Giovedì, 3 Aprile 2003
Padova......................
Ventiquattr'ore di assedio al fortino di via Anelli
Novanta poliziotti, cani antidroga e un elicottero per 75 fermi, 46 espulsioni e 28 arresti tra i "padroni della strada"
L'assedio
Si dice "dispositivo coordinato". Si legge "assedio". Questa l'essenza dell'operazione durata 24 ore che la polizia ha concluso all'alba di ieri in via Anelli. Si tratta della dimostrazione, qualora ce ne fosse stato bisogno, che per ottenere qualche risultato in uno dei più malfamati agglomerati di case del Veneto bisogna agire con criteri militari. Per una sera, in particolar modo, la questura, il Servizio centrale operativo (Sco) e il Dipartimento di pubblica sicurezza hanno messo in campo 90 uomini, in divisa e in borghese, unità cinofile, un elicottero del decimo Reparto volo di Venezia e infine tutta l'esperienza raccolta in mesi di lavoro dagli agenti del commissariato Stanga, con il supporto della Squadra mobile. Che si tratti di un territorio nemico, a tutti gli effetti da riconquistare, lo si capisce dalle parole usate dal vicequestore Andrea Straffelini: «Alle 20 gli edifici erano completamente circondati». «L'operazione ha visto l'applicazione di un modulo già sperimentato a Torino e a Brescia». «Alcuni nostri uomini erano già stati infiltrati nei palazzi dal primo pomeriggio...». Terminologia militare, appunto. D'altronde la stessa occupazione degli appartamenti da parte di nuclei di spacciatori maghrebini e nigeriani è di fatto quella che nella mappatura criminale di una città si definisce un'occupazione del territorio: manca solo il cartello visto nei film, "Oltre questo limite la legge dello Stato non vi protegge più".
La retata
«Non si è trattata di una retata di "clandestini semplici" - racconta ancora Straffelini - ma di un lavoro mirato». Che sia stata una retata, non ci sono molti dubbi. Lunghe file di nordafricani, perquisiti contro l'inferriata della recinzione. Una continua spola dei pullmini Ducato della polizia tra via Anelli e la questura, per portare al fotosegnalamento 75 persone. Il cento per cento di queste, dopo il confronto con le foto e le impronte digitali, sono risultate con precedenti specifici per droga; segno che, effettivamente, non erano state pescate a caso. Se fosse un bar, il condominio Serenissima, sarebbe già stato chiuso per ordine del questore a causa dei clienti che lo frequentano. Solo che è un palazzo per abitazioni, una spina nel cuore della città. E gli appartamenti non si possono chiudere per decreto come i locali pubblici.
Numeri & delitti
Quarantasei dei fermati sono stati espulsi. Qualcuno è stato accompagnato materialmente alla frontiera aerea di Malpensa, a Milano. Altri sono finiti nei centri temporanei in Lombardia, in Piemonte, in Emilia. Ventotto, in totale, sono stati arrestati, molti per aver contravvenuto alle norme della Bossi-Fini. Se un giudice non troverà per loro elementi utili per un cumulo di pena, alcuni torneranno presto liberi, e probabilmente si rivedranno dalle parti di via Anelli; anche se la polizia ha già detto che ripeterà l'operazione. Forse non andrà tanto bene al tunisino Mohamed Baklola, trovato davanti al Briko Center di via Venezia con mezzo chilo di eroina nel giubbotto. E neppure all'albanese Luan Gripsci, che si nascondeva tra i palazzoni per sfuggire ad un ordine di cattura per sfruttamento della prostituzione. Il naso umido del pastore tedesco della polizia, intanto, alle 21, annusava senza sosta le mazzette di banconote messe in fila su un muretto. Ma non c'era bisogno del cane per capire che quegli euro, che sembravano freschi di bancomat, in realtà puzzassero di droga da un chilometro di distanza.Angelo




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