Da: http://www.aljazira.it/guerra_iraq_2...io_israele.htm
Al servizio di Israele
Le minacce di Powell rivolte alla Siria in occasione della riunione della più potente lobby americana pro-Israele sono un chiaro segnale che la Siria, con il Libano, potrebbe essere nel mirino degli Stati Uniti dopo l’Iraq...
al-Khalij (Il Golfo, Arabia S.) :. 1.04.03
Ciò che veniva detto in segreto e col ‘favore delle tenebre’, e cioè che la Siria sarebbe stata il prossimo obiettivo della nuova invasione colonialista che è iniziata con l’Iraq, adesso è diventato noto, sviluppato dai sia dai ‘piccoli’ dell’Amministrazione americana che dai ‘grandi’. Il generale Colin Powell, ministro degli Esteri, ripete le minacce contro Damasco fatte dal «generale» Donald Rumsfeld, ministro della Guerra.
Tali minacce acquistano peso per molte ragioni, tra cui:
1) sono state fatte come un impegno davanti al comitato dell’AIPAC [Comitato americano-israeliano per gli affari pubblici, ndt] che costituisce una lobby sionista attiva ed influente alla Casa Bianca;
2) si accompagnano ad un rinnovato impegno americano verso la sicurezza e la difesa dello Stato sionista;
3) sono state accompagnate nello stesso giorno anche da un rinnovato incitamento «israeliano» contro la Siria tramite l’affermazione che le armi di distruzione di massa irachene vengono introdotte furtivamente o trasferite ad essa [alla Siria, ndt].
Nello stesso modo in cui la distruzione dell’Iraq e la preclusione di qualsiasi sua ripresa per i prossimi decenni sono uno scopo sionista che gli Stati Uniti e la Gran Bretagna si assumono l’incarico di realizzare a dispetto di tutto il mondo, così la Siria cade nel cerchio dello stesso obiettivo per distruggere il suo «no» ai piani di «sionizzazione» - e non solo di americanizzazione - della regione araba.
E poiché il Libano è attaccato alla Siria, anch’esso è un obiettivo, specialmente perché assume la posizione di oppositore all’aggressione e al tempo stesso insiste sulla difesa della resistenza che ha come scopo la liberazione delle «Fattorie di Shab‘a» [una zona contesa tra Israele e Libano, ndt] occupate: una cosa che disturba lo Stato sionista nel profondo.
La politica annunciata di Washington consiste nell’opera di sradicamento di tutto ciò che infastidisce «la sua Israele», e se essa, dopo l’Iraq, mirasse alla Siria e al Libano, ciò costituirebbe un riposo duraturo per i criminali di guerra occupatori della Palestina: una cosa che assicurerebbe alla triade anglo-americano-«israeliana» la conclusione del conflitto arabo-sionista, la cancellazione della questione palestinese, del Golan, dei terreni di Shab‘a e l’estensione della piovra sionista nella regione, nella direzione che vuole.
Washington si getta con la Gran Bretagna nel conflitto contro l’Iraq e si scalda con Israele contro la Siria, quando nei retroscena vi sono intenti aggressivi che hanno come obiettivo il Libano, oltre la guerra ininterrotta di sterminio del popolo palestinese. Con la morte e la distruzione si completa perciò il riordino della regione araba, dopo aver legittimato tutto ciò nel peggiore dei modi.





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