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Discussione: parole

  1. #11
    agitatore elettronico
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    Caro Shardana,

    prendo due spunti dal tuo intervento:

    1. Hai pienamente ragione, a mio avviso, quando affermi che una lotta comunitaria/nazionalitaria ha senso ed è emancipatrice solo se si coniuga alla lotta (di classe) per la liberazione sociale, e in quanto tale assume valore universale. Questo, mi pare, è sempre stato chiaro nei nostri scritti.

    2. Sui termini che usi, cioè "democrazia borghese" e "compradora", ho molti dubbi. Siamo sicuri che esista un qualcosa chiamato "borghesia" oggi? In termini ampi, culturali e non solo politici, direi che la borghesia europea, vera origine storica del capitalismo come lo conosciamo, e dell'imperialismo, non esiste più. Oggi esistono altre classi dominanti, e altri dominati.
    In sintesi, oggi i dominanti mi sembrano le oligarchie imprenditorial/finanziarie e militar/industriali, specie nei loro ruoli di "agenti strategici" d'impresa (magari senza pacchetto azionario ma in grado di "azionare le leve di comando" per dirigere il conflitto verso l'esterno). Il loro dominio è tale da fungere da "calamita" per le classi medie "manageriali" e per i vari "ripetitori" mediatici della loro esaltazione di "democrazia", "mercato", "cultura" americana etc.

    I dominati sono altresì diversi dai proletari dell'8-900. Si va dai "ceti medi" (sempre a rischio pauperizzazione) ai salariati veri e propri e alla "classe esclusa" dei cronicamente disoccupati.

    Per concludere, parlerei di "democrazia oligarchica", più che "borghese", e di alternativa nazionalitaria/libertaria fondata sull'autogoverno e l'autogestione (cioè sulla democrazia diretta in campo politico ed economico). Il tutto -sia chiaro- in prima approssimazione.

    Politikon

  2. #12
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    Originally posted by Politikon
    Caro Shardana,

    prendo due spunti dal tuo intervento:

    1. Hai pienamente ragione, a mio avviso, quando affermi che una lotta comunitaria/nazionalitaria ha senso ed è emancipatrice solo se si coniuga alla lotta (di classe) per la liberazione sociale, e in quanto tale assume valore universale. Questo, mi pare, è sempre stato chiaro nei nostri scritti.

    2. Sui termini che usi, cioè "democrazia borghese" e "compradora", ho molti dubbi. Siamo sicuri che esista un qualcosa chiamato "borghesia" oggi? In termini ampi, culturali e non solo politici, direi che la borghesia europea, vera origine storica del capitalismo come lo conosciamo, e dell'imperialismo, non esiste più. Oggi esistono altre classi dominanti, e altri dominati.
    In sintesi, oggi i dominanti mi sembrano le oligarchie imprenditorial/finanziarie e militar/industriali, specie nei loro ruoli di "agenti strategici" d'impresa (magari senza pacchetto azionario ma in grado di "azionare le leve di comando" per dirigere il conflitto verso l'esterno). Il loro dominio è tale da fungere da "calamita" per le classi medie "manageriali" e per i vari "ripetitori" mediatici della loro esaltazione di "democrazia", "mercato", "cultura" americana etc.

    I dominati sono altresì diversi dai proletari dell'8-900. Si va dai "ceti medi" (sempre a rischio pauperizzazione) ai salariati veri e propri e alla "classe esclusa" dei cronicamente disoccupati.

    Per concludere, parlerei di "democrazia oligarchica", più che "borghese", e di alternativa nazionalitaria/libertaria fondata sull'autogoverno e l'autogestione (cioè sulla democrazia diretta in campo politico ed economico). Il tutto -sia chiaro- in prima approssimazione.

    Politikon
    Caro Politikon,

    Per ciò che riguarda il punto (1): infatti non ho mai messo in dubbio che questo aspetto sia stato da voi ampiamente chiarito, con spunti veramente innovativi.


    Per ciò che riguarda il punto (2): in quanto ho scritto sopra ho parlato volutamente e chiarmente di "ridefinizione" per ciò che riguarda la "composizione" sociale delle classi.
    E se questo vale per la/le classe/i oppressa/e, vale chiaramente anche per la/le classe/i che opprime/opprimono.
    Mi sembra chiaro.
    Ciò non di meno, dovrai convenire con me sul fatto che, a ciò che tu chiami "oligarchie imprenditorial/finanziarie e militar/industriali", segue in concatenazione un vasto circuito sociale, politico e oggi financo culturale che rappresenta l'humus o la conseguenza(è indifferente assodare ora quest'aspetto) di tali oligarchie.
    Una "componente" presente in ogni "società" che detiene le leve del potere economico, politico e culturale: una classe appunto "borghese comprador", nazionale e transnazionale che detta le regole per tutelare i propri interessi.
    E questo facendo, raggiunge sempre di più, ribadisco soprattutto dopo questa guerra, una piena consapevolezza del proprio ruolo.
    E' un rimescolamento da cui stanno traendo forma gli elementi, le forze che da sempre regolano la vita umana.
    Ritengo che la definizione "borghesia comprador" sia ancora valida, in un senso (ripeto) "ampio e traslato", cioè "ricostruito" sulla base delle reali tensioni del vissuto sociale.
    E' chiaro anche che in paesi "semi-coloniali o dipendenti" come la Sardigna questo fenomeno abbia delle caratteristiche più evidenti e in ogni caso "radicali" rispetto ad un tessuto economicamente più progredito.
    Capisco che l'abuso fatto in un passato recente di certi termini possa generare confusione, ma stiamo attenti a non gettare via il bimbo con l'acqua sporca....
    PRO SA REPUBRICA DEMOCRATICA SARDA
    FINTZAS A SA BINCHIDA, SEMPER!

  3. #13
    agitatore elettronico
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    Originally posted by Shardana Ruju

    E' chiaro anche che in paesi "semi-coloniali o dipendenti" come la Sardigna questo fenomeno abbia delle caratteristiche più evidenti e in ogni caso "radicali" rispetto ad un tessuto economicamente più progredito.
    A questo proposito, non per cambiare discorso ma per approfondire, ritengo che il livello di sensibilizzazione della gran parte degli italiani riguardo il fatto che esista un popolo sardo (la cui lingua è oggetto di studi filologici) è pressoché nullo. In una prospettiva anticapitalista e al contempo indentitaria/nazionalitaria, credo sarebbe ora di illustrare la situazione a cui ti riferisci, e in particolare a un fatto che accomuna profondamente noialtri "continentali" a voi sardi: il fatto di essere una sorta di portaerei americana nel Mediterraneo, avamposto per le "punizioni" inflitte agli Stati non allineati al "Washington consensus" come la Serbia, la Libia etc.
    E questo -ahimé- la cosiddetta "sinistra antagonista" non lo fa praticamente mai.

 

 
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