Pacifismo di maniera e guerre dimenticate
Comprendo che molti, soprattuto quelli di sinistra, troveranno poco accattivante questo titolo, ma creado che sia arrivato il momento di fare una seria riflessione sull'argomento.
Che i pacifisti abbiano costretto tanti governi alla riflessione questo è un bene, ci mancherebbe altro, la democrazia è fatta essenzialmente di libertà di parola e di stampa, e si regge in quanto è contrapposizione produttiva delle parti.
Ma è anche arrivato il momento di far fare una riflessione a loro, soprattutto alla luce degli avvenimenti odierni, poi ciascuno dirà la sua, aggiungendo o sottraendo punti da ragionare e da discutere.
Proprio in Italia s'è scatenata una guerra, soprattutto d'opinione, poiché viene contrapposto, a mio parere in maniera indebita, valori tra loro non compatibili, quali:
* la pace o la guerra
* Bush o la pace
* Bush o Saddam
tutti tendenti a minimizzare il valore reale che essi hanno proprio alla luce della contrapposione che essi offrono, dato che sembra ovvio a chiunque che la pace sia sempre la cosa da preferire e da desiderare.
Ma esiste tra queste proposizioni - le possiamo chiamare anche così - un nesso logico che le lega in maniera da ottenere un ragionamanto di tipo sillogistico, tale che ha fatto scatenare le più aspre battaglie in seno all'opinione pubblica italiana, poiché il problema si è spostato dall'avvenimento in sè ad argomenti di carattere generale, senza che vi fosse tra loro un reale legame, ma a produrre solo ed un unico ragionamento:
tutto ciò che in questa guerra è contro di essa va bene ed è da condannare indipendentemente dalle conseguenze e dalle rivendicazione delle parti in causa.
Difficile dunque tentare di rintracciare le direttrici che dovrebbero stare alla base di qualsiasi ragionamento su tali problemi:
l'assunto genreale, e a questo punto anche gnerico, s'impone senza che vi sia una reale correlazione, impedendo la scambio di di idee fra gli italiani e quindi la correttezza delle decisione che si dovrebbero prendere al riguardo.
Quindi qui si tratta di rifondare tutto quanto deve essere discusso partendo da ciò che è da assumere come valido, e ciò che da escludere, poiché qui si parla di azioni umane, non di azioni consacrate di santi.
Un problema importante è questo:
perché non adottare la stessa strategia per tutti i paesi in guerra, ogni qualvolta si presenta il medesimo contrasto ?
Giorgio
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