Il braccio destro di Bossi, Francesco Speroni, boccia l'ipotesi di elezioni anticipate nel 2004 ("Meglio allora farlo subito") e mette in guardia Berlusconi: "Non so se oggi sceglieremmo di stare nella Cdl".
di Gianluca Roselli

ROMA - "Le elezioni anticipate in questo momento non hanno alcun senso, ma se si dovesse andare al voto, la Lega potrebbe anche decidere di non entrare nell'alleanza di centrodestra". Francesco Speroni, capo di gabinetto del ministro Umberto Bossi e parlamentare europeo della Lega Nord, boccia la possibilità di andare a breve alle urne, ma, se dovesse capitare, mette sul chi va là la maggioranza di governo.

Allora Speroni, perché secondo lei qualcuno, tra cui Berlusconi, parla di voto anticipato?
Ma, bisognerebbe chiederlo a loro, a me sembra proprio che non ci siano le condizioni per un'ipotesi del genere. E poi che senso ha parlare di elezioni nel 2004? Se occorre andare al voto è meglio farlo subito, metterlo in agenda tra un anno sarebbe un'anomalia.

Se si dovesse votare adesso, la Cdl andrebbe incontro a una vittoria?
Se Berlusconi mantiene salda l'alleanza con la Lega, la vittoria sarebbe sicura: del resto l'unica volta che il Cavaliere ha perso, nel 96, è stato sconfitto proprio perché non era alleato di Bossi. Il problema è però che, se si andasse ora al voto, non so se la Lega sceglierebbe di entrare nella Cdl...

Che fa, mette in discussione l'alleanza?
Dico semplicemente che, come dice il capogruppo Alessandro Cè, esiste un forte ritardo della maggioranza sul programma di governo. Di più. C'è da registrare un'inerzia nell'esecutivo verso i temi che stanno a cuore alla Lega. Quindi dico: le leggi sulla giustizia sono state fatte velocemente, mentre sulla devolution si sta perdendo troppo tempo, con inutili polemiche.

Quindi, se si andasse ora al voto, l'alleanza salterebbe?
Dico solo che la Lega non sarebbe più disposta a fare da stampella al governo: prima ci fanno delle promesse, e poi scattano i freni e viene attuata una politica centralista. Per questo motivo dico: invece di parlare tanto di elezioni anticipate, iniziamo a rispettare i contenuti e i tempi del programma di governo. Tutto il resto viene dopo. E non tiriamo fuori cose strane tipo la postilla dell'interesse nazionale sulla devolution, oppure il decreto Alemanno sulle quote latte.

Insomma, sta dicendo che non è contento dell'operato di Palazzo Chigi?
In questo momento la maggioranza sta commettendo l'errore di tralasciare i punti scritti nel programma e di impegnarsi su questioni secondarie, che saltano fuori non si sa come e perché, e che oltre tutto non vengono discusse prima con gli alleati. E questo anche per colpa dei vari ministri.

Si spieghi meglio.
I titolari dei diversi dicasteri dovrebbero spiegare meglio ai loro apparati e agli staff di collaboratori che la Costituzione è cambiata e che l'Italia si sta trasformando in un Paese federalista: sono stanco di leggere provvedimenti e proposte di legge ancora di stampo centralista, che non tengono conto del processo federalista e nemmeno della riforma del titolo V.

Insomma, se si votasse...
Se si votasse andrebbero sicuramente ridiscussi i termini dell'alleanza, chiarendo bene alcuni punti fondamentali, in modo da non lasciare adito a dubbi o ambiguità, altrimenti poi qualcuno ne approfitta per cambiare le carte in tavola.

Ma la Lega sarebbe pronta oggi ad andare al voto?
Secondo me, votare oggi o tra qualche mese sarebbe un danno per il Paese perché verrebbe bloccato il cammino delle riforme e anche la devolution subirebbe uno stop. A quel punto i nostri elettori direbbero: ma cosa siete andati a fare al governo, solo per fare la legge Cirami? E' chiaro quindi che per la Lega sarebbe un danno.

Va bene, passiamo allora da elezioni virtuali a quelle reali: come andranno le amministrative?
Per la Lega i segnali sono incoraggianti, penso che potremo cogliere un discreto successo, anche se però, come ho detto altre volte, sono elezioni locali e parziali che non devono influenzare la politica nazionale: la gente sceglie in base a criteri differenti se deve eleggere il sindaco o il governo del Paese.

La Lega, tanto per cambiare, corre da sola, in cerca di visibilità...
Non è una scelta dettata da tatticismi o strategie, ma dalla presenza di personaggi imbarazzanti nelle liste: purtroppo il centrodestra non ha ancora capito che vecchi democristiani e socialisti sono da buttare nel cesso, non da candidare.

Chiudiamo sui temi della giustizia: negli ultimi giorni i toni si sono di nuovo scaldati e si torna a parlare di immunità.
Sull'immunità sono d'accordo con Gianfranco Fini: va bene il lodo Maccanico per le alte cariche istituzionali, ma non lo estenderei ai parlamentari. Per loro occorrerebbe qualche garanzia in più, senza arrivare all'immunità. Berlusconi, invece, si sta solo difendendo dagli attacchi che gli piovono addosso dalla sinistra. E ha diritto di difendersi sia nelle aule dei tribunali che fuori. E quando attacca i comunisti, mi chiedo: non ci sono forse partiti dell'opposizione che fanno esplicito riferimento al comunismo? Dove sta, quindi, lo scandalo? Comunque, a mio avviso, ci si potrebbe lasciare alle spalle i problemi della giustizia solo con processi più rapidi.

Romano Prodi, intanto, è stato indicato da Fassino come futuro candidato premier...
Povero Prodi, lo usano come un fantoccio: prima lo eleggono, poi lo silurano, ora lo tirano di nuovo in ballo. Certo, se dovesse accettare la guida dell'Ulivo, più che da Berlusconi, il Professore dovrebbe guardarsi tutti i giorni dagli sgambetti di D'Alema e compagnia. Non mi sembra un bel vivere...

(15 MAGGIO 2003; ORE 18:00)