volantino trovato in chiesa
CONTRIBUTI PER UNA VERA STORIA DEL RISORGIMENTO
Non so quante volte ho detto e scritto che i nostri testi scolastici son da buttare. Li hanno scritti lorsignori : i massoni liberali e i marxisti, il connubio peggiore che fosse possibile. I testi non dicono la storia. Sono un comizio. Suonano la banda a Garibaldi, a Mazzini, a Vittorio Emanuele...tacendo molti fatti, modificandone altri...Quel che salta fuori è un bla-bla che piace tanto a Ciampi col suo elmo di Scipio. Noi, tignosi di carattere e severi per formazione culturale, amiamo i documenti.
Leggendoli, accade di trovare un'altra storia, anzi una vera controstoria, che meriterebbe, questa sì, un girotondo o un occupazione scolastica con relativa cacciata di tutte le insegnanti sessantottine.
La 1^ guerra d'indipendenza, ad esempio, non è quella sequenza di vittorie ed eroismi guidati da un integerrimo Carlo Alberto che poi si concluderà con una immeritata sconfitta. Macchè!
Prima di tutto Carlo Alberto non fu mai eroe, ma uomo contorto, pusillanime, ipocrita e viscido tentenna. Insomma, una banderuola, che voleva stare dappertutto : con Dio e con le donne, con i reazionari e con i liberali, coi nobili e con la piazza...sopratutto stava con i suoi interessi, sempre e a qualunque costo.
La guerra, accettata malvolentieri, fu un disastro. Il corpo sanitario non era all'altezza. Mancavano personale e materiali. I feriti agonizzavano per ore prima che qualcuno li soccorresse. Una volta portati fuori del campo di battaglia non si trovava che li potesse curare. Non erano a disposizione nemmeno le garze. Il problema è che mancava anche il cibo. Perchè mancavano le marmitte e perfino i cuochi. Il risultato fu che i militari a digiuno cascavano a terra, morti di fame e stremati dalla fatica. Gli ufficiali poi non avevano nessuna strategia. Venivano tutti dai nobili : gente che non lavorava, non studiava e non amava la fatica. Della guerra avevano leggiucchiato qualche cosa in accademia, senza mai averne esperienza diretta. Solo alcuni ricordavano l'ultima battaglia di Napoleone del 1815, combattuta quarant'anni prima, con altre tecniche e altre tecnologie. Colonnelli e maggiori s'avviarono alla guerra come a una scampagnata. Proprio così. Lo dicono i documenti. Presero con sè un'enorme quantità di bagagli, comprese le posate d'argento, i pigiami di seta, le vestaglie di velluto, dozzine di camicie, spazzole e spazzolini, il Sidol per lustrare gli alamari e i bottoni dell'uniforme. E poi ancora : sciarpe, cinture e cinturoni, pendagli e ornamenti : per il campo, per la libera uscita e per comparsare in società. Chissà, forse ritenevano che si facesse a cannonate di giorno per ritrovarsi la sera alle feste danzanti. Massimo D'Azeglio si portò addirittura il manoscritto del romanzo sulla " Lega Lombarda " che non riusciva a finire. In tutto questo bailamme avevano però dimenticato le pentole da cucina e le garze per i soldati. Non c'erano planimetrie del terreno e le indicazioni della strada da percorrere vennero dalle carte geografiche che qualcuno comprò nei negozi di Milano.E' come se gli americani e gli inglesi fossero andati a Bagdad comprando la mappa della città all'ultimo autogrill. Accorsero molti volontari, ma senza armi e senza disciplina.
A San Martino, vicino a Brescia, due distaccamenti dei "nostri" si presero a schioppettate, mentre a Crema fecero un fuoco d'inferno contro un gruppo di mugnai presi per nemici. A Bozzolo, nel mantovano, spararono senza ragione sulle case del paese. Ma la tragedia accadde a Castelnuovo sul Garda, dove il paese fu incendiato e morirono 52 persone.
Incidenti di guerra, si dirà. Ma nessuno dice niente, solo che tutti furono eroi, tutti spassionati patrioti, tutti generosi e puri, tutti arditi e sfortunati contro quei tiranni di Austriaci. Più falso di così non trovate neanche Giuda.
Per Verona furono spese 200 lire austriache al fine di comprare un comitato che scatenasse un pò di insurrezione popolare, così che si potesse dire : Vedete? il popolo vuol essere liberato! Se non che il comitato intascò le 200 lire e si squagliò come la neve al sole. D'insurrezione nemmeno l'ombra. Non vi dico poi dei comandanti supremi, tra cui La Marmora. Quand'erano un pò coraggiosi erano incapaci, ma più spesso mancavano di tutto, tranne i pennacchi e i lustrini. Ditemi voi com'è possibile accettare poi tutta la retorica sui Savoia, sulla carboneria, su Garibaldi, su Mazzini, su Mameli, il quale tre l'altro disse suo il testo dell'inno d'Italia, quando invece l'aveva copiato parola per parola da un frate.
La famosa 1^ guerra d'indipendenza, dunque, fu una catastrofe, preparata ed annunciata.
Vi risparmio l'epilogo, con la famosa sconfitta di Novara e la resa. Vi basti sapere che il generale supremo, un polacco preso a prestito perchè s'era riconosciuta l'imbecillità dei nostri, conobbe la data dell'entrata in guerra soltanto il giorno dopo che la guerra era stata dichiarata. E lo apprese dal giornale : " la Gazzetta del Popolo" del 13 marzo 1849. Inutile dire che la guerra fu persa, subito e del tutto. Di mezzo cisi mise anche un vecchio Mazziniano, ora diventato generale grazie ai posti lottizzati, Girolamo Ramorino, quello che sgavazzava e andava a donne con i soldi raccolti dai patrioti mazziniani. Lasciò infatti senz'armi, senza strategia e senza nulla un pugno di generosi utopisti pronti a invadere la Savoia al comando suo e di Mazzini. Le collette di mezzo mondo il Ramorino le spese a pocker e con le donne, sicchè gli insorti si trovarono senza fucili e senza munizioni.
E poi il can-can dell'invasione era stato tanto grande che alla frontiera c'era ad aspettarli l'esercito.
Partì una fucilata. Mazzini svenne subito e fu portato in albergo. Gli insorti si diedero alla fuga o furono catturati e il Ramorino potè spendere il resto delle collette con altri pocker e altre donne, diventando per di più generale, dunque pronto a combinare altri disastri.
Ma lo conoscevate questo risorgimento?
E' proprio il caso di dedicargli piazze, viali, corsi, musei, inni, feste, bandiere e i rituali noiosi discorsi dei nostri presidenti, da Saragat a Pertini a Ciampi?
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