigenti - stigmatizza Aznar, che non si pente affatto del suo sì alla guerra -. Dai seggi della Camera o dalle manifestazioni. Ciò vuol dire che c'è dietro una operazione politica. Ed attitudini irresponsabili». Infine, il premier assume il costo politico delle sue scelte interventiste. E infatti proprio ieri un sondaggio prospetta per i popolari una caduta al 36% (3 anni fa avevano il 44,8) i socialisti balzano al 42% (nel 2000 il 34,4). Insomma: il pacifismo, «barbarico» o no, paga.

    Il fratello di Ubu Bas: Ubu Az

  3. #3
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    spero che Aznar se ne vada il prima possibile affanc...., dispiace per la moglie che se nn ricordo male è una bonazza

    chiosa per brunik: leggendo il tuo post noto con sorpresa che l'Abc viene definito "moderato". Ora, non ho motivo per mettere in dubbio quello che scrivi, ma forse sarebbe meglio svelare un po' la sordida storia di questo giornalaccio.
    Questa schifezza nasce nel 1904 a Madrid, in ambienti reazionari e monarchici. Inizialmente si pavoneggia in ambito letterario disdegnando la politica, poi con la guerra civile svela la sua identità.
    Quando Siviglia e Malaga caddero nelle mani dei fascisti di Queipo de Llano Abc esortò a dare "addosso alla canaglia rossa, anche se arresa, affinché in tutta l'Andalusia non rimanga memoria di questa feccia". Detto fatto: 150.000 fucilazioni in due anni, mentre Queipo esortava i miliziani marocchini a stuprare le donne: "I nostri valorosi legionari hanno fatto vedere alle donne dei rossi che cos'è un uomo, e finalmente (esse) hanno incontraro uomini veri e non miliziani impotenti".


    questi sono i padri putativi degli attuali "moderati" spagnoli. All'epoca spaventarono anche Sturzo...

  4. #4
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    Originally posted by AngelodiCentro
    se è per questo anche l'Unità era un giornale stalinista che appoggiava la rivoluzione proletaria e le repressioni sanguinarie in Ungheria e a Praga...ma nn mi sembra, NONOSTANTE certi toni da diffamazione e violenza verbale che leggo ogni tanto, sia rimasto come qualche decennio fa. cmq sia preferisco 1000 volte "il riformista".
    hai ragione cmq sulla moglie di Aznar, Ana Botella, che è una bella donna...come la figlia. il prox anno sarebbe bello se lei diventasse la candidata dei Popolari.

    mah, io contestavo non tanto la linea politica che ha avuto l'Abc in una certa epoca, quanto alcune sue posizioni (fucilaione dei prigionieri e dei civili, stupri...) che non mi risulta siano mai apparsi sull'Unità.
    Cmq, appunto, l'Unità rimane "stalinista" mentre l'Abc è "moderato". Paradossale, no?

    la figlia di Aznar e della Botellona non la conosco, mandaci una foto very hard!!!!


  5. #5
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    da sta foto lei sembra molto carina (tutta la mamma, visto che il babbo è brutto da paura), peccato che sia sposata con quella faccia da scemo di Agag.

    Riguardo all'Unità, il paragone ovviamente non lo facevo con oggi (neanche l'Abc oggi scrive di stuprare le pacifiste) ma con il '56 o il '68. Non credo che all'epoca riportasse dichiarazioni di militari sovietici che invitavano le proprie truppe allo stupro o pubblicasse editoriali dove si esaltava la fucilazione di centiaia di migliaia di civili e combattenti arresi.

  6. #6
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    Originally posted by AngelodiCentro
    anche se nn invitava apertamente metteva a tacere le stragi dei kompagnucci, difendendoli a spada tratta anche negando l'evidenza. meglio l'amico Alejandro che gli zozzoni.
    Girala come vuoi ma gli zozzoni socialisti (che sono completamente diversi dall'unione delle sinistre alternative) vinceranno le prossime elezioni....

    Due gironi fa camminavo per i portici e ho notato in udicola il quotidiano El pais che scriveva a caratteri cubitali "la fine di Aznar, rinascono i socilaisti" con i numeri del sondaggio qui riportato che da anche buoni risultati al resto della sinistra.

    E da quando il PPE è contro la guerra?
    Il PPE, come il Pse, non ha linea comune in questo campo, valgono i singoli governi
    guardaimo il nostro: Berlusconi che parla di guerra "legittima ed inevitabile" è contro la guerra?


    P.s. portaci esempi di quella che per te è la violenza verbale indegna e ingiuistificata dell'Unità, poi la paragoniamo a te, zozzone!!!

  7. #7
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    Predefinito Re: La caduta di Aznar

    Originally posted by brunik


    Il premier spagnolo: la sinistra cerca di distruggere il mio partito

    [/B]
    Mi ricorda tanto qualcuno...
    qualcuno che fa le corna in fotografia e dice che la sinistra le ha manipolate
    AZJumbo

  8. #8
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    Nessuno sa come andranno le elezioni spagnole il prossimo anno, di certo le amministrative del 25 maggio per Aznar non dovrebbero andare molto bene

  9. #9
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    Se è per questo Aznar se la passa male già da prima della guerra...

  10. #10
    vicepres Destra cricetale
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    ma chi è il candidato dei socialisti?
    ed anche stavolta si va Psoe+Izquierda?

 

 
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