Finalmente ieri sera a Ballarò si è potuto vedere il volto del nuovo imperialismo americano.
Era presente, collegato da bruxelles, Robert Kagan.
Per chi non lo sapesse, Kagan è uno dei più importanti teorici delle strategie della nuova destra americana.
Fa parte del gruppo del PNAC. Consiglio ai forumisti interessati di collegarsi al loro sito (www.newamericancentury.org) e di leggersi i documenti lì contenuti.
Kagan per esempio scrive cose di questo tipo : "It is time to stop pretending that Europeans and Americans share a common view of the world, or even that they occupy the same world."
Tra gli altri al PNAC fanno riferimento : Dick Cheney (attualmente vicepresidente), Donald Rumsfeld (segretario alla difesa), Paul Wolfowitz (il vice di Rumsfeld), il fratello minore di George W. Bush, Jeb, e Lewis Libby (il capo dello staff di Cheney).
Il documento principale del PNAC (il famoso "Statement of Principles") presenta 'un progetto per conservare la preminenza globale degli Stati Uniti, impedendo il sorgere di ogni grande potenza rivale, e modellando l'ordine della sicurezza internazionale in modo da allinearlo ai principi e agli interessi americani'.
Questa 'grande strategia americana' deve essere indirizzata 'il più lontano possibile verso il futuro', dice il rapporto. Che invita poi gli Stati Uniti a 'combattere e vincere in maniera decisiva in teatri di guerra molteplici e contemporanei', come una 'missione cruciale' [core mission].
Il rapporto descrive le forze armate statunitensi all'estero come la 'cavalleria lungo la nuova frontiera americana'. Il progetto del PNAC dichiara inoltre il proprio sostegno a un documento scritto in precedenza da Wolfowitz e Libby, in cui si affermava che gli Stati Uniti dovrebbero 'dissuadere le nazioni industriali avanzate dallo sfidare la nostra egemonia (leadership) o anche dall'aspirare a svolgere un ruolo regionale o globale maggiore'.
Il rapporto del PNAC inoltre:
- descrive gli alleati chiave, tra cui il Regno Unito, come 'il mezzo più efficace per esercitare un'egemonia globale americana';
- afferma che le missioni militari per garantire la pace 'richiedono un'egemonia politica americana e non quella delle Nazioni Unite';
- rivela l'esistenza di preoccupazioni nell'amministrazione americana a proposito della possibilità che l'Europa possa diventare un rivale degli USA;
- dice che 'anche se Saddam dovesse uscire di scena', le basi nell'Arabia Saudita e nel Kuwait dovranno restare in maniera permanente - nonostante l'opposizione locale tra i regimi dei paesi del Golfo alla presenza di soldati americani - perché 'anche l'Iran potrà dimostrarsi una minaccia pari all'Iraq agli interessi statunitensi';
- invita a creare le 'US Space Forces' ("forze spaziali statunitensi") per dominare lo spazio, e ad assumere il controllo totale del ciberspazio in modo da impedire che i 'nemici' usino internet contro gli Stati Uniti;
- afferma che gli Stati Uniti hanno cercato da decenni di svolgere un ruolo più stabile nella sicurezza regionale del Golfo. Mentre il conflitto irrisolto con l'Iraq fornisce una giustificazione immediata, l'esigenza di avere una sostanziosa presenza delle forze americane nel Golfo va oltre la questione del regime di Saddam Hussein.'
- anche se gli Stati Uniti minacciano la guerra contro l'Iraq per aver sviluppato armi di distruzione di massa, gli USA potrebbero prendere in considerazione, nei prossimi decenni, lo sviluppo di armi biologiche - che pure sono state messe al bando. Il testo dice: 'nuovi metodi di attacco - elettronici, 'non letali', biologici - diventeranno sempre più possibili. .. il combattimento si svolgerà in nuove dimensioni, nello spazio, nel ciberspazio, forse nel mondo dei microbi... forme avanzate di guerra biologica in grado di prendere di mira genotipi specifici potranno trasformare la guerra biologica dal mondo del terrorismo in un'arma politicamente utile';
- il testo prende di mira la Corea del Nord, la Libia, la Siria e l'Iran come regimi pericolosi, e sostiene che la loro esistenza giustifica la creazione di un 'sistema mondiale di comando e di controllo'.
Come si vede, l'amministrazione Bush sta pian piano attuando tutte le azioni teorizzate nei documenti del PNAC.
E sempre ieri sera a Ballarò, il grande Franco Cardini ha detto chiaramente che l'attacco all'Iraq ha poco a che fare con le armi di distruzioni di massa di saddam (che finora non sono state trovate) o con l'abbattimento del suo regime sanguinario oppure con la favoletta della "esportazione della democrazia".
L'attacco all'Iraq è la posa della prima pietra dell'Impero Americano.
Ed io, come europeo, non mi sento affatto tranquillo........




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