Uno struzzo nel piatto
Con mucca pazza, la carne del pennuto prossima regina
Mucca pazza intimorisce gli italiani sul consumo di carne bovina e scatena le proteste (spesso più che legittime) di allevatori e macellai. Sull’argomento siamo a un caos preoccupante. Pur augurandoci che la carne bovina continui a restare nei nostri piatti (fiorentina compresa), qual è la vera alternativa per le tavole nazionali?
Senza ombra di dubbio, lo struzzo. Le carni tradizionali d’uso comune, infatti, per varie ragioni da noi non hanno mai potuto impensierire la supremazia di fettine e costate. Il maiale è a rischio colesterolo, le carni di pollo, tacchino, cavallo, pur segnando netti incrementi di vendita, non hanno mai soddisfatto in pieno il gusto degli italiani.
Coniglio e agnello sono e restano opportunità saltuarie. In queste settimane si fa un gran disquisire delle prelibatezze a base di bufala, bisonte e perfino renna. Ma la diffusione da noi resta bassissima, gli allevamenti scarsi se non inesistenti, e il costo elevato. Lo struzzo, invece, comincia a essere ovunque.
Ai primi allevamenti dell’inizio degli anni ’90 (specie al Sud), se ne sono aggiunti tanti: se ne stimano circa 2mila con oltre 40mila capi. Merito anche della legge che, tre anni fa, ha finalmente consentito la macellazione dando via libera alla nascita di centri specializzati. Perché molti credono nel pennuto superveloce? Perché è facile da allevare e “rende”.
Abbastanza robusto (bassa la mortalità) si adatta bene anche a climi freddi. Mantenuto di solito a terzetti (un maschio, due femmine) richiede un minimo di spazio per muoversi, ma non disturba non emana o cattivi odori e i suoi escrementi non richiedono smaltimento. Si nutre d’erba medica, granturco e mangime, entra in età feconda dal secondo anno e ha una vita media di 50/60. Ogni femmina produce circa 60 uova l’anno, la metà delle quali buone per la procreazione. Utili le uova (maxi frittate assicurate), la pelle e le piume.
Ma soprattutto la carne, molto abbondante in rapporto al suo peso: da un esemplare adulto (90-100 kg) si ricavano anche 40-45 kg di bistecche e altre prelibatezze. Alcuni allevatori si stanno convertendo allo struzzo: quando anche i consumatori avranno completato il salto culturale nell’alimentazione, la carne di struzzo diventerà un fatto quotidiano.




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