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Discussione: Unabomber ?

  1. #1
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    Question Unabomber ?

    http://www.criminal.it/criminali/una..._unabomber.htm
    E' da sette anni che, soprattutto nelle zone di confine tra le regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, che "Unabomber" colpisce con ordigni lasciati in ogni dove. Tubi esplosi o inesplosi sono stati trovati ovunque. Per il momento gli episodi accertati sono 23 dal 1993 ad oggi, e tutti nelle province di Prodenone (11 casi), Venezia (7 casi) e Udine

    GLI EPISODI
    Attualmente si sospettano almeno23 episodi, dal '93 ad oggi, avvenuti in 14 località diverse, interessanti le province di Pordenone (11 casi), Venezia (7) e Udine (5); con l'esplosione di Cordignano (ma l'ordigno è stato lasciato a Portogruaro nel Veneziano) adesso è interessata anche la Marca trevigiana. Ecco le città ove è apparso unabomber . APordenone: nel capoluogo (3), Sacile, Aviano, Azzano Decimo (2), Claut, Bannia di Fiume Veneto, Poincicco di Zoppola, San Vito al Tagliamento. A Venezia: Portogruaro(3), San Stino di Livenza (2), Bibione (2). A Udine: Aquileia(2), Latisana, Lignano (2).

    I LUOGHI.
    Unabomber colpisce all'aperto in 21 casi, 19 dei quali di pubblico passaggio, 2 in una proprietà privata. Soltanto due volte colloca gli ordigni al chiuso (Ipermercato di Portogruaro). Ecco i luoghi preferitiubblica via (6 volte),cabina telefonica (5),siepe (5),spiaggia (3),podere (2),supermercato (2).

    I TEMPI.
    La ricorrenza dei giorni non feriali (ma anche il sabato, segno che il nostro uomo ha tempo da impiegare e libertà di azione nei weekend) era una certezza fino al ritorno in scena della scorsa estate.
    8 dicembre '93 Festa dell'Immacolata;
    domenica 21 agosto '94 ( "Sagra dei osei");
    weekend del 17 e 18 dicembre '94;
    domenica 5 marzo '95 (festa di Carnevale);
    sabato 30 settembre '95;
    domenica11 dicembre '95;
    vigilia di Natale e Santo Stefano '95;
    domenica notte 22 aprile '96;
    domenica 4 agosto '96;
    domenica 1 febbraio '96;
    lunedì 6 marzo 2000 è una festa di Carnevale.
    Da questo giorno la coincidenza festiva sparisce. Il 6 luglio a Lignano è un giovedì, a San Stino di Livenza non si sa quando siano stati lasciati i tubi-bomba, idem per l'ipermercato di Portogruaro.

    vedi però anche quanto scritto da larth qui

  2. #2
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    In seguito alle riunioni tenutesi tra gli investigatori e i giudici che indagano sugli attentati di "Unabomber", è stato possibile tracciare alcune linee guida tali da poter determinare con una sufficiente certezza il Modus Operandi del criminale, riassunto nei seguenti aspetti:

    MUTILAZIONI:
    nessun nesso tra le vittime, i posti in cui gli ordigni vengono collocati corrispondenti a luoghi sempre ad elevata frequentazione, la rudimentale potenza degli ordigni esplosivi. Queste circostanze fanno pensare che "Unabomber" voglia colpire le vittime a caso, provocandone il mutilamento.

    PSICOSI e MITOMANIA:
    con il suo modo di agire, casuale, imprevedibile, privo di logica vittimologica, ha ingenerato nella popolazione delle zone in cui più spesso colpisce, una psicosi collettiva ed una opposta emulazione mitomaniaca. Lo dimostrano diversi casi:

    Sabato 11 Novembre 2000, Cordenons (PN): un netturbino vede una sveglia posta nelle vicinanze di un albero presso l'ingresso della piscina comunale in via Cortina, non lontano da un cassonetto della spazzatura, posta in bella evidenza. Vengono allertate le forze dell'ordine con gli artificieri che la fanno brillare, ma è solo una normalissima sveglia, messa lì da qualcuno che voleva ingenerare paura.

    Domenica 12 Novembre 2000, Cordenons (PN): 9.30 del mattino, esplode un vasetto di yogurt in casa di un operaio della Zanussi, Leonardo De Piero. All'interno un grosso petardo, non il classico esplosivo usato da "unabomber". Comunque il vasetto è stato acquistato al supermercato Despar di Cordenons, il giorno venerdì 3 Novembre, stesso periodo in cui sono stati acquistati l'uovo bomba di Azzano Decimo (PN) e il tubetto di salsa esploso a Cordigano (TV).

    Giovedì 16 Novembre 2000, Lucinico (GO): il custode di una discarica trova un piccolo estintore imbottito di esplosivo, ma i Carabinieri dicono che non sarebbe mai esploso. Era privo di innesco e del tutto inefficace.

    Giovedì 16 Novembre 2000, Bagna Arsa (UD): 11 del mattino, davanti al supermercato Interspar viene ritrovato un tubo in bella vista nel aprcheggio, avvolto con carta dal giornale. I Carabinieri chiamano gli artificeri che lo fanno brillare, ma era vuoto. All'interno solo un seghetto. Un altro mitomane.

    Gioved' 16 Novembre 2000, Udine (UD): in via Leopardi, la titolare di una pulitura a secco ritrova un oggetto di plastica. Dopo essersi mobilitate le forze dell'ordine, si scopre che era un semplice tubo allungabile per il travaso della benzina.

    Domenica 10 Dicembre 2000, Manzano: ritrovato un tubo in un parco giochi per bambini, ma era un semplice tubo.

    Nel periodo in questione sono giunte alle forze dell'ordine moltissime segnalazioni di pacchi bomba, rivelatisi semplicemente spazzatura o scatole vuote, nonchè diverse rivendicazioni che non hanno credito presso gli investigatori. Insomma, la pedante informazione dei mass-media ha creato un panico generalizzato (forse proprio ciò che il criminale ignoto voleva) tale da impedire un decorso efficace delle indagini e che ha favorito l'opera di mitomani.

    COME OPERA
    Dedica una cura maniacale alla preparazione dell'ordigno, a casa propria o in un luogo (un capanno, un magazzino, un garage) ove può accedere solo lui. Non lascia impronte. La seconda fase consiste nella scelta del luogo ove collocare la bomba, probabilmente perlustrandolo in precedenza. Il terzo momento è quello più delicato, l'unico in cui rischia di essere scoperto, quando porta con sè (in auto vista la distanza fra i luoghi) il tubo-bomba e lo abbandona. Non sappiamo se vi sia una quarta fase, ovvero se si goda da lontano lo spettacolo. Negli ultimi due episodi (Ipermercato) si è aggiunta la fase di ricerca del genere alimentare che farà da involucro-bomba.

    NON RIVENDICA MAI GLI ATTENTATI:
    da 7 anni, ma forse da 10, se a lui sono riconducibili altri fatti simili, "Unabomber" non rivendica gli attentati, ne lascia indizi o firme. Non ci sono punti di partenza per gli inquirenti. l'unica base delle indagini è il fatto che l' "Unabomber" colpisce in una zona circoscritta alle Province di Pordenone, Treviso, Udine, Venezia. Esiste un'unica rivendicazione quasi attendibile mandata via E-Mail al Bar Posta di Pordenone il 12 Novembre 2000, ma è considerata dagli investigatori come un falso.

    L'AUTOGRAFO:
    la costruzione degli ordigni esplosivi rappresenta la firma di "Unabomber". Non si è nemmeno sicuri che sia uno solo.

    DI DOV'E':
    secondo gli investigatori, "unabomber" ha forti radici nel Firuli-Occidentale, probabilmente è di Pordenone.

    L'ORDIGNO:
    la costruzione degli ordigni segue sempre la stessa procedura, anche la preparazione della miscela esplosiva. Le bombe sono sempre nascoste in altri oggetti. Il Meccanismo di innesco è a strappo, con una Pila da 1,5 Volts e un isolante. Questo meccanismo, con il passare degli anni, è diventato sempre più efficace e sofisticato. Tanto è vero che ora colpisce con ordigni efficaci ma piccoli, occultati in tubi di conserva o anche uova. Per confezionare gli ordigni ha usato la marca più diffusa di bombolette per seltz. Si tratta dell'austriaca "Isi", come accertato dai carabinieri di Venezia, reperibile in diversi punti vendita, compresi i centri all'ingrosso, dove al cliente è richiesta la partita Iva. Una traccia importante, questa, che permette di restringere il campo delle ricerche. Tutto crollerebbe, però, se le capsule di anidride carbonica fossero state acquistate all'estero

    PSICOLOGIA:
    secondo aclcuni psicologi, gli atti sono dovuti ad una mente malata che colpisce casualemente e che cerca di nascondere una propria menomazione, sia essa fisica o mentale, che diventa palese ad esplosione avvenuta. E' molto lucido, freddo, colpisce a caso e apparentemente senza nessi temporali. Tra un attentato e l'altro fa passare solo pochi giorni oppure alcuni mesi. Spesso piazza 2 ordigni nello stesso posto, contemporaneamente.
    Il profilo psicologico di Unabomber è stato tracciato sia a Pordenone che (dopo l'attentato del luglio scorso) a Udine. Secondo il primo "psico-identikit" si tratta di un uomo, asociale, dai tratti paranoici, che vuole attirare l'attenzione e non conosce le vittime; qualche episodio estemporaneo ha il potere di scatenarne l'aggressività. Secondo il medico psichiatra Pier Luigi Rocca (consulente a Udine), Unabomber è un uomo fra i 30 e i 50 anni, ha buone conoscenze tecniche, ma è frustrato nel lavoro, vive da solo o con genitori anziani, è animato dalla voglia di sfidare l'autorità, colpisce quando è in crisi d'identità.

    PROFILO SOMATICO PROBABILE:
    All' 80% è un maschio, non è escluso possa essere una donna. Ha una menomazione, probabilmente alla mano

    PRECEDENTI DI CASI SIMILI:
    negli USA, l'"unabomber" originale ha messo nel sacco FBI e, Polizia e CIA per 18 anni. E' stato denunciato dai suoi familiari, altrimenti forse non sarebbe mai stato idenitficato. Se il nostro "unabomber" colpisce da solo, allora l'unica soluzione è intensificare i controlli.

  3. #3
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    Storia di Unabomber
    Il serial killer senza volto che terrorizza il Nord-Est


    Continua a colpire Unabomber. Il 2 novembre 2001 esplode un ordigno al cimitero di San Giovanni di Motta di Livenza. Vittima dell'esplosione è una sessantaquattrenne del posto, rimasta colpita all'occhio destro e ad entrambe le mani. La donna stava sistemando alcuni lumini vicino ad una tomba di famiglia. Uno di questi si è rivelato una trappola.

    L'ultimo ferimento risale a circa un anno fa. Il 6 novembre 2000 in un supermercato di Portogruaro, un tubetto di concentrato di pomodoro scoppia nelle mani di Nadia Da Ros, una casalinga trentasettenne di Roveredo in Piano (Pordenone). La donna viene operata all'ospedale di Pordenone e le viene riattaccata la falange del pollice sinistro.
    Solo pochi giorni prima - il 3 novembre - un uomo trova un uovo imbottito di esplosivo in una confezione da sei comprata nello stesso supermercato del portogruarese da cui proveniva il tubetto di conserva.

    La nuova ondata di episodi - culminata il 18 novembre con la scoperta di un tubetto di maionese finito per fortuna integro nella mani degli investigatori - è accompagnata da una serie di falsi allarmi, scherzi e tentativi di emulazione. Dopo queste esplosioni ben quattro procure (Udine, Pordenone, Venezia e Treviso) si attivano nel cercare di identificare il misterioso dinamitardo che da sei anni semina periodicamente il panico tra Veneto e Friuli.

    Ma Unabomber ha cominciato a colpire dal 1994. La sua prima comparsa risale al 21 agosto, quando un tubo bomba scoppia a Sacile (Pordenone). I feriti non gravi sono tre, presenti alla frequentatissima sagra degli Osei di Sacile. Seguono poi esplosioni a Pordenone (17 dicembre) e Aviano (18 dicembre). Unabomber torna in azione nel 1995: il 5 marzo ad Azzano Decimo e il 30 settembre a Pordenone. Altri casi sono registrati ad Aquileia e Latisana nell'udinese e a Bibione nel veneziano.

    Nel 1996 è la volta di Claut (Pordenone), Fiume Veneto (Pordenone), Bibione e Lignano. Nel febbraio 2000, infine, viene trovato un ordigno a Poincicco di Pordenone. Il 7 luglio un tubo-bomba ferisce Giorgio Novelli, un ex carabiniere che si trovava sulla spiaggia di Lignano Sabbiadoro (Udine). Una decina in tutto i feriti dei vari episodi, non tutti compiuti con la stessa tecnica e non tutti, appunto, con esiti sanguinosi.

    Secondo Pier Luigi Rocco quella di Unabomber "è una sfida, non vuole uccidere". Il medico psichiatra, docente di psicoterapia all'università di Udine e Trieste, incaricato di stendere l'identikit del serial killer, dà questa interpretazione basandosi sui fatti. Nessuna delle sue azioni, infatti, è stata mortale: molti feriti, anche gravi, ma mai decessi.

    Questo il profilo compilato dagli esperti: sarebbe un uomo di un'età compresa tra i 30 ed i 50 anni, molto abile nei lavori manuali e con buone conoscenze tecniche. Forse un ex militare (ma esistono molti siti Internet di facile comprensione, che offrono semplici spiegazioni sulla preparazione di un ordigno esplosivo), che vive da solo o con genitori molto anziani. Agisce quando sente di più la distanza tra ciò che è e ciò che vorrebbe essere, quindi soprattutto nei giorni di festa. Probabilmente è una persona frustrata che svolge un lavoro poco gratificante, sebbene molto probabilmente sia laureato.

    http://www.grandinotizie.it/dossier/...perche/019.htm

  4. #4
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    … E, per arrivare a dargli un nome e un volto, polizia e carabinieri hanno usato ogni mezzo: dalla cabala ai computer, dai profili psicologici alla geografia, dalle sequenze di date ai messaggi in codice. Unabomber, però, finora è riuscito a farla franca: per lui si tratta di una sfida aperta. Ed estrema.

    Gli inquirenti hanno concentrato tutti i dati raccolti in un apposito data-base inserito in un computer della Procura di Venezia, e collegato ai terminali delle Procure di Pordenone, Udine e Treviso: si tratta di milioni di dati, relativi a scontrini fiscali, targhe di automobili sospette, date, località, ricoveri ospedalieri per ferite da esplosivo, testimonianze, identikit. Il computer è dotato di un programma in grado di elaborare tutti questi dati, incrociarli, analizzarli e prospettare scenari assolutamente inimmaginabili. Al momento, a dire il vero, è venuto fuori di tutto, ma non il nome di Unabomber.

    Anche la cabala gioca un ruolo in questa caccia all’uomo. “Tenete in considerazione i numeri 11 e 17, si ripetono in ogni attentato”, questo disse agli inquirenti Andrea Agostinis, il professore friulano sospettato di essere il responsabile delle esplosioni del 1996, e poi prosciolto da ogni accusa. E, in effetti, i due numeri, insieme ad altri – come il 19 – tornano in molti attentati, ma finora non hanno portato da nessuna parte. E c’è anche chi ha ipotizzato che le esplosioni possano essere legate al nome Vittoria e al suo significato.

    Una delle prime piste seguite dagli inquirenti è stata quella della geografia: polizia e carabinieri hanno unito su una mappa i punti dove sono avvenute le esplosioni, nel tentativo di individuare qualche filo logico, una costante geografica o una sorta di disegno in corso di realizzazione. Anche questa pista, però, non ha condotto ad alcun risultato. E anche il cercare di dare una risposta attraverso l’analisi di di date e ricorrenze religiose ha dato ben pochi frutti. Gli investigatori, oltre ad affidarsi ai tecnici della polizia scientifica e del Ris dei carabinieri, hanno anche scomodato gli esperti che hanno elaborato il metodo della sezione “Scienza del comportamento” della polizia di Quantico, in Virginia, scuola universale per gli omicidi seriali.

    Chiave di volta per arrivare ad incastrare Unabomber potrebbero essere i profili psicologici, ma ce ne sono a decine: sono stati fatti tutti gli studi possibili e immaginabili. Psicologi, psichiatri e sociologi hanno tentato di dare un nome e un volto, se non reale, almeno virtuale ad Unabomber: si è parlato di un uomo con gravi turbe psichiche legate all’infanzia e al rapporto con i genitori, forse mutilato o abbandonato da piccolo, o orfano, che colpisce in luoghi di divertimento e di aggregazione sociale in occasione di feste e ricorrenze religiose. E proprio sulle date gli esperti hanno voluto dire la loro, tracciando una mappa secondo la quale Unabomber agisce in maniera ciclica, con scansione temporale precisa, prediligendo l’estate, i fine settimana, i periodi di festa, come Natale e carnevale. Gli investigatori cercano collegamenti, relazioni, indizi, ma alla fine manca sempre il “filo rosso”. E un movente, reale o apparente.

    Liberamente tratto da Il Giornale di ieri…

  5. #5
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    Originally posted by Silvia
    Psicologi, psichiatri e sociologi hanno tentato di dare un nome e un volto, se non reale, almeno virtuale ad Unabomber: si è parlato di un uomo con gravi turbe psichiche legate all’infanzia e al rapporto con i genitori, forse mutilato o abbandonato da piccolo, o orfano, che colpisce in luoghi di divertimento e di aggragazione sociale in occasione di feste e ricorrenze religiose.

  6. #6
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    Altro bel thread "criminologico"... La questione-Unabomber è quanto mai interessante... Ci tornerò fra qualche ora (di sonno... )...

  7. #7
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    Originally posted by Pasquin0


  8. #8
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    Originally posted by Tomás de Torquemada
    Altro bel thread "criminologico"... La questione-Unabomber è quanto mai interessante... Ci tornerò fra qualche ora (di sonno... )...
    Ho dormito abbastanza...

    Iniziamo, dunque, con il leggere qualcosina su Theodor John Kaczynski, il celebre omologo americano del "nostro" Unabomber... Potrebbe essere utile...

    Dal sito http://www.serialkiller.it/

    C’E’ UN PO’ DI UNABOMBER IN CIASCUNO DI NOI

    http://www.serialkiller.it/stranieri/unabomber/

  9. #9
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    Originally posted by Tomás de Torquemada
    Ho dormito abbastanza...

    Sì, direi che 37 ore possono bastare a ritemprare decentemente corpo e spirito...




    Nella mente di Unabomber

    Il primo profilo ufficiale di Unabomber ha più di sei anni. Un identikit tradizionale (tutto e il contrario di tutto) che, per ora, non ha aiutato gli investigatori.
    Ma, all'inizio del 2003, sui tavoli di magistrati e carabinieri di Pordenone, è arrivato uno studio, intitolato "Ipotesi: il modo di pensare di Unabomber", che rilegge il caso in modo nuovo. L'hanno preparato due esperti: Carlo Schenardi, medico legale, criminologo e psichiatra forense di Conegliano Veneto (Treviso), e Patrizia Surace, avvocato e criminologo di Reggio Calabria. Il lavoro viene aggiornato dopo ogni attacco del bombarolo del Nord-Est.

    Ecco cosa dice il professor Schenardi…

    ”Cercando di non dargli alcun vantaggio, posso dire che il suo non è un pensiero lineare, ma si muove su più piani di comunicazione, che vanno interpretati. Per esempio, è possibile che l'ultimo attentato, quello che ha menomato una bambina di 9 anni, fosse un messaggio rivolto contro l'imprenditore che aveva posto su di lui una taglia. Ma non è l'unica chiave di lettura, perché Unabomber sapeva, sì, di colpire nella zona dell'imprenditore, ma, nello stesso tempo, voleva terrorizzare, una volta di più, la popolazione e sfidare gli investigatori che lo braccano.
    E probabilmente non è un caso che per il suo gesto abbia aspettato la fine della guerra in Iraq, perché sa come e quando comunicare. E come finire sulle prime pagine dei giornali.

    Per quel che riguarda la scelta delle circostanze, uno dei suoi obiettivi potrebbe essere quello di colpire la banalizzazione delle feste. Ma sicuramente non è il solo messaggio. Ed è vero che ultimamente, con evidenziatori, barattoli di cioccolata e bolle di sapone, sembra mirare ai bambini, ma è vero solo in parte: la scelta dei bersagli è passata dal casuale al casuale orientato a fasce d'età più basse, ma resta indefinita, perché nessuno può escludere che un adulto raccolga un evidenziatore o mangi Nutella. In lui c'è un'espansione dell'"io" nel senso dell'onnipotenza, vuole dimostrare che può attaccare ovunque, chiunque e quando vuole.

    Unabomber ha una mente lucida, e difficilmente commetterà errori. Dal punto di vista clinico, potrebbe avere un grave disturbo paranoide di personalità, associato al disturbo narcisistico. Anagraficamente è un uomo di età compresa tra i 35 e i 55 anni, ma qui preferirei fermarmi per evitare di accodarmi ai profili già compilati da altri. Penso sia un errore stilare un identikit rigido e generico per poi andare a cercare quel tipo di soggetto in mezzo alla popolazione. Si rischia solo di perdere tempo. Per noi è importante il suo modo di pensare, dobbiamo cercare di anticipare le sue mosse".

    Liberamente tratto da un’intervista di Giacomo Amadori al Prof. Carlo Schenardi per Panorama.it

  10. #10
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    Originally posted by Silvia
    Sì, direi che 37 ore possono bastare a ritemprare decentemente corpo e spirito...
    Già... Mi sentivo alquanto riposato...

    Dal sito www.ilnuovo.it

    Unabomber: bambino frustrato dalla madre
    E' il profilo psicologico tracciato dagli esperti, del misterioso mostro che spaventa il Veneto. Avrebbe avuto un'infanzia disturbata, forse per una madre severa. La sua ossessione? Il rapporto madre-figlio.

    http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0...178678,00.html

 

 
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