Il nemico è l'Euro di Rafael Poch De Feliu, La Vanguardia, Spagna.
> >
> >Apparso su "Internazionale" n. 482, 4 aprile2003
> >
> >
> >Ormai è sempre più chiaro che la gente comune è a favore della pace. Ma
> >come si spiega che, dopo aver collaborato attivamente o applaudito tre
> >campagne militari negli ultimi tredici anni (Iraq, Jugoslavia e
> >Afghanistan), il nucleo fondante dell'Unione Europea si oppone adesso
alla
> >guerra contro l'Iraq? Cosa rende "pacifisti" i finanzieri di Francoforte,
e
> >perché gli editorialisti dell'Economist non vedono troppo di buon occhio
la
> >guerra di Bush? La risposta, forse, è che siamo di fronte a un braccio di
> >ferro cruciale, e molto significativo, tra il dollaro e l'euro.
> >
> >Maggio 2001
> >
> >Javier Solana, "ministro degli esteri" dell'Unione, visita Mosca per il
> >vertice tecnico Russia - Ue. Il risultato principale dell'incontro è la
> >creazione di un gruppo misto per valutare la possibilità che il commercio
> >bilaterale tra i due paesi si faccia in euro anziché in dollari. Il 40
per
> >cento degli scambi commerciali russi avviene con l'Unione europea (l'8
per
> >cento con gli Stati Uniti) e il grosso degli affari riguarda gas e
> >petrolio. Un terzo dei carburanti consumati in Europa proviene dalla
Russia
> >e nei prossimi anni la percentuale crescerà almeno del 10 per cento.
Solana
> >è raggiante. Mancano otto mesi perché la moneta europea sia nelle tasche
> >della gente, spiega. Quando accadrà "ci saranno sorprese positive".
Solana
> >cita "cambiamenti nel mondo del petrolio" che renderanno possibile il
> >passaggio russo all'euro e l'abbandono del dollaro. In tutto il mondo il
> >petrolio si compra e si vende in dollari, ma la metà delle esportazioni
di
> >gas russo si realizza ormai in euro e una situazione analoga si ha con il
> >legno. "L'Iraq commercia già petrolio in euro, e presto lo faranno anche
> >Algeria e Libia", dice Solana.Effettivamente l'Iraq era passato all'euro
> >nel novembre del 2000. All'inizio era stato un cattivo affare perché
allora
> >l'euro valeva ottanta centesimi di dollaro e il cambiamento aveva causato
> >perdite milionarie all'Iraq, ma era dettato da considerazioni politiche.
> >Radio Liberty, il vecchio strumento di propaganda della Cia nel blocco
> >sovietico, spiegò così la notizia quel giorno: "Il passaggio di Baghdad
dal
> >dollaro all'euro per il commercio del suo petrolio è un tentativo di
punire
> >la linea dura di Washington sulle sanzioni e sollecitare gli europei a
> >sfidarla".
> >
> >Gennaio 2002
> >
> >Romano Prodi, Presidente della Commissione europea, massima autorità
> >dell'Ue, presenta l'euro alla borsa di New York, capitale mondiale del
> >dollaro. L'evento è accolto da un clima ostile. La stampa statunitense
> >glissa sull'argomento. Il direttore della borsa non partecipa alla
> >presentazione "perché è malato". Gli Stati Uniti non prendono l'euro sul
> >serio? Al contrario, lo prendono molto sul serio. Sono altri i paesi che
lo
> >sottovalutano, per esempio la Spagna. Sulla stampa iberica l'arrivo
> >dell'euro si riduce a una serie di aneddoti sull'uso popolare della
moneta
> >e i pasticci con il cambio.A Mosca, al contrario, in un paese che ha
molti
> >problemi e difetti ma ha anche una certa abitudine al pensiero globale,
si
> >riflette sulle conseguenze dell'introduzione dell'euro nei rapporti di
> >forza globali. L'opinione competente dell'economista catalano Fabiàn
Estapé
> >è questa: "Crederò nell'euro il giorno in cui il commercio del petrolio
si
> >farà in euro". E aggiunge: "Aprire una breccia che sostituisca il dollaro
> >nelle operazioni energetiche è qualcosa di serio e carico di
implicazioni.
> >Gli statunitensi sanno di che si tratta e saranno implacabili, come
sempre
> >quando si tratta di denaro e di concorrenti". E questa è l'opinione di
due
> >esperti russi: "E' più che probabile che gli Stati Uniti usino i grandi
> >mezzi di cui dispongono, compresi quelli extraeconomici, per impedire un
> >passaggio massiccio dall'uso del dollaro a quello dell'euro", dice Olga
> >Butorina, dell'istituto europeo dell'accademia delle scienze.
> >L'"indebolimento della zona euro", senza risparmiare sui mezzi per farlo,
> >sarà una delle linee guida della politica americana e, addirittura, "la
> >condizione strategica per la sopravvivenza degli Stati Uniti come leader
> >geopolitico mondiale", pronostica Mikhail Deliaghin, direttore
> >dell'istituto per i problemi della globalizzazione, a Mosca.La guerra
> >all'Iraq fa parte di questa reazione (una reazione da vero "stato
> >canaglia") e per questo è inaccettabile per l'Unione europea.
> >