da Radio Citta' aperta
L'amministrazione USA ha incontrato alcuni mercanti d'arte.
Un'associazione indicata come ACCP (American Council Cultural Policy) ha
incontrato i rappresentanti del Ministero della Difesa americano.
La notizia, di per sè banale, appare meno banale se si pensa che l'incontro
è avvenuto PRIMA dell'azione militare.
L'ACCP si è incaricato di "tutelare" i beni archeologici "iracheni" con la
benedizione della Difesa.
for Cultural Policy
Lo ACCP è composto in realtà da un gruppo di influenti mercanti d'arte degli
Stati Uniti. E forse non è un caso che il "tesoriere" dello ACCP sia di origine
ebrea. William Perlstein fa sapere di considerare "ritenzioniste" le "leggi
irachene" (quali leggi? Quale Iraq? Quale Governo è retenzionista ? - n.d.r. ).
Perlstein ha aggiunto di sperare in un "miglioramento" nel periodo
"post-bellico" che agevoli l'esportazione di beni artistici negli Stati Uniti.
In tempi più lontani, con la guerra del Golfo, lo ACCP aveva condotto una
campagna per convincere il Governo USA a far approvare l'Implementation Act allo
scopo di minimizzare gli sforzi delle altre nazioni che avevano lo proprio lo
scopo di impedire l'importazione di antichità negli Stati Uniti.
L'incontro tra ACCP e Difesa ha allarmato scienziati e archeologi. Molti
temono l'esistenza di un piano segreto per permettere alle autorità americane di
abolire ogni restrizione e accaparrarsi i beni presenti in Iraq, soprattutto
dopo il "vittorioso" intervento.
Lord Renfrew, massimo espero d'archeologia non esita a dire che questa
eventualità sarebbe catastrofica. Ricorda che l'Iraq ha offerto in passato ogni
possibile tutela del proprio patrimonio. Per Renfrew, ogni "variazione
avventurosa" sarebbe una catastrofe.
L'eventualità di qualche mossa in questo senso sgomenta anche l'Istituto
Americano per l'Archeologia. Secondo il suoi dirigenti, indebolire
arbitrariamente le leggi irachene in materia di tutela archeologia aggiungerebbe
un ulteriore affronto alla devastazione già compiuta.
L'Istituto ammette anche di non avere eccessive speranze sul rispetto delle
leggi da parte dell'ACCP. Senza meno, lo scopo dell'Associazione è quello di
agevolare le importazioni di antichità irachene negli Stati Uniti.
L'AIA teme che sarà un disastro.
Una parte dei tesori già in possesso dall'Associazione è di provenienza
nazista. Intanto, tutto ciò che non era stato distrutto in Iraq è sparito.
Gli oggetti interi rinvenuti tra i vetri frantumati del Museo, sono stati
asportati. Il passato dell'Iraq è stato ridotto a zero.
Bianca Cerri




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