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  1. #1
    Le fondamenta di POL
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    Predefinito Ha ancora senso essere di sinistra?

    Mandato da Fabio Palmieri per www.legnostorto.com Domenica, 06 aprile 2003, 00:06 uur.

    Nelle società capitaliste occidentali è sempre più importante chiedersi cosa vuol dire essere di sinistra. Sfiderei chiunque a dirmi cosa vuol dire oggi essere "di sinistra": vorrei conoscere una proposta qualificabile come "proposta di sinistra". Ovviamente vorrei ascoltare idee concrete, attuabili, non discorsi che richiamano un marxismo anacronistico. Credo che la sinistra non esista più e con essa non esiste più il concetto di popolo. Esistono invece due concetti che vanno a sostituire quest'ultimo, tanto antitetici quanto complementari l'un l'altro: sono l'individuo da una parte e la massa dall'altra.

    Tempo fa incontrai una mandria di No-Global che sfilava chiassosa sui binari della stazione Tiburtina. Le icone c'erano tutte: bandiere in prevalenza rosse, capigliature tanto alternative quanto tra loro omologate, pantaloni larghi zeppi di simboli. Ma tutti avevano in mano una confezione di Coca Cola di Mc Donald!

    Questo può essere un esempio eclatante che dimostra come certi movimenti siano del tutto privi di una base di idee e di valori. Come diceva Pasolini, è solo un caso il fatto che loro sfilino sotto quelle insegne e altri loro coetanei lo facciano, ad esempio, con vessilli nazisti. Entrambe le manifestazioni sono il frutto dell'ignoranza, dell'incertezza, della diseducazione (e anche, se vogliamo, di una società che non sa proporre nulla di meglio) che trovano rifugio e rassicurazione nel rumore dell'estremismo.

    Ma anche senza ricorrere all'esempio delle icone, noi tutti, compresi quelli che difendono in buona fede i valori della sinistra, della solidarietà, dello stato sociale, ecc. anche quelli in realtà sono parti di un capitalismo divenuto ormai inevitabile: non solo vivono con le regole del capitalismo (mangiano, bevono, studiano, viaggiano con prodotti del capitalismo), ma sono vittime di quella confusione e di quella indistinzione tra bene e male che il capitalismo genera. Quindi usano prodotti fabbricati con lo sfruttamento minorile, mangiano pomodori coltivati schiavizzando popolazioni povere, percepiscono utili da azioni di società che commettono illeciti o evadono il fisco, investono in paesi dove si commerciano droga e armi... Tutto questo in perfetta buona fede, magari inconsapevolmente. Tutto questo riguarda tutti noi.

    Che senso ha dunque strillare, battersi per l'art. 18 o per altri diritti sociali? Quali cose di sinistra possono essere ancora dette? E soprattutto quale coerenza offrire come esempio?

    Le persone del popolo, le quali dovrebbero dal canto loro, far corpo, restare unite se vogliono difendere i valori sociali della sinistra, si compiacciono invece dei consumi e dell'edonismo in cui sono piacevolmente immerse. Preferiscono individualmente godersi le ingannevoli lusinghe dei media, dei telefonini, delle ville barricate con grossi cani da guardia. Alcune di queste persone lo fanno ripudiando espressamente la classe "popolare" cui appartengono e magari dichiarandosi di destra; altri invece continuano a riempirsi la bocca di ideali e principi di sinistra completamente privi di riscontro con la realtà, solo per darsi un tono polemico o intellettuale.

    Si potrebbe dire che dunque siamo tutti un po' più ricchi e quindi tutto questo non è poi così negativo! Il fatto è che le aspirazioni individuali hanno superato di gran lunga quelle sociali: alla coesione si è sostituita la competizione anche tra individui fomentata dalla cultura dell'immagine e del consumo messa in scena dal capitalismo per il tramite della televisione. A ciò si è accompagnata la banalizzazione dei concetti fondamentali di solidarietà, di assistenza, di ridistribuzione del reddito: questi non vanno più di moda in quanto sostituiti dall'idea del farsi da sè, dell'imprenditore che c'è in ognuno di noi, della conquista di posizioni sociali... faccio spesso l'esempio del ciclista solo e curvo verso il traguardo. Si è diffusa una falsa idea di "meritocrazia" che in realtà nasconde cinismo e indifferenza verso gli altri: nasconde cioè la volontà di sganciare il vagone debole della società per permettere alla locomotiva di correre più in fretta.

    Per questo le ingiustizie permangono, la povertà anche. Ciò che manca è la forza (in senso non violento ovviamente) di contrapposizione, è quel "Noi no" che non abbiamo più il coraggio di urlare inquadrati nel filo spinato dei traguardi personali piccoli o grandi che siano. Alla luce di tutto questo: cosa dovrebbe dire un leader di sinistra per continuare con coerenza a dirsi di sinistra? E quale parte di popolo andrebbe a rappresentare? Finché non si darà risposta a queste domande la sinistra potrà contare esclusivamente sugli errori della destra e sulla dubbia reputazione delle persone che la compongono. Un po' poco per una corrente politica che fino a pochi decenni fa prometteva di rivoluzionare il mondo e farlo diventare più giusto per tutti!!!

    Fabio Palmieri

    Visita il blog di Fabio Palmieri http://palmieri.ilcannocchiale.it/

  2. #2
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    Lightbulb Ha ancora senso essere di sinistra?

    Bè, per certe cose la sinistra è ancora indispensabile,

    se non fosse stato per i giudici di sinistra neofascisti e berlusconfascisti non sarebbero andati al governo...

    inoltre i mancini si sentono meno soli....

    okkei, per ora mi vengono in mente solo queste due cose qua.

  3. #3
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    Predefinito

    La domanda giusta da porsi è invece: ma dove sarebbe la destra, in Italia? Questi qua che comandano sono di destra? Ma mi faccia il piacere...

    Facciamo alcuni esempi:

    - Miccichè è di destra? E perchè?
    - Cuffaro è di destra?
    - Tremonti è di destra?
    - Sgarbi è di destra?

    Io avevo sempre sentito dire che destra fosse Law and Order, questi qua mi sembrano tutti avvocaticchi e affaristi stile democristiano ante-tangentopoli. Mai visti tanti condoni, sanatorie, Cirami, finanziarie allegre da quando c'è la "destra".

  4. #4
    Makeru ga, katta
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    Predefinito Re: Ha ancora senso essere di sinistra?

    Te devi ancora spiegarmi, caro Österreicher, perchè hai tanto a cuore la sinistra italiana.
    Attualmente il 40% degli italiani si dice di sinistra.
    Sfiga, ragazzo. Ci devi convivere con questo 40%.
    Lo so, ci piangi la notte e batti le mani a terra perchè vorresti che fossero tutti come te e la pensassero tutti come vuoi te... cioè, come silvio. Ma l'amara realtà è questa. Per quanto ti sforzi, noialtri la penseremo sempre diversamente da te.
    Dai, su. In fondo non siamo così cattivi.


  5. #5
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    Predefinito Certamente che rimangono intatti...

    ...e validi i motivi per essere di sinistra: il primo è quello di far pulizia in casa, scacciando coloro che abusivamente vi vivono da padroni.
    Mi riferisco ai comunisti e ex comunisti. Marxisti ed ex marxisti.

    In tutto il mondo il loro partito, quando al potere, è quanto di più antisocialista e reazionario esista, l'antitesi della "sinistra riformatrice e democratica".

    Solo dopo aver fatto chiarezza se ne potrà riparlare.

    saluti

  6. #6
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    Predefinito Re: Certamente che rimangono intatti...

    Originally posted by mustang
    ...e validi i motivi per essere di sinistra: il primo è quello di far pulizia in casa, scacciando coloro che abusivamente vi vivono da padroni.
    Mi riferisco ai comunisti e ex comunisti. Marxisti ed ex marxisti.

    In tutto il mondo il loro partito, quando al potere, è quanto di più antisocialista e reazionario esista, l'antitesi della "sinistra riformatrice e democratica".

    Solo dopo aver fatto chiarezza se ne potrà riparlare.

    saluti
    Per i massimalisti della sinistretta vi è un solo modo di essere di sinistra, il loro. Ben prima di questa guerra si chiedevano sconcertati: "ma in che senso uno come Blair può intendersi di sinistra?", e prima ancora si chiedevano la stessa cosa su Craxi e Saragat. La questione "morale" non è infatti il motivo che ha reso così odioso ai comunisti e a tanti post-comunisti Bettino, assolutamente no. Per loro era inaudito che uno che proponeva quel tipo di politica, "socialista-liberale" potesse avere a che fare davvero con la sinistra. Craxi parlava male dei comunisti, invitava i comunisti a fare una profonda e autentica revisione della loro ideologia e della loro mentalità. Non poteva essere accolto che con bordate di fischi e insulti. Ricordo uno slogan dei picisti dei primi tempi della segreteria Craxi del PSI : " Bettino Craxi è diventtato pazzo del socialismo non ha capito un *azzo". In quel momento Bettino contrapponeva Proudhon a Lenin e attaccava la visione autoritaria e totalizzante del socialismo dei padri fondatori del comunismo moderno. Non solo, diventato presidente del Consiglio, promosse la sostanziale abolizione della scala mobile....apriti cielo..... e disse che il socialismo non aveva più niente a che fare con statalismo e nazionalizzazioni.....ma era ormai apertamente per il mercato libero e l'economia privata, seppur con le regolamentazioni e regolazioni necessarie. Riapriti cielo.
    Questa avversione verso il riformismo social-liberale la si nota ancora oggi nella sinistretta massimalista, ancora più massimalista di un tempo, in quanto, dopo la sconfitta del maggio 2001, è rinculata di almeno 25 anni buoni. O meglio...è caduto il trucco con il quale avevano reso la loro faccia presentabile.
    Amato ha un bel dire....le divisioni a sinistra restano quelle di sempre....e più profonde che mai.

    Saluti liberali

  7. #7
    SENATORE di POL
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    Predefinito

    Io parlavo di Craxi sotto il profilo politico, nella storia della sinistra italiana. Parlavo del Craxi riformista e socialista-liberale. La questione morale veniva sollevata strumentalmente dal PCI...al tempo stesso in cui riceveva ricetrasmittenti militari dal KGB sovietico, oltre che la solita "paccata" (per usare la terminologia della Kompagna BoccaSSini) di rubli insanguinati. Al solito i moralisti in questo paese sono senza alcun titolo morale.....per lanciare la prima pietra, ma senza vergogna la lanciano ugualmente. E i comunisti italici fecero proprio così.... del resto il miliardo di Gardini Di Pietro se lo è fatto sfuggire, dietro la porta di via delle Botteghe Oscure. Infatti lo stesso ex magistrato è stato fatto Senatore nel collegio più rosso d'Italia..... La questione morale in Italia è un argomento per tentare la scalata al potere.

    Shalom!!!!

  8. #8
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    Giusto pieffe, tutti sanno che i piccisti i soldi in russia li rubavano,
    quando andava lì una delegazione spariva tutto, argenteria, vodka, caviale, i sigari di breznev, gli aiuti al vietnam,
    non si salvava nulla.

    le famose ricetrasmittenti(?) erano dei walkie-talkie destinate ai regali di natale dei figli della nomenklatura....

    ecco perche in cina li facevano mangiare senza posate.

  9. #9
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    Originally posted by Pasquin0
    ecco perche in cina li facevano mangiare senza posate.
    Anche perchè in oriente usano le bacchettine

  10. #10
    SENATORE di POL
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    pensi che c'è chi inneggia a personaggi come Di Pietro, Borrelli e Travaglio....... il nostro è un paese senza moralità, ha ragione.

    Shalom!!!

 

 
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