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Discussione: Un nuovo "scempio"...

  1. #1
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    Predefinito Un nuovo "scempio"...

    Ho scoperto solo da due giorni che i "lavori in corso" presso la pasticceria Bima, storico locale sammargheritese, "nascondevano" intenti malvagi: l'apertura dell'ennessimo, ripetitivo, omologante, nauseabondo "griffe-store". A Santa Margherita, diciamocelo, si sentiva proprio la mancanza di una boutique. Tra agenzie immobiliari e negozi di abbigliamento sembra che mangiam case e beviamo vestiti. Comunque stiam continuando a percorrere una china pericolosa, innanzitutto per noi stessi, questo credo sia chiaro: continuiamo a perdere pezzi per strada, pezzi che narrano, a costo di essere ripetitivo, la nostra identità e che rappresentano valori aggiunti alla nostra "economia", a tutto vantaggio di questa stramaledetta globalizzazione che ormai è semplice segno di decadenza e insipido snobismo, che annoia il turista, regala un senso d'amaro in bocca i cui costi prima o poi dovranno essere saldati. E' triste che, mentre anni fa si era creata una sorta di corrente d'opinione a vantaggio della conservazione di locali storici, oggi questa malefica staffetta sia passata inosservata. Forse domina un senso di rassegnazione, forse da buoni liguri continuiamo ad andare avanti alla giornata, facendo scorrere un tempo che lentamente ci travolge. Eppure chi ieri ha letto l'inserto del XIX "ViviLiguria", non può non essere rimasto piacevolmente sorpreso da quell'avventura imprenditoriale che una coppia di Portovenere sta vivendo all'ombra del celebre borgo spezzino vendendo prodotti tipici liguri, in primis pesto, prodotti artigianalmente e a regola d'arte. E i loro compaesani si chiedono come si possa campare di solo pesto: belinoni, quando voi andate in vacanza siete attirati dall'originalità dei luoghi o dai Mc'Donalds?
    Alla nuova boutique, naturalmente, i miei migliori auguri di una pronta chiusura.

  2. #2
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    Predefinito

    infatti..tutti pensavano ad un nuovo bar - caffetteria o quant'altro invece ..l'ennesima boutique da " urlo"per pochi eletti !!!!!

    ma come fanno a campa ????

    saluti

  3. #3
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    Cool La Portofinizzazione 2!

    Caro Zena, Ti riporto il mio post del 14/05 sul thread "Bella senz'anima". Che dire, forse il peggio deve ancora arrivare.
    Saluti ...... costernati!

    Il termine "rapallizzazione" è entrato a far parte a pieno titolo dei neologismi della lingua italiana, quando si vuole indicare una cementificazione selvaggia e senza regole. Probabilmente tra qualche anno parleremo di "portofinizzazione" per indicare un altrettanto selvaggia commercializzazione di un paese o di una città. A Portofino negli ultimi 15 anni sono spariti negozi di alimentari, barbiere, parrucchieri per signora, macellaio, artigiani vari e addirittura bar e ristoranti. Terminato di trasformare il bel borgo in un grande centro commerciale a cielo aperto, ora le grandi firme passano all'attacco di SANTA. Oggi passando in largo Giusti vedo che al posto di BIMA (locale "storico" che i ns. Amministartori volevano e dovevano preservare) campeggia una gigantesca D&G (dove i + avezzi alle cose terrene riconosceranno il famoso marchio di moda Dolce & Gabbana). Nel giro di pochi giorni perdiamo così ben 2 esercizi "storici", alla faccia del famoso piano comunale per preservare i locali di interesse particolare (l'arredamento stile liberty di BIMA ad esempio). Non è difficile prevedere che nel prossimo futuro altri esercizi "storici" chiuderanno per far posto a boutique e gioiellerie di grido. Se vi capita andate a fare un giro sul bellissimo lugomare di Camogli, e notate i negozi. Non troverete ne Boutique alla moda ne grandi firme, ma + normalmente artigiani, librerie, gallerie d'arte, piccole bigiotterie, insomma quello che a Santa c'era 20 anni fa. Anche da loro esiste il turismo, ma hanno saputo preservare attività ed esercizi che invece da noi sono solo un pallido ricordo.
    Oramai la ns. anima è in svendita: approfittatene!
    Saluti ....... spaesati!

  4. #4
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    Predefinito realismo!

    come in un altro 3d, mi tocca vestire i panni del realista a tutti i costi!!

    ragazzi,
    rilevatelo voi un bar storico come bima ai costi attuali!
    e perchè un imprenditore che ha come obiettivo il guadagno e che, forse, guadagnando crea e ridistribuisce ricchezza, dovrebbe rinunciare all' affito che gli paga una multinazionale? (che, tra l' altro, se sul singolo negozio perde, può fregarsene)

    esame di coscienza:
    andavamo tutti sempre a prendere l' aperitivo da bima o a comprare da gianello sostenendoli?
    quanti imprenditori del settore di santa si sono fatti sotto per rilevare quell' attività?
    dall' amministrazione qualcuno ha cercato di fare qualcosa? (ad esempio cercando un grande operatore della ristorazione che intervenisse, magari in cambio di qualche concessione)

    il problema è quello della collocazione della città riguardo al suo futuro.
    dolce e gabbana non apre per vendere ai residenti (non sono in numero sufficiente a giustificare i costi)
    dolce e gabbana non apre per vendere ai milanesi (ci sono già più negozi di dolce e gabbana a milano)
    perchè dolce e gabbana apre a santa?
    forse per avere una vetrina di rilievo internazionale (se è così, bisognerebbe essere contenti)
    forse per occupare "militarmente"il territorio, essere presenti dove la concorrenza c'è già (magari santa soppianta portofino nel gotha dell' esclusività)
    forse per vendere agli americani e giapponesi che vengono scaricati a quintali dalle navi da crociera.
    forse perchè a dolce e gabbana piace santa margherita.
    (non credo, perchè secondo me la decisione di aprire il negozio a santa non l' hanno presa dolce e gabbana ma un oscuro ometto del marketing)
    quindi se è così, si tratta di capire perchè ad un oscuro ometto del marketing interessa aprire a santa margherita un negozio di dolce e gabbana e, se decidiamo che dolce e gabbana ci fa schifo, eliminare le ragioni che rendono santa appetibile a questa gente!!

    meditate gente, meditate!

  5. #5
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    Predefinito occorre proprio meditare!

    .........ma io dico: tra gli estremi non ci potrebbe essere una via di mezzo?

    Ricordo che, quando la libreria La Riviera decise di rifarsi il look, intervenne l'allora sindaco Bottino che , con la commissione edilizia, decise che la proprietà avrebbe potuto fare DENTRO quel che più le piaceva, ma FUORI No perchè , secondo gli esperti ,( parere che egli condivideva) l'esterno costituiva uno stile da preservare.

    non so se fece bene o male, ma non danneggiò certo l'attività tutt'ora esistente,

    Forse anche nel caso in questione, a parte il marchio che comunque da lustro a Santa, si poteva seguire un'altra strada che salvasse un po' l'immmagine storica ed anche l'esigenza di mercato.

    Qualcuno spera che quelle orribili porte nere siano solo provvisorie, messe lì tanto per non far vedere i lavori dentro.Mah!

    Del resto, tornando allo stile particolare di Bima,la sensibilità in queste cose non appartiene certo a questa amministrazione che spesso e volentieri si manifesta per quello che è: una amministrazione totalmente priva di rispetto per la storicità e la peculiarità del luogo.

    Anche i ciotoli di fiume dei giardini ne sono la prova!
    per non parlare della " mutanda" che non somiglia neppure lontanamente ad una vela!!!

  6. #6
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    Predefinito Re: realismo!

    Originally posted by BITRE
    come in un altro 3d, mi tocca vestire i panni del realista a tutti i costi!!

    ragazzi,
    rilevatelo voi un bar storico come bima ai costi attuali!
    e perchè un imprenditore che ha come obiettivo il guadagno e che, forse, guadagnando crea e ridistribuisce ricchezza, dovrebbe rinunciare all' affito che gli paga una multinazionale? (che, tra l' altro, se sul singolo negozio perde, può fregarsene)

    esame di coscienza:
    andavamo tutti sempre a prendere l' aperitivo da bima o a comprare da gianello sostenendoli?
    quanti imprenditori del settore di santa si sono fatti sotto per rilevare quell' attività?
    dall' amministrazione qualcuno ha cercato di fare qualcosa? (ad esempio cercando un grande operatore della ristorazione che intervenisse, magari in cambio di qualche concessione)

    il problema è quello della collocazione della città riguardo al suo futuro.
    dolce e gabbana non apre per vendere ai residenti (non sono in numero sufficiente a giustificare i costi)
    dolce e gabbana non apre per vendere ai milanesi (ci sono già più negozi di dolce e gabbana a milano)
    perchè dolce e gabbana apre a santa?
    forse per avere una vetrina di rilievo internazionale (se è così, bisognerebbe essere contenti)
    forse per occupare "militarmente"il territorio, essere presenti dove la concorrenza c'è già (magari santa soppianta portofino nel gotha dell' esclusività)
    forse per vendere agli americani e giapponesi che vengono scaricati a quintali dalle navi da crociera.
    forse perchè a dolce e gabbana piace santa margherita.
    (non credo, perchè secondo me la decisione di aprire il negozio a santa non l' hanno presa dolce e gabbana ma un oscuro ometto del marketing)
    quindi se è così, si tratta di capire perchè ad un oscuro ometto del marketing interessa aprire a santa margherita un negozio di dolce e gabbana e, se decidiamo che dolce e gabbana ci fa schifo, eliminare le ragioni che rendono santa appetibile a questa gente!!

    meditate gente, meditate!
    Io non so perchè Dolce e Gabbana apra a Santa Margherita. A dirti il vero non mi interessa nemmeno. So che aprendo un'attività come sottolineavi tu a utili zero al posto di un locale storico ha compromesso un ulteriore angolo storico di Santa Margherita per esporre...Il nulla. Era sufficiente una legge che vincolasse nome, esercizio e tutelasse lo stile del locale. Le soluzioni, con un minimo di buona volontà, si sarebbero trovate. Ma io dico, abbiamo degli amministratori: avranno il ruolo di porsi come interlocutori qualora sono in gioco determinati interessi, l'autorità di giudicare e suggerire la vita imprenditoriale sammargheritese, e invece cosa fanno? Per quanto riguarda il Covo l'unico che ha speso una parola è stato Plinio; Bima, come vediamo, ha chiuso definitivamente i battenti, le varie associazioni parlano al vento senza che esista un tavolo vero dove comune e categorie si incontrino per stabilire strategie e indirizzi, tant'è che assistiamo spesso a botta e risposta via Secolo XIX...Ma io dico: che Santa Margherita ne sta uscendo??? Il realismo a questo punto mi sembra giustificazionismo! Nel caso specifico di Bima sindaco e giunta avrebbero almeno dovuto esporsi per tempo e in prima persona di fronte all'opinione pubblica per rammaricarsi del cambio d'esercizio, per invitare alla ponderazione e per rilanciare un discorso di tutela degli esercizi storici! E invece? Invece tutti ci siamo indignati quando abbiam visto campeggiare fiere le insegne di D&G, percependo come Santa stia lentamente snaturandosi.

  7. #7
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    Predefinito

    vero che l' amministrazione non si è fatta vedere e sentire.
    vero che con una leggina si sarebbe potuto ovviare.
    io penso però che prevenire sia meglio di curare.
    bisognerebbe cioè capire dove vogliamo andare, indirizzare le scelte "prima" per far si che santa sia o appetibile a dolce e gabbana, oppure non lo sia.
    cioè, sostanzialmente, decidere e non subire.
    poi, io penso che le griffe e la tradizione possano anche convivere, basta che ci sia una linea ben chiara ed un amministrazione che ha in pugno la situazione e si pone come interlocutore unico e diretto.
    quindi, sostanzialmente, un'altra amministrazione.
    saluti

  8. #8
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    Cara Penelope,

    Non c'è la via di mezzo e ti spiego perchè , si sono montati la testa i nostri amministratori si credono padreterni sicurissimi di vincere alle prossime amministrative, io sarei curiosa di vedere come hanno arredato le loro case, a mio avviso se mettessero lo stesso amore con cui pensano ai fatti loro di sicuro Santa brillerebbe di luce sua con tutta l'anima. Ma Santa rispecchia i nostri amministratori e noi, che ci facciamo andare bene tutto io ho deciso di cambiare forse sarà peggio forse no, ma di sicuro non mi rassagno. E' venuto il momento di ripensarla d'accapo Santa prima che sia troppo tardi ma questa volta bisogna mettere da parte il Dio soldo e metterci la passione l'ideale.
    Forse è un sogno ma io credo nei sogni a volte si avverano.
    BACI STELLATI da Stella.

  9. #9
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    Cool Soldi e sentimenti.

    Credo che tutti noi siamo abbastanza "svezzati" per capire che ciò che sta avvenendo, ed avviene da molti anni, non è ne casuale ne assurdo. Il "mercato" ha regole ferree, se un grande marchio arriva è segno che la piazza è appettibile (il marketing è oramai alla base di queste scelte). Quello che si sta affrontando è un dibattito dei "sentimenti" di quello che era ed ora non è +.
    Credo che l'arrivo di D&G sia un ulteriore segnale che, esauriti i locali portofinesi, toccherà ora a Santa attnedrsi un'invasione delle firme della moda (con buona pace dei proprietari di fondi interessanti per accogliere boutiques di grido). Al di là del sentimento il "grigo d'allarme" che si deve levare è quello di far tesoro delle sventure di Portofino, per cercare di coniugare al meglio il mercato con la vivibilità del paese. Quella che forse impropriamente ho definito "portofinizzazione", è la sparizione di tutti i tipi di esercizi commerciali (alimentari, bigiotterie, artigiani, ecc.) in favore delle boutique e, nel ns. caso, di agenzie immobiliari. Credo che l'Amministarzione abbia le capacità e le possibilità di limitare i danni derivanti da questa pacifica (almeno nella forma) "invasione". Certo che quello che noto con preoccupazione è che mentre noi dibattiamo su questi problemi, i ns. Amministratori parlano di tunnel e di lavori miliardari e la ns. opposizione dorme il sonno del "giusto". Tra un anno si andrà al voto, spero che qualcuno oltre ai giusti intereventi proponga anche qualcosa per la salvezza di quello che resta della ns. storia e della ns. tradizione.
    Saluti ...... globalizzati!

  10. #10
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    Predefinito Re: realismo!

    Originally posted by BITRE
    come in un altro 3d, mi tocca vestire i panni del realista a tutti i costi!!




    nel realismo
    tutti i segnali che ognuno di noi rileva sembrano davvero legati ad un contesto sociale povero, in cui nessuno porta avanti un'idea di città.

    si potrebbe anche avere davanti, condivisibile o meno, un futuro da città vetrina. Poco lungimirante ma almeno sarebbe un'idea di città.

    Siamo invece in un luogo che pensa ad un tunnel senza proporre come completaemnto l'ipotesi di parcheggi sotteranei (qualche anno fa non era stato proposto un preprogetto che prevedeva una soluzione simile?

    Mi potrei ricredere: forse prima di avere un'idea di città occorre rivedere i fondamentali della vivibilità: depuratore (e non un trituratore come quello attuale) e parcheggi ad esempio...

    micia


 

 
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