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Discussione: Una nuova stella

  1. #21
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    Originally posted by ilariamaria
    come ti ho già detto nebbia, io non ho il potere di appoggiare o non appoggiare l'america, e così anche gli altri... non capisco perchè prendertela con noi...

    esattamente nebbia, ila ha ragione, neanche io avrei voluto la guerra neanche io condivido la politica estera interventista americana...e nemmeno molti dentro la lega la condividono, però mettersi contro il governo e contro gli usa insieme a saddam in questo momento per la lega, avrebbe significato un tracollo elettorale notevole.
    e non sarebbe ASSOLUTAMENTE servito a nulla.
    non hanno bloccato la guerra milioni di pacifisti, non c'è l'ha fatta la francia insieme alla germania alla cina e alla russia...cosa volevi che facesse Bossi...
    intanto lo vedi che anche lui la pensa come noi sugli usa per un semplice motivo, che tutti possono dire la loro opinione contraria come oneto o come busi senza che venga impedito loro.

    un consiglio...tranquillizzati, non pensare al medioriente, pensa al tuo territorio! pensiamo di più alle cose semplici, a risolvere i problemi nei nostri comuni nei nostri paesi, e meno alla geopolitica!

  2. #22
    Mjollnir
    Ospite

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    Cari amici etnonazionalisti
    se permettete dico sinteticamente la mia su alcuni temi toccati qui e là nel 3d:

    1- LA PADANIA E/O L'EUROPA
    Non condivido la linea di "prudenza" o di "astensione" di Ilariamaria, nel senso di non occuparsi di politica estera o anche solo di rimandare o subordinare tali questioni al concreto immediato della devolution/autonomia dallo Stato centrale.
    Per un semplicissimo motivo: non è pensabile una Padania autonoma se non integrata in una nuova Europa riorganizzata su basi federali e comunitarie. Le 2 realtà sono talmente legate che, quand'anche si riuscisse a raggiungere la meta di una Padania autonoma, essa durerebbe in questa "autonomia" 2 settimane se lasciata a se stessa nell'oceano turbolento della globalizzazione. L'Europa ha bisogno per risolllevarsi dei popoli che la compongono, ma questi popoli, ognuno considerato per sè, ha bisogno dell'insieme per potersi affermare concretamente e sperare di autoconservarsi.

    Da questo segue che essere antiamericani e antioccidentali oggi non significa tanto essere pacifisti o comunisti o filoislamici; bisogna anzi lottare contro i disegni di egemonia occidentale-anglosassone quanto + si è localisti ed euro-patrioti. Opporsi alla guerra contro l'Irak era necessario, ancor prima che per il rispetto del diritto internazionale o semplice solidarietà ad un popolo indifeso ed aggredito, perchè questa guerra non è stata altro che l'ultimo atto di una guerra strisciante contro l'Europa e, quindi, contro i popoli che la compongono.

    2- PROPAGANDA E CONSENSO

    Qui mi sembra di percepire anche un pò di "disfattismo". Se uno pensa che non serva a nulla fare politica in tutti i modi ed i canali a disposizione, beh allora non faccia nulla ma poi non si lamenti dello status quo. Nella fattispecie, non è affatto vero che la pressione dell'opinione pubblica di mezzo mondo non sia servita a niente; certo, gli americani hanno cmq aggredito l'Iraq, ma perchè questo non succedesse era necessario che o l'Iraq avesse davvero le fantomatiche armi, oppure che qualcuno dichiarasse guerra agli Usa. Scenario ovviamente improbabile. Tuttavia si può dire che il vero Asse del Male (Washington-Londra-Tel Aviv) ha perso almeno su un fronte, quello della propaganda. Non sono infatti riusciti a imporre l'idea fondamentale della legittimità di questa guerra, perciò essa è apparsa a sempre + persone per quello che è, una proditoria e scandalosa aggressione. E, quel che è + importante, la propaganda atlantica ha fatto acqua soprattutto nella "vecchia Europa", il che pone i presupposti affinchè sempre + persone ed ambienti aprano gli occhi sulla situazione.

    3- COMUNISMO E IDEOLOGIE

    Halexandra ha ragione su un punto: fa un pò specie utilizzare sempre + frequentemente fonti e materiali marcatamente da sx per condurre battaglie politiche, come se non si avessero delle prospettive autonome sulle questioni. Poi questo non toglie che possa esservi anche qualche comunista intelligente che dice cose condivisibili. Ma è certo che:

    a) l'antiamericanismo che può provenire dalle varie sinistre è certamente di natura molto diversa da quello dei localisti identitari o della destra radicale;

    b) proprio per questo motivo, mentre mi sembra improbabile il rischio di confondersi con le zecche, è anche naturale che la sintonia o l'utilità si limiti alla fase destruens. In ciò hanno ragione Larth e Ludovico

    Poi il discorso dell'anticomunismo in generale può essere condivisibile, perchè in fondo il comunismo è stata l'ideologia + criminogena della storia, non ha avuto una sua Norimberga e ci sono in giro ancora tanti comunisti sopravvissuti a loro stessi.
    Tuttavia direi che nell'agenda politica non è questa la priorità principale, mentre è condivisibile come esigenza di coerenza politica e rigore etico.

    Ciao a tutti

  3. #23
    ilariamaria
    Ospite

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    Originally posted by Mjollnir

    1- LA PADANIA E/O L'EUROPA
    Non condivido la linea di "prudenza" o di "astensione" di Ilariamaria, nel senso di non occuparsi di politica estera o anche solo di rimandare o subordinare tali questioni al concreto immediato della devolution/autonomia dallo Stato centrale.
    Per un semplicissimo motivo: non è pensabile una Padania autonoma se non integrata in una nuova Europa riorganizzata su basi federali e comunitarie. Le 2 realtà sono talmente legate che, quand'anche si riuscisse a raggiungere la meta di una Padania autonoma, essa durerebbe in questa "autonomia" 2 settimane se lasciata a se stessa nell'oceano turbolento della globalizzazione. L'Europa ha bisogno per risolllevarsi dei popoli che la compongono, ma questi popoli, ognuno considerato per sè, ha bisogno dell'insieme per potersi affermare concretamente e sperare di autoconservarsi.
    veramente, io non ho parlato di rapporti fra Padania ed Europa, ma di quelli fra Padania, Europa e Stati Uniti. Ho detto che preferirei evitare che gli stati uniti utilizzino l' Europa come merce di scambio per avere il petrolio del mondo arabo, e che per evitare questo rischio è meglio creare una legame tale con gli stati uniti per cui l'invasione islamica dell'Europa non possa essere nel loro interesse . A meno che , appunto, non si abbiano abbastanza armi e tecnologia da scoraggiare gli stati uniti con la forza ( e non mi risulta che l'europa sia così bene armata)

    Da questo segue che essere antiamericani e antioccidentali oggi non significa tanto essere pacifisti o comunisti o filoislamici; bisogna anzi lottare contro i disegni di egemonia occidentale-anglosassone quanto + si è localisti ed euro-patrioti. Opporsi alla guerra contro l'Irak era necessario, ancor prima che per il rispetto del diritto internazionale o semplice solidarietà ad un popolo indifeso ed aggredito, perchè questa guerra non è stata altro che l'ultimo atto di una guerra strisciante contro l'Europa e, quindi, contro i popoli che la compongono.
    scusa, posso capire l'essere antiamericani... ma l'essere antioccidentali???? cioè dovremmo essere contro noi stessi?

    2- PROPAGANDA E CONSENSO

    ...Nella fattispecie, non è affatto vero che la pressione dell'opinione pubblica di mezzo mondo non sia servita a niente; certo, gli americani hanno cmq aggredito l'Iraq, ma perchè questo non succedesse era necessario che o l'Iraq avesse davvero le fantomatiche armi, oppure che qualcuno dichiarasse guerra agli Usa. Scenario ovviamente improbabile. Tuttavia si può dire che il vero Asse del Male (Washington-Londra-Tel Aviv) ha perso almeno su un fronte, quello della propaganda. Non sono infatti riusciti a imporre l'idea fondamentale della legittimità di questa guerra, perciò essa è apparsa a sempre + persone per quello che è, una proditoria e scandalosa aggressione. E, quel che è + importante, la propaganda atlantica ha fatto acqua soprattutto nella "vecchia Europa", il che pone i presupposti affinchè sempre + persone ed ambienti aprano gli occhi sulla situazione.
    è vero, la maggioranza dell'opinione pubblica in Europa non ha accettato le giustificazioni americane a questa guerra, ma c'era Chirac a tirare il carretto e nessun'altra nazione l'ha approvata. Ti ricordo che gli Stati uniti hanno fatto questa guerra contro il parere dell'Onu. Era abbastanza ovvio che l'opinione pubblica fosse molto contraria, in questo caso. Neppure l'itlaia che è stato il paese più "diplomatico" ha votato a favore degli stati uniti. Si parla infatti di ricucire i rapporti, ora...

    vedi che invece con i bombardamenti in Serbia c'erano ben poche persone che fossero contrarie, oltre ai leghisti. La propaganda l'aveva fatta passare per una guerra per salvare il kossovo...
    potenza della tv e della propaganda...

    in america invece sono tutti convinti che bush sia il salvatore dello loro patria, colui che ha distrutto le fabbriche di antrace e via dicendo...
    perciò non c'è stata una vittoria della opinione pubblica, ma semplicente della propaganda contro la guerra americana, anche se non pesantissima, che ha dato i suoi frutti.

    non che io rinunci a fare politica, mi pare il contrario, ma semplicemtente non ho il potere di impedire qualcosa agli stati uniti, e vorrei che nebbia se ne rendesse conto.

  4. #24
    Mjollnir
    Ospite

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    Creare legami con gli USA ? Ma neanche per sogno, Ilaria...i legami ci sono gia`, ma vanno recisi. E senza esitazione. Non ci si puo' illudere con equilibrismi o tatticismi di questo tipo. Gli americani sanno che il principale pericolo per la loro egemonia potremmo essere noi ; il loro interesse e` quindi che l'Europa non diventi mai un soggetto politico unitario ed autonomo.
    D'altro canto ogni patriota europeo non puo`non riconoscere che l'America rimane nonostante tutto il principale vettore dell'occidentalizzazione (che della vera civilta' europea e` la negazione), e quindi la principale minaccia alle specificita` e alla multiformita` del Vecchio Contintente.
    L'antagonismo e` gia` nei fatti, ma e` asimmetrico, perche` l'Europa non ha ancora coscienza di se` stessa. Ed e` solo per questo che qualcuno qui puo' fare confusione e ritenersi "occidentale". Basterebbe pero` riflettere sul fatto che anche Giapponesi, Israeliani, Turchi sono tali a pieno titolo, e che chiunque puo` esserlo in potenza, per capire che l'Occidente e` una sovrastruttura ideologica fondata sui caratteri + esteriori e materialistici delle societa`, ma alla quale non corrisponde alcuna identita` profonda.

  5. #25
    ilariamaria
    Ospite

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    va bene

    E' vero l'Europa non ha coscienza di sè, ma se si tagliano i ponti con gli stati uniti, non ci sarà nulla che potrà fermarli dal fare quello scambio con il mondo arabo.

    Io preferirei convincere gli stati uniti che non gli conviene farlo, perchè non credo che l'Europa saprebbe difendersi, nel caso che ho prospettato: basta vedere come ha reagito fin'ora ad una vera e propria invasione e al bombardamento della Serbia. Che non è in grado di difendersi, l'europa lo ha dimostrato. Sempre ammesso che io abbia ragione, cosa di cui non sono troppo sicura, cioè che gli americani potrebbero utilizzare l'Europa come merce di scambio con il mondo arabo, per me la cosa più intelligente è cercare di mettere le cose in modo in cui gli stati uniti ci perdano, se l'europa entra nell'influenza del mondo arabo.Quindi è meglio rinsaldare tanti , ma tanti rapporti commerciali, che poi si possa minacciare di scindere nel caso in cui il governo americano non si comporti nel modo che desiderano i suoi finanziatori.

 

 
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