(da laTribuna di Treviso)
Show di Genty sotto la Loggia
«Io e Gobbo gli invincibili»
La presentazione dei candidati leghisti La prima volta dell'ex forzista Iannicelli
di Nicola Pellicani
Non c'è candidato che tenga, nessuno è in grado di contenere il ciclone Gentilini. Nemmeno i leghisti. Ancora una volta è stato lui il protagonista del mini-convention elettorale leghista in piazza dei Signori per la presentazione dei candidati in corsa per le elezioni del 25 maggio.
E' l'appuntamento delle grandi occasioni per la Lega. Non manca nessuno. C'è il partito degli assessori provnciali guidato dal presidente Luca Zaia, c'è Mauro Michielon, gran cerimoniere dell'iniziativa, c'è il senatore Piergiorgio Stiffoni, il segretario del partito Giannantonio Da Re. E non poteva mancare la squadra gentiliniana di Ca' Sugana, con Michele Chiole in gran spolvero. Ci sono tutti gli uomini di sottogoverno. E c'è soprattutto Giancarlo Iannicelli, l'ex di Forza Italia, accolto in casa Lega come un fratello. Sono i miracoli della politica. Per lui gran sorrisi e strette di mano. L'ex azzurro, candidato sindaco mancato di quel che resta del Polo (Forza Italia e An) ha una gran voglia di riscatto.
Ma la cartina di tornasole resta comunque Gentilini.
Avrebbe dovuto limitarsi a «declamare» l'elenco dei candidati. «Ora il sindaco leggerà uno ad uno i candidati delle due due liste, Lega e Forza Marca per Treviso».
Macchè leggere. Una volta preso il microfono il sindaco è il solito fiume in piena. Gli ottanta candidati, divisi in due liste e il nutrito plotone di ospiti, seduti sotto la Loggia dei Trecento non aspettavano altro. «Il secondo rinascimento di Treviso», attacca, «parte da Gentilini e Gobbo in sinergia con i consiglieri comunali e tutti i militanti leghisti. Questo è il miracolo di Treviso». E giù applausi. Il clima si surriscalda e lui non si fa pregare. «La nostra amministrazione può essere accusata di a-cultura (incultura?), ma siamo persone con un paio di palle così. Questa è la Lega. Siamo il caterpillar e schiacciamo tutti i cespugli che nascono. Il nostro segreto è sempre lo stesso: lavorare e ancora lavorare. Cos'è una locomotiva senza carbone, senza binari e senza conducente? Noi abbiamo alle spalle un movimento capace di far ripartire una locomotiva nel giro di 24 ore. L'avevamo trovata in un binario morto e abbiamo compiuto il miracolo. Genty non si ferma più. Va avanti a ruota libera. «Ma a proposito di morti», riprende l'altra sera ho partecipato ad un confronto con i candidati a sindaco. Hanno scoperchiato le tombe. Ho visto i transfughi della Lega. Come si fa a fare accordi con chi vuole solo abbarbicarsi sui muri del potere? E' stata una parata di di balle e di chiacchiere. Non abbiamo bisogno dell'appoggio esterno di nessuno per vincere. Solo le scimmie non vogliono vedere e sentire. Solo le scimmie non si accorgono della nostra superiorità. Con la sinergia tra me e Gobbo continuerà l'opera di rinascita della città».
Già Gobbo, il vero candidato sindaco aveva parlato poco prima. Quel Giampaolo Gobbo, tra i fondatori della Lega, che dieci anni fa s'è inventato la candidatura Gentilini, ed oggi è designato a succedergli.
Gioca d'astuzia, Gobbo. E parla in dialetto, per ribadire come la sua non sia una candidatura catapultata dall'alto, ma la candidatura di un trevigiano doc: «Dedico a candidatura a me nono, anche lu Paolo, che el gavea 'a botega là, in piassa».
Gobbo uno di noi, canterebbero i tifosi della curva. E lui aggiunge: «Noialtri trevisani semo diventai queo che semo, nonostante i democristiani. Gavemo fato do mandati, desso femo el terso. Come i dise in teivision? dos xe meio de one...». Della serie due sindaci sono meglio di uno. Da ieri la strana coppia è immortalata anche sul retro delle carte da gioco targate dal Negro. Che non è altro che uno dei gadget in distribuzione da ieri, assieme ai cappellini verdi «Super G & G» e alle micro penne, sempre rigorosamente verdi».




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