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Discussione: provincia

  1. #1
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    Predefinito provincia

    è di ieri la notizia che in sardegna hanno fatto deliberatamente fallire il referendum abrogativo che tendeva ad impedire la creazione di quattro nuove provincie.
    siccome proprio l' altro giorno mi è capitato di vedere l' agenda politica di un nostro concittadino (importato) consigliere provinciale (genova) di minoranza, e, con tutto rispetto, il programma delle commisioni a cui il poveretto doveva partecipare sembrava trascritto da un film di totò, (nel senso che il burocratese ridicolo lasciava intravvedere una certa inutilità di fondo), mi è venuto spontaneo chiedermi:
    è giusto sostenere che la eventuale creazione della 5 provincia ligure porterebbe benefici?
    cosa ne pensate?

  2. #2
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    Predefinito

    Originally posted by BITRE
    è di ieri la notizia che in sardegna hanno fatto deliberatamente fallire il referendum abrogativo che tendeva ad impedire la creazione di quattro nuove provincie.
    siccome proprio l' altro giorno mi è capitato di vedere l' agenda politica di un nostro concittadino (importato) consigliere provinciale (genova) di minoranza, e, con tutto rispetto, il programma delle commisioni a cui il poveretto doveva partecipare sembrava trascritto da un film di totò, (nel senso che il burocratese ridicolo lasciava intravvedere una certa inutilità di fondo), mi è venuto spontaneo chiedermi:
    è giusto sostenere che la eventuale creazione della 5 provincia ligure porterebbe benefici?
    cosa ne pensate?
    E' fuori di dubbio che i benefici ci sarebbero. Innanzitutto si completerebbe quella dotazione di servizi del Tigullio che è prerogativa delle provincie. Ossia: le provincie hanno poche competenze, ma se non sei provincia rischi di esser privo di "taluni" privilegi arroccati invece a diversi chilometri di distanza; diciamo che se la provincia del Tigullio non è mai nata, è perchè la regione ha da sempre considerato golfo e relativo entroterra come "provincia" nella "provincia", dotando Chiavari delle strutture amministrative essenziali; secondariamente, poichè la riviera è composta esclusivamente da piccoli comuni, urge un'istituzione che abbia voce "tonante" nei confronti di livelli politici superiori. Ricordiamoci infatti che la provincia è un importante ente di concertazione, oltrechè di esecuzione, in diverse materie; terzo, "pochi, maledetti e subito", e mi riferisco chiaramente alla possibilità di dotarsi di un piccolo ma utile gettito e di accedere a fondi con i quali finanziare gli interventi sul nostro territorio; quarto, la provincia è IMMAGINE, e oggigiorno esiste chi APPARE, chi ha VOCE, chi ha NOME. Inoltre molte statistiche, ricordiamo, si svolgono a granularità provinciale, e le statistiche non sono fini a sé stesse ma consentono monitoraggio, analisi e quindi ragion veduta. Quinto, se devoluzione sarà anche il ruolo delle provincie verrà probabilmente esaltato: logico che a quel punto può diventare non preferibile ma addirittura decisivo gestire le risorse di un territorio ridotto, quindi "semplice" e "omogeneo" da amministrare, a differenza delle grandi metropoli, e allo stesso tempo ricco. In ultimo luogo noto una cosa: le richieste di nuove provincie avvengono a getto continuo, alcune vengono alla fin fine istituite e mai nessuna credo si sia pentita e abbia scelto di ritornare sui propri passi. In fin dei conti sarebbe preferibile costruire la devoluzione proprio sulle provincie,veri luoghi di accesso ai servizi (A.S.L, provveditorato agli studi, ufficio per l'agricoltura, banca d'Italia, questura, pretura, tribunale,A.P.T, ufficio per l'impiego...) , territori più omogenei, semplici da gestire,potenzialmente vicini al cittadino e alle comunità, cosiccome insegna il modello elvetico. E' evidente infatti che le regioni rischiano di essere non snelli luoghi decisionali ma nuove sorgenti burocratiche, oltreche soggetti lontani dai centri minori, i quali in agenda son destinati per forza di cose a passar sempre in secondo piano.

  3. #3
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    quindi, caro zena, ne deduco che vedi la provincia come un' opportunità e non come un ulteriore carrozzone.
    potresti anche avere ragione.
    e, ragionando strettamente sullo scenario attuale (questa repubblica, il governo centrale, le regioni, provincie, comuni) come potrebbe secondo te essere organizzata la cosa per scongiurare eventuali sovrapposizioni tipo quella che, a cornigliano, vede comune, provincia e regione su tre posizioni diverse litigare a discapito dell' interesse comune?
    in una logica bi-polare, come scongiurare la pericolosa tendenza a considerare la cosa secondo uno spirito di parte per cui l'amministratore tende a parlare solo con l' istituzione che gli è affine politicamente, mentre da per scontato che quella governata dagli"altri" gli tiri contro?

  4. #4
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    Originally posted by BITRE
    quindi, caro zena, ne deduco che vedi la provincia come un' opportunità e non come un ulteriore carrozzone.
    potresti anche avere ragione.
    e, ragionando strettamente sullo scenario attuale (questa repubblica, il governo centrale, le regioni, provincie, comuni) come potrebbe secondo te essere organizzata la cosa per scongiurare eventuali sovrapposizioni tipo quella che, a cornigliano, vede comune, provincia e regione su tre posizioni diverse litigare a discapito dell' interesse comune?
    in una logica bi-polare, come scongiurare la pericolosa tendenza a considerare la cosa secondo uno spirito di parte per cui l'amministratore tende a parlare solo con l' istituzione che gli è affine politicamente, mentre da per scontato che quella governata dagli"altri" gli tiri contro?
    I problemi che tu poni sono difetti istituzionali di cui certo non è responsabile la provincia in quanto tale. Intanto tre livelli d'amministrazione sono oggettivamente troppi. Come sottolineavo prima ne sarebbero sufficienti due: comune e provincia, o meglio cantone poichè siamo in tempi di devoluzione, tema come potrete capire a me molto caro. Quindi passiamo a considerare il modello federalista per eccellenza, il modello elvetico: in Svizzera comuni e cantoni sono soggetti sovrani nell'ambito delle loro rispettive competenze. Il principio di sussidiarietà ( deve detener le competenze chi può oggettivamente gestirle meglio in base a parametri oggettivi) è inderogabile. A Cornigliano l'errore è stato quello di non aver applicato questo principio, secondo cui dovrebbe essere la regione l'ente preposto a gestire aree industriali come le "Riva" e a progettare lo sviluppo economico del territorio compatibilmente con leggi che è la regione stessa in fin dei conti ad emanare. Non che il comune, come ti dirò fra poco, non sia in grado o non abbia diritti, o non debba collaborare (cosa che deve fare quanto a interventi di supporto del progetto di bonifica e di riconversione), ma allo stato attuale (viste competenze in materia di commercio, industria, infrastrutture, ricerca tecnologica, credito bancario,ambiente e viste le prospettive rappresentative) è la regione l'unico ente in grado di gestire a trecentosessanta gradi la questione. Ma come ti ho detto prima, ritengo la Regione in sé stessa un ente pesante, sostitubile dalla provincia o, nel caso specifico di Genova, da un altro ente: Genova, in quanto grande città, deve ormai pensare a trasformarsi in città metropolitana, se non vuole irretirsi fra le beghe di enti "cloni" l'uno dell'altro. In questo modo, unendo in una sola istituzione le tradizionali competenze gestite dalla regione, incluse quelle che introdurrà Bossi,quelle appannaggio della provincia e le più importanti funzioni svolte dall'amministrazione comunale (come l'organizzazione e la distribuzione delle servitù, mentre per le competenze minori sarebbe necessario valorizzare e autonomizzare fiscalmente le delegazioni) si avrebbe una grande Genova, rispettosa delle autonomie locali ma unita e coesa intorno alla figura del sindaco metropolitano in quanto a progetti di sviluppo economico e sociale. La nostra costituzione prevede la città metropolitana,quindi come vedi mi attengo allo scenario attuale che è quello determinato dalle leggi, ma nessuna città la ha ancora introdotta. Eppure, proprio a partire dalle contraddizioni che tu evidenzi, sarebbe il caso di farci un pensierino.

  5. #5
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    Originally posted by ZENA
    In fin dei conti sarebbe preferibile costruire la devoluzione proprio sulle provincie,veri luoghi di accesso ai servizi (A.S.L, provveditorato agli studi, ufficio per l'agricoltura, banca d'Italia, questura, pretura, tribunale,A.P.T, ufficio per l'impiego...) , territori più omogenei, semplici da gestire,potenzialmente vicini al cittadino e alle comunità, cosiccome insegna il modello elvetico. E' evidente infatti che le regioni rischiano di essere non snelli luoghi decisionali ma nuove sorgenti burocratiche, oltreche soggetti lontani dai centri minori, i quali in agenda son destinati per forza di cose a passar sempre in secondo piano. [/B]

    Non ho un'opinione precisa sulla Provincia di Chiavari, in genere sono contraria al proliferare di nuovi enti pubblici anche perché la voce del tigullio si dovrebbe sentire anche in Provincia di Genova tramite i suoi rappresenanti politici e amministrativi. In effetti è vero che in relazione al peso di alcune zone metropolitane e al colore delle giunte cambia l'attenzione e quindi il flusso di finanziamenti (sbaglio o abbiamo qualche consigliere di minoranza e forse anche almeno un assessore provinciale del Tigullio?)

    In relazione poi alla devoluzione penso sia meglio chiarire se si fa riferimento alla provincia (quindi ambito geografico e sociale) o alla Provincia ente pubblico. In questo secondo caso nulla hanno a che fare apt, asl e altri enti che, nella loro autonomia, sono comunque legati a flussi di finanziamento regionali e trovano nel competente assessore regionale l'interlocutore naturale.

    Al di là di possibili interessi locali mi chiedo quindi quanto sia davvero funzionale in un'ottica di sistema efficiente l'introduzione di nuove Province.

    Micia

  6. #6
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    Cool Provincia: SI!

    Concordo con ZENA, i pro sono nettamente superiori ai contro. In quanto al discorso del "carrozzone" uno + o uno - poco cambia (qui a Santa ne abbiamo già un paio, Ente Monte e Riserva Marina, almeno con la Provincia qualcosa potremmo ottenere di positivo!). Attualmente i ns. rappresentanti non possono fare quasi nulla in quanto fanno parte tutti dell'opposizione e la Provincia è sempre stata monopolizzata da Genova.
    Abbiamo visto invece che in Regione, dove i ns. rappresentanti sono in maggioranza, qualcosa si è mosso negli ultimi 3 anni (Ospedale di Rapallo, piano della costa, traforo della Fontanabuona, traforo Rapallo/Santa). Quindi se amiamo il ns. Tigullio dobbiamo essere per forza di cose a favore della 5a Provincia.
    Saluti ..... provinciali!

  7. #7
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    facendo l' avvocato del diavolo, si potrebbe però notare che le istituzioni che sono state sottratte al controllo locale sono quelle che hanno preservato meglio il territorio!
    banalizzando con un esempio a noi vicino:
    il parco del monte, istituito nel 35 e fino agli anni 80 completamente inaccessibile alle realtà locali, negli anni in cui ero ragazzo aveva dai 3 ai 5 dipendenti ed i sentieri erano puliti.
    oggi è un ente elefantiaco, con un consiglio rissoso, con un presidente e tre sindaci contrari all' istituzione di cui fanno parte (ricordate le foto sulla barca, tutti contro?) e la strada che da portofino porta agli olmi è sempre più trafficata!
    semplificazioni a parte la mia domanda è:
    siamo così coscienti di quanto abbiamo in mano, siamo così preparati a gestirlo, siamo così impermeabili agli interessi massicci che guardano al nostro territorio da poterci gestire autonomamente?
    siamo così sicuri che le tanto vituperate istituzioni centrali quali sovrintendenze ed affini non siano poi quelle bestie nere che sembrano?
    non si potrebbe pensare raggiungere una maggior efficienza interfacciandoci meglio con le strutture esistenti?
    nel 2003 andare a genova o roma non è più un viaggio!!

  8. #8
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    Originally posted by BITRE
    facendo l' avvocato del diavolo, si potrebbe però notare che le istituzioni che sono state sottratte al controllo locale sono quelle che hanno preservato meglio il territorio!
    banalizzando con un esempio a noi vicino:
    il parco del monte, istituito nel 35 e fino agli anni 80 completamente inaccessibile alle realtà locali, negli anni in cui ero ragazzo aveva dai 3 ai 5 dipendenti ed i sentieri erano puliti.
    oggi è un ente elefantiaco, con un consiglio rissoso, con un presidente e tre sindaci contrari all' istituzione di cui fanno parte (ricordate le foto sulla barca, tutti contro?) e la strada che da portofino porta agli olmi è sempre più trafficata!
    semplificazioni a parte la mia domanda è:
    siamo così coscienti di quanto abbiamo in mano, siamo così preparati a gestirlo, siamo così impermeabili agli interessi massicci che guardano al nostro territorio da poterci gestire autonomamente?
    siamo così sicuri che le tanto vituperate istituzioni centrali quali sovrintendenze ed affini non siano poi quelle bestie nere che sembrano?
    non si potrebbe pensare raggiungere una maggior efficienza interfacciandoci meglio con le strutture esistenti?
    nel 2003 andare a genova o roma non è più un viaggio!!
    E di un bel governo da re Sole cosa dici? Io non credo nella tecnocrazia. Piuttosto confido nella meritocrazia e nell'innata solidarietà fra cittadino e "piccola patria". Tra Roma e Genova esiste una bella differenza, sebbene io (pur innamorato di Genova e della genovesità storica,come suggerisce il mio nick) credo che si possa rispondere a tante domande sociali anche a Santa Margherita Ligure. Di nuovo rimando all'esempio elvetico, dove i comuni svolgono tante funzioni quante, più o meno, le nostre regioni. Per smentire, chiaramente senza malizia, il tuo appello a Roma-matrigna, ti basti l'esempio dell'istituzione della riserva marina, allorchè furono proprio i cittadini a pretendere una concertazione contro il nefasto progetto Ronchi, ai tempi ministro dell'ambiente, che avrebbe compromesso la nostra economia, fondata innanzitutto sul diportismo. Io credo a una politica del territorio determinata dalla comunità e dalle sue esigenze, comunità comunque "aperta" alle consulenze tecniche, certamente indispensabili al fine di gestire la complessità di una terra come il Tigullio occidentale. Dico quindi no alla burocrazia calata vessatoriamente e irrispettosamente da Roma, si alla ricerca di sinergie fra autonomia e mondo accademico, fra legittimo "fare" e indispensabile "sapere".
    Il problema dell'autogoverno non è quindi quello di capire se sia possibile o meno, perchè è fuor di dubbio che sia moralmente ineccepibile (siamo cittadini liberi, non SUDDITI "liberi" dalla politica),ma quello di dotarsi di una classe dirigente all'altezza selezionata all'interno di un'ampia dimensione partecipativa, problema che non è solo sammargheritese, ma che riguarda tutti i comuni, le provincie, le regioni d'italia e innanzitutto il parlamento stesso.

  9. #9
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    Predefinito attenzione!

    il mio non è un appello pro-burocrazia.
    e se il tuo ragionamento non fa una piega dal punto di vista teorico ed ideologico, dal punto di vista della realtà le cose sono ben diverse.
    soprattutto per quanto riguarda l' ambiente, che ritengo essere la più importante tra le priorità da affrontare.
    ripeto: in italia si è salvato dallo scempio ambientale solo quello che è stato sottratto al controllo locale!
    ed il monte di portofino ne è l'esempio più chiaro.
    in pratica, oltre al sud tirolo, le aree in italia nelle quali c'è una sensibilità e rispetto nei confronti dell' ambiente, sono inesistenti, oppure eccezioni fortunate.
    è evidente che il mio, in questo momento, è un discorso volutamente provocatorio ed estremista, però non bisogna trascurare questo lato della medaglia.
    autonomia presuppone civilità e consapevolezza:
    siamo sicuri di poterla assicurare, non certo noi direttamente, ma come comunità?
    fai mente locale sulle amministrazioni che la comunità sammargheritese ha espresso: se non ci fosse stato il black-out calato dall' alto sull' area del parco (e l'ing. raffaele bottino), pensi che ci sarebbe tanta differenza tra noi e rapallo?

  10. #10
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    Predefinito Re: attenzione!

    Originally posted by BITRE
    il mio non è un appello pro-burocrazia.
    e se il tuo ragionamento non fa una piega dal punto di vista teorico ed ideologico, dal punto di vista della realtà le cose sono ben diverse.
    soprattutto per quanto riguarda l' ambiente, che ritengo essere la più importante tra le priorità da affrontare.
    ripeto: in italia si è salvato dallo scempio ambientale solo quello che è stato sottratto al controllo locale!
    ed il monte di portofino ne è l'esempio più chiaro.
    in pratica, oltre al sud tirolo, le aree in italia nelle quali c'è una sensibilità e rispetto nei confronti dell' ambiente, sono inesistenti, oppure eccezioni fortunate.
    è evidente che il mio, in questo momento, è un discorso volutamente provocatorio ed estremista, però non bisogna trascurare questo lato della medaglia.
    autonomia presuppone civilità e consapevolezza:
    siamo sicuri di poterla assicurare, non certo noi direttamente, ma come comunità?
    fai mente locale sulle amministrazioni che la comunità sammargheritese ha espresso: se non ci fosse stato il black-out calato dall' alto sull' area del parco (e l'ing. raffaele bottino), pensi che ci sarebbe tanta differenza tra noi e rapallo?
    Direi che negli anni 60 e 70 non esisteva la coscienza ecologica come la percepiamo attualmente, quindi non credo si debba generalizzare, soprattutto oggi, un discorso estremamente congiunturale. Io credo che la comunità riconosca l'importanza di avere un promontorio "pulito", e per conservarlo non è necessario appellarsi ad enti calati dall'alto, che ragionando tecnicamente non si interrogano mai sulle esigenze di vita della comunità. Il problema non è semplicemente difendere il paesaggio, ma come far si che sussista un'equilibrata interazione fra comunità del monte e territorio. Questo secondo aspetto richiede ovviamente il protagonismo della comunità.
    Ma io ripeto: garante di un futuro roseo non è la sudditanza ai "tecnici", bensì le amministrazioni come quella dell'Ingegner Bottino, amministrazioni liberamente scelte dai cittadini che evidentemente non sono così asini da non saper guardare oltre il proprio naso.
    Inoltre mi sembra che Rapallo paghi eccessivamente l'astio di Montanelli, perchè se è vero che la politica edilizia è andata oltre le righe, non è nemmeno giusto superare nei giudizi queste stesse righe e fagocitare il discredito. Bisogna inoltre chiedersi come mai Rapallo, "brutta e invivibile",sia l'unica cittadina del Tigullio che invece di perdere residenti ne acquisisce. E non credo di dover fare notare che questo è un segnale altamente positivo, sia perchè vuol dire che Rapallo sa offrire a molti la possibilità di una residenza a costi non proibitivi, sia perchè un maggior numero di abitanti significa un aumento costante dei servizi e della vita sociale nel comprensorio.
    Santa Margherita è bella e intatta, ma questa sua bellezza, di cui ovviamente vado fiero, si abbatte quotidianamente sui labili equilibri di vita del ceto medio. Io conosco tanti sammargheritesi che, al momento di dover costruire una famiglia, son dovuti andare a cercar casa a Rapallo.

 

 
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