...due reti tv ciascuno.
Forse finisce l'egemonia culturale della sinistra.
saluti


...due reti tv ciascuno.
Forse finisce l'egemonia culturale della sinistra.
saluti


Originally posted by mustang
...due reti tv ciascuno.
Forse finisce l'egemonia culturale della sinistra.
saluti
Perchè, la sinistra ne avrebbe tre?
Se si esclude raitre, tutte le altre sono apertamente schierate a destra.
Ci date una rete in più? Grazie! Generosi pollisti, vi amo!![]()


Originally posted by marcejap
Perchè, la sinistra ne avrebbe tre?
Se si esclude raitre, tutte le altre sono apertamente schierate a destra.
Ci date una rete in più? Grazie! Generosi pollisti, vi amo!![]()
Ma pensa te.....canale 5 è pollista......questa mi è nuova![]()
sarò distratta di sicuro
![]()


Originally posted by pensiero
Ma pensa te.....canale 5 è pollista......questa mi è nuova![]()
sarò distratta di sicuro
![]()
Pensy pensy... vabbè, si, canale 5 è più equilibrata di altre (colpa di quel comunista di Mentana?), ma di sx, no, non credo proprio.


Originally posted by marcejap
Pensy pensy... vabbè, si, canale 5 è più equilibrata di altre (colpa di quel comunista di Mentana?), ma di sx, no, non credo proprio.
Si...hai ragione...a parte Mentana ma pure il panzone del costanzone è pollista avete ragione!!!!tolti quei due lì poi non so chi ci sarebbe da citare su canale 5 mah......
P.S.: marcejap, a giorni ti arriva quella roba che hai richiesto


Molti dei servizi del tg5 sparano sempre frecciatine nei confronti della sx.Originally posted by pensiero
Si...hai ragione...a parte Mentana ma pure il panzone del costanzone è pollista avete ragione!!!!tolti quei due lì poi non so chi ci sarebbe da citare su canale 5 mah......
E qualche trasmissione che lodava il capo c'è sempre, immancabile.
Ti amo!P.S.: marcejap, a giorni ti arriva quella roba che hai richiesto![]()


dal quotidiano di ALLEANZA NAZIONALE
" Secolo d'Italia del 04/04/2003
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Il ministro delle Comunicazioni soddisfatto: «Subito al lavoro per ridare organicità al testo che va al Senato»
La Camera dà il via libera al ddl Gasparri
«Mi aspetto un certo dissenso, ma l'Ulivo sbaglia. La sua è una battaglia di retroguardia»
Lucilla Parlato
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ROMA. I "franchi tiratori" si sono ridimensionati. Da 17 sono diventati dieci, a indicare che nella maggioranza - a parte le assenze - una fronda di protestatari, seppur ridottissima, c'è. Del resto non è una sorpresa, dal momento che si discute di una materia controversa e complessa quale la riforma del sistema radiotelevisivo italiano. Di positivo c'è da registrare, però, che le presenze, dopo la lezione di mercoledì che ha fatto andare sotto il governo nelle votazioni in aula, sono aumentate: la lezione è servita a qualcosa visto che ieri solo in 27 mancavano a Montecitorio. Così il ddl Gasparri sul riassetto del sistema radiotelevisivo è passato alla Camera (dove si è votato a scrutinio segreto) raccogliendo 284 voti a favore e 232 contrari. E lui, Gasparri, incassa senza perdersi d'animo e senza farsi toccare più di tanto dalle polemiche, memore - del resto - dei problemi che ebbe il governo quando fu approvata la Mammì (che portò alle dimissioni di ben cinque ministri) e il ddl 1138, rimasto impantanato per quattro anni e poi decaduto. L'impresa, si sapeva, non era insomma facile: tanto più con un'opposizione aggressiva e inconcludente come quella dell'Ulivo.
Ma Gasparri, che già pensa ai prossimi passaggi, non cade certo dalle nuvole: un certo dissenso se l'aspettava, era fisiologico e adesso è proprio inutile stare a rimuginarci su. Meglio guardare alle tappe future, senza abbandonare l'auspicio che il testo che porta il suo nome possa diventare legge entro fine anno: "Ora ci metteremo al lavoro per restituire l'organicità e l'equilibrio complessivo al provvedimento ed apportare le correzioni necessarie nel secondo passaggio parlamentare al Senato. Nei prossimi giorni faremo un esame dettagliato e tecnico di tutti gli emendamenti votati dall'aula per ridare organicità al testo. Vedremo con serenità su quali punti intervenire", afferma, fiducioso, affiancato dai sottosegretari Baldin e Innocenzi, in una conferenza convocata subito dopo 1'ok di Montecitorio. La voglia di far polemica non c'è proprio: "Non ci siamo mai nascosti che l'iter sarebbe stato complesso e faticoso, dal momento che i temi trattati sono molto delicati - spiega Gasparri - E poi non ricordo che nessuna altra legge abbia avuto tante votazioni segrete". Ma non è, la sua, una polemica nei confronti del presidente Casini. Quello di mercoledì, si limita ad aggiungere, è stato "un incidente di percorso che può però accadere quando ci si trova in presenza di un così alto numero di votazioni a scrutinio segreto, del resto assolutamente regolari perché previste dal regolamento".
Prossima tappa, dunque, il Senato: "Il ddl di riassetto del sistema è una legge che, migliorata al prossimo passaggio parlamentare, può favorire il pluralismo. È una legge per la modernizzazione del paese, non certo per favorire Berlusconi. L'opposizione - osserva - fa una battaglia di retroguardia noi vogliamo abbattere il muro che impedisce a chi fa giornali di entrare nella televisione ponendo limiti a chi è proprietario di tv che non può acquistare giornali. Oggi, con il sì condizionato dell'Antitrust europeo alla fusione Stream-Telepiù, il gruppo di Murdoch è presente a pieno titolo in Italia: perché dovremmo condannare al nanismo il nostro sistema multimediale? Noi dobbiamo garantire competitività alle imprese italiane. Dunque presenteremo di nuovo le nostre proposte, che continuiamo a ritenere valide, in Senato, e siamo certi che l'iter si concluderà con un esito positivo".
Soddisfatto, dunque? "Sì perché si è compiuta un'altra tappa del cammino della legge, cammino che ho sempre previsto faticoso e con degli ostacoli, ma che comunque prosegue" ribatte. "E poi a una seconda lettura alla Camera ero mentalmente preparato - confessa - ci può essere il rischio di un numero di persone che non sia d'accordo con una legge così complessa e con tantissime votazioni, di cui circa un terzo a scrutinio segreto: quindi con un iter particolarmente l'impegnativo. Ora non resta che guardare avanti". "
Cordiali saluti