apro qui un thread su Stalin, come già promesso in Destra Radicale.
Lo faccio soprattutto per chiedere un parere sulla base di quanto detto da una mia prof di Politica Comparata qualche anno fa.
Pur condannandolo moralmente, la prof vedeva in Stalin il vero comunista del trio (Lenin-Trotskji-Stalin).
Lei sostiene che le purghe staliniane hanno riguardato la classe borghese e gli oppositori interni.
Tuttavia, se confrontato alla Nep leniniana, le epurazioni staliniste possono essere viste come il tentativo di forgiare una classe dirigente di estrazione operaia o contadina. Se Lenin aveva in fondo stipulato un patto di non aggressione con la borghesia, al fine di uscire dalla profonda crisi economica, con Stalin invece emerge il proletariato come classe egemone (certo, non i singoli proletari, ma la loro elité). A dirigere le industrie non sono più i vecchi imprenditori ma il direttore proviene dalla classe operaia, nelle università scompaiono i vecchi professori, nell'esercito viene fatto fuori Tuchacevskji (che era di famiglia aristocratica) etc.etc.
In piccolo, questo lo vediamo anche nella classe dirigente: con e dopo Stalin, scompaiono i "fighettini" come Trotskji (come dice Pasquino) ed emergono invece personaggi come Kruscev e Breznev (e più tardi lo stesso Eltsin), le cui origini contadine sono evidenti.
trovo il discorso interessante, ma soprattutto trovo interessanti le implicazioni: a seguire questa logica, la demonizzazione esclusiva di Stalin non solo è stato un maldestro ed ipocrita tentativo di ripulirsi la coscienza da parte del comunismo internazionale, ma anche diciamo una "negazione" delle proprie idee.
Lenin o Trotzkji, ed è questo il nocciolo, non solo furono ugualmente spietati di Stalin, ma anzi furono loro per primi a tradire l'eale comunista, mentre Stalin, pur distorcendolo, lo avrebbe comunque cercato di applicare
che ne pensate?![]()




) ed emergono invece personaggi come Kruscev e Breznev (e più tardi lo stesso Eltsin), le cui origini contadine sono evidenti.
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