...per nulla.
E' una bufala!
Perchè il Cav. non ci pensa proprio, è un uomo pratico, punta a finire ordinatamente l'intera legislatura alla testa del governo.
E auguri alla procura di Milano che il suo prossimo processo Sme potrà riprenderlo quando Berlusconi non ricoprirà più incarichi di rilievo istituzionale.
Chi legge il Foglio questo lo sapeva e lo aveva già scritto.
La conferma? "L'accordo è fatto" ha annunciato Fini, "i tempi dipendono solo dall'agenda parlamentare". Si riferisce al cosidetto lodo Maccanico.
Quanto al voto anticipato "non capisco proprio che interesse avremmo, gli elettori chiedono stabilità, intendiamo realizzare pienamente il nostro programma, e il tempo oltretutto ci farà andare incontro ad una congiuntura eonomica più favorevole.
Stop, capitolo chiuso.
E tutto il polverone sollevato da Fassino? "Il centrosinistra è molto nervoso", osserva sempre Fini.
Infatti.
Il fastidio dei prodiani alla chiamata alle armi anticipata del presidente della Commissione europea in caso di elezioni prima del tempo, il no immediato di Bertinotti a Prodi e la sua preferenza per Rutelli, il silenzio cauto di quest'ultimo, sono elementi che descrivono la sorpresa e la stizza di chi ha perduto di brutto un round decisivo.
Il conto alla rovescia per il nuovo ribaltone giudiziario s'è bloccato, l'appello alle supreme ragioni delòla dignità italiana da garantire in Europa non può più scattare, l'eterno ibis redibis dei compagni in toga questa volta è stroncato prima di produrre tutti i danni sediziosi.
Certo, è stato necessario alzare la voce, per smascherare e scongiurare lo sfascio. Ricorrere alla martellante evocazione del decennio ancora aperto alle nostre spalle, nato dalle monetine a Craxi e perpetuato dalla ricorrente tentazione di spogliare politica e sovranità popolare delle sue prerogative (ci si è messa pure Famiglia cristiana).
Mai miglior causa può meritare che si alzi la voce, in una democrazia liberale e non manettara.
In caso di bisogno, torneremo ad alzarla.
Ferrara sul Foglio di venerdì 16 maggio, al termine dell'articolo dal quale traggo liberamente, così conclude.
E' una promessa.
Da qui al 2020, quando scade un secondo eventuale settennato del Cavaliere al Quirinale, non sarà nè la prima nè, temiamo, l'ultima volta.
saluti




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