Pare che durante la guerra, con l'interesse popolare rivolto all'Iraq e con i "media" che oltre al conflitto pare sappiano occuparsi solo di tempo e maltempo, il ns. governo abbia messo a punto piani e strategie per consolidare una volta per tutte il conflitto d'interessi del premier. Conflitto peraltro gia "cancellato " dalla legge frattini ( il quale ha ricevuto come ricompensa il ruolo di controfigura nel min. degli esteri) "Emergenza Piovra" di Massimo Riva.< Silvio Berlusconi festeggerà fra poco i 700 giorni di governo. Nei primi 100 era stato promesso, anzi garantito, che la largamaggioranza di cdx. avrebbe provveduto a liberare il presidente dalle pesantissime ombre dei conflitti d'interesse che lo assediano in tema d'intreccio fra politica e affari personali. Dapprima quei 100 giorni sono passati invano, poi i ciambellani di corte del cav. hanno avanzato una proposta di legge sulla materia,che è la classica presa in giro perchè di fatto non impone a berlusconi limite alcuno. Insomma, dopo quasi due anni di governo, la questione del conflitto si trascina irrisolta e berlusconi resta libero di usare e abusare del suo ruolo senza remore o vincoli degni di nota. E costui, infatti, ne sta disinvoltamente approfittando in un'impressionante serie di vicende politico-finanziarie. Il caso più clamoroso, anche perchè avvenuto sotto gli occhi di tutti, è quello della RAI. Non solo Berlusconi ha tentato di dettare lui ai presidenti di camera e senato la lista dei consiglieri di ammi.ne della società pubblica concorrente delle sue televisioni ma, rivelatosi impraticabile questo scandaloso sfondone, ha poi fatto fuoco e fiamme per difender un direttore generale della RAI, il cui merito più evidente era quello di essersi dichiarato anima e corpo seguace di forza Italia. Con tanti saluti non dico della piu elementare disciplina del conflitto d'interessi, ma almeno a quel minimo di decenza istituzionale che dovrebbe ispirare chi guida il governo di un paese civile. Meno evidenti, ma non meno sconcertanti, sono altre vicnde economiche nelle quali uomini legati a berlusconi si stano muovendo in diretta o indiretta rappresentanza dei suoi affari privati. Prima fra tutte è quella relativa alla battaglia in corso sul fronte Mediobanca- Assicurazioni Generali, dove il presidente del consiglio è parte non marginale attraverso la sua partecipazione in Mediolanum. E, infatti, tra i protagonisti delle trattative che dovrebbero decidere la sorte di due fra i maggiori centri di potere finanziario del paese ci sono Claudio Sposito ( amministratore delegato della Fininvest) e il "brasseur d'affaires" Tarak Ben Ammar, già fidato compagno di merende del cav. fin dai tempi nel quale questi cercava soci di comodo per le quotazioni in borsa della sua impresa televisiva. Nel frattemo, come se non bastasse, il riassetto progettato da Marco Tronchetti Provera ha offerto un ruolo importante nel gruppo Olivetti Telekom alla società Hopa di Chicco Gnutti, della quale l'onnipresente b. è soio da qualche tempo. Televisione pubblica e privata, credito, assicurazioni, telecomunicazioni: i tentacoi della piovra berlusconiana si allungano prepotenti con il formidabile appoggio di un governo che il cav. guida come indisturbato protettore politico dei suoi interessi personali. Altro che lo stato di emergenza nazionale dichiarato per la guerra in Iraq, il paese è quotidianamente di fronte ad una conclamata emergenza istituzionale impersonata dal'attuale prsidente del consiglio.>




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