Tratto da "Un'ortografia pro totu su sardu" di M. Puddu
La LSU è una lingua di riferimento, una lingua modello, basata sull'analisi delle varianti locali del sardo.
Nella selezione del modello, è stato preso in esame tutto il sardo nel suo complesso, senza stabilire confini o preferenze. ogni variante e ogni fenomeno fonetico diverso dagli altri è stato considerato con attenzione, in vista della scelta del modello.
Il risultato è una lingua naturale "elaborata" tramite correttivi e compensazioni, "mediata" attraverso la ricerca della massima coerenza e ampiezza d'uso, più sistematica rispetto alla tradizione letteraria e alle singole varianti locali, più irregolari.
La LSu si presenta quindi come una lingua sovraordinata, rappresentativa delle varianti locali, che comunque continuano a svolgere appieno il loro ruolo di strumenti di comunicazione locali e comunitari.
La LSU convive con esse ma si candida ad essere un sistema di comunicazione di uso più ampio e generale, la lingua per gli usi formali, nell'amministrazione, nella radio e tv, nei quotidiani, nelle scuole, nel commercio e nel turismo, nell'economia.
La LSU può essere pronunciata, da chi l'apprende per la prima volta e non ha una variante locale di riferimento o appartenenza, secondo una pronuncia tipo. Per chi parla invece il sardo correttamente, la LSU può essere resa secondo la pronuncia della variante locale di appartenenza.
Ora io mi chiedo quando può essere "naturale" una lingua studiata a tavolino.




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