di George Monbiot
Mentre si danno da fare per giustificare la loro invasione, gli USA si preparano ad usare armi proibite in Iraq
Quando Saddam Hussein ha testardamente fallito nell'accogliere con armi chimiche le truppe americane al loro arrivo in Iraq, privandoli di una giustificazione retrospettiva per questa guerra, i generali americani hanno spiegato che egli lo fara' non appena verra' attraversata la "linea rossa" attorno Baghdad. Arrivato a quel punto, il dittatore disperato usera' tutte le armi che possiede.
Beh, a quanto pare la linea rossa e' stata attraversata e riattraversata, e non vi e' stato il piu' piccolo uso di gas mustard o di VX.
Le squadre speciali inviate in Iraq con il compito di cercare le presunte armi irachene di distruzione di massa non hanno ancora trovato prove della loro esistenza nei 12 siti identificati dal Pentagono e che essi hanno esaminato. Come Newsweek ha rivelato in febbraio, deve esserci una ragione per tutto cio': nel 1995, il generale Hussein Kamal, il traditore la cui testimonianza e' stata usata come giustificazione per l'invasione da George Bush, Tony Blair e Colin Powell, racconto' alle NU che le forze armate irachene, agendo su sue istruzioni, avevano distrutto le ultime munizioni proibite. Ma il loro dispiegamento in Iraq sembra imminente, dal momento che gli americani sembrano determinati a sperimentarle sul campo, semmai dovessero avere "problemi".
Le armi chimiche possono voltare l'angolo, passare attraverso le fessure delle porte, impregnare inesorabilmente un palazzo o un campo di battaglia. Possono uccidere o paralizzare la materia biologica senza intaccare le infrastrutture. Sono le armi che possono raggiungere cio' che le altre armi non raggiungono. Sono anche tra i piu' terrificanti strumenti di guerra e, ad un esercito d'occupazione che cerchi di non alienarsi la gente del posto o l'opinione pubblica mondiale, sembrano fornire l'opportunita' per "liberarsi" dei combattenti senza uccidere troppi civili.
Questo, a giudicare dagli ordini presidenziali e da una serie di dichiarazioni recenti, sembra essere il metodo scelto dagli USA quando i metodi convenzionali per completare l'occupazione di Baghdad siano esauriti. Fa senza dubbio sensazione fino a che non vengano presi in considerazione due inconvenienti. L'uso di queste sostanze farebbe a pezzi le convenzioni designate a controllarlo; il fine di questa guerra, almeno cosi' ci e' stato detto fino alla nausea, e' prevenire l'uso di sostanze chimiche.
La settimana scorsa Bush ha autorizzato l'uso di lacrimogeni, in Iraq, da parte delle truppe USA. Cio' gli e' consentito in base ad un ordine esecutivo pubblicato nel 1975 da Gerald Ford, piu' importante, negli USA, del Protocollo di Ginevra sulle armi chimiche. Cio' puo' impedire l'impeachment di Bush negli USA, ma non ha valore nella legge internazionale.
La convenzione sulle armi chimiche, promossa da Bush padre e ratificata dagli USA nel 1997, insiste sul fatto che "ogni parte conviene nel non usare sostanze per il controllo delle rivolte come metodo di guerra". I gas lacrimogeni, lo spray causticante ed altri inabilitanti chimici possono essere legalmente usati sul proprio territorio per motivi di ordine pubblico. Non possono essere utilizzati in un altro paese per controllare e piegare il nemico.
Negli ultimi due mesi, i dirigenti USA hanno cercato di svincolarsi da questa costrizione. A febbraio, il ministro della difesa Donald Rumsfeld, di fronte alla Commissione Difesa del Congresso, dichiaro' che "ci sono occasioni in cui l'uso di agenti chimici anti-sommossa non letali sono perfettamente appropriati". Rumsfeld rivelo' inoltre che lui e Richard Myers stavano cercando di "ammodernare le regole d'impiego di armi chimiche in Iraq".
Rumsfeld, ex capo dell'esecutivo della GD Searle, una delle aziende farmaceutiche piu' grandi degli USA, non e' mai stato entusiasta della Convenzione sulle armi chimiche. Nel 1997, mentre il Senato si preparava a ratificare il trattato, dichiarava alla sua commissione sulle relazioni estere che la convenzione "avrebbe imposto un fardello costoso e complicato all'industria USA".
Enumerando la serie di profezie auto-appaganti con cui da allora siamo costretti a convivere, Rumsfeld sostenne che essa non era "realistica", dal momento che il "disarmo globale" non era una prospettiva verosimile. Dick Cheney, l'attuale vice-presidente, chiese alla commissione di annotare la sua "forte opposizione" alla ratifica.
Il mese scorso Victoria Clarke, assistente segretaria al ministero di Donald il chimico, scrisse all'Independent on Sunday, confermando la decisione di usare in Iraq gli agenti chimici per il controllo dei disordini e dichiarando, senza fornire alcuna prova, che il loro uso sarebbe legale. La scorsa settimana, l'US Marine Corps ha dichiarato all'Asia Times che il gas CD ed alcuni urticanti sono gia' stati trasportati nel Golfo. Sembra che il governo USA sia impaziente di commettere crimini di guerra in Iraq.
Ma, dal momento che l'intera guerra viola la legge internazionale, cosa importa? Importa, invece, per tre ragioni. La piu' immediata e' che non esiste un'arma chimica non letale. I gas che a piccole dosi ed in luoghi ben ventilati sono solamente immobilizzanti, uccidono se iniettati in stanze chiuse, come hanno sperimentato le forze speciali russe ad ottobre, quando hanno ucciso 128 dei 700 ostaggi che si supponeva volessero liberare da un teatro di Mosca. E' stato impossibile erogare una dose sufficiente ad immobilizzare i combattenti senza uccidere, al tempo stesso, anche alcuni degli ostaggi.
La seconda ragione e' che tale uso potrebbe indurre i paesi che Bush minaccia a sviluppare i loro arsenali chimici: se gli USA non combattono secondo le regole, perche' dovrebbero farlo gli altri?
La terza ragione e' che l'uso del gas in Iraq potrebbe servire, agli occhi dei cittadini americani, per "legittimare" in un certo senso il programma americano di sviluppo di armi chimiche proibite. Come ha documentato il gruppo di ricerca sulle armi USA Sunshine Project, il dipartimento della difesa e l'esercito stanno sperimentando armi chimiche che causano dolore, paura, convulsioni, allucinazioni ed incoscienza. Tra le sostanze che stanno sperimentando vi e' il fentanile, l'elemento che trasformo' il teatro moscovita in una camera a gas.
Dal marzo 2002, il "direttivo sulle armi chimiche non letali" sta addestrando i marines all'uso di armi chimiche. Queste attivita' violano tutte le convenzioni.
L'uso di armi chimiche a Baghdad potrebbe essere l'occasione per distruggere definitivamente i trattati destinati a controllarle e cio', appare evidente, sarebbe un altro passo verso la demolizione della legge internazionale e il consolidamento di un'era sanguinosa e brutale, in cui il potere e' libero dalle nozioni universali di diritto.
Le armi chimiche sono armi terroristiche. Usandole, come ha gia' fatto in passato, l'America non fa altro che demolire l'ultima barriera che vi e' tra essa e gli uomini che ci chiede di aborrire.




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