da www.ilmanifesto.it
Chalabi, l'agente americano
Le «forze dell'Iraq libero» a Nasiriya, prove di regime
MA.FO.
Gli abiti del combattente sembrano improbabili addosso a Ahmad Chalabi, l'ex banchiere discendente di una ricca famiglia sciita irachena accreditato a Washington come oppositore di Saddam Hussein. Eppure è proprio nelle vesti di condottiero che Chalabi è arrivato domenica a Nasiriya, nell'Iraq meridionale. La notizia viene da Kuweit City e da Washington. Secondo il quotidiano arabo Asharq al Ausat Chalabi è arrivato a Nasiriya con un centinaio o due di reclute della Free Iraqi Forces, «Forze dell'Iraq libero», uomini reclutati dagli Stati uniti tra emigranti ed exilés iracheni (addestrati nei mesi scorsi in un apposito centro in Ungheria). AWashington un comunicato del Congresso Nazionale Iracheno (Cni, la sigla creata da Chalabi) afferma invece che si tratta di 700 combattenti. Precisa che serviranno sotto il comando del generale Tommy Franks, comandante in capo delle forze Usa, e «aiuteranno a sconfiggere le forze residue» del regime. «Parteciperanno anche alla distribuzione di aiuti umanitari agli iracheni e a mantenere legge e ordine nelle zone già liberate». La portavoce del Cni afferma che già «la gente di Nasiriya accorre presso il contingente del Cni a chiedere di ripristinare pubblici servizi come l'acqua o l'elettricità». Se è vero, vorrà dire che i cittadini iracheni hanno percepito questo messaggio: i militari americani sono il nuovo potere e questi signori sono i loro agenti di tramite, così tocca rivolgersi a loro.
La presenza di Chalabi nell'Iraq meridionale potrebbe anche dare un'indicazione sul prevalere dei progetti del Pentagono su quelli del Dipartimento di Stato Usa sul corso dell'immediato dopoguerra. L'ex banchiere ha avuto una relazione travagliata con Washington. Chalabi, già condannato in contumacia negli anni `80 in Giordania per frode bancaria e storno di fondi, non ha mai avuto nessuna base politica in Iraq. Perfetto sconosciuto fino al '91, dopo l'invasione irachena in Kuweit aveva trovato ascolto presso alcuni senatori repubblicani, tra cui Richard Perle, e nel `92 ha fondato il Congresso nazionale iracheno. Nel loro libro L'enigma Saddam Hussein (1999), Andrew e Patrick Cockburn sostengono con molti dettagli che Chalabi allora fu reclutato dalla Cia. A metà degli anni `90 però aveva perso credibilità (tra l'altro sospettato di aver intascato parte dei fondi versati dalla Cia al Cni: e la cosa si è ripetuta, pochi mesi fa è stato di nuovo messo in questione per l'uso di 4,3 milioni di dollari di un nuovo aiuto finanziario accordato al Cni). Con l'amministrazione Bush, sono stati i falchi del Pentagono a «recuperarlo», dopo che Richard Perle l'ha introdotto presso il vicesegretario alla difesa Paul Wolfowitz. La sua credibilità presso la Cia resta bassa. E quella presso gli iracheni è zero.




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