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Discussione: comunisti

  1. #21
    Makeru ga, katta
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    Before you all die ghastly, horrible deaths, let me take the hour to describe my latest plan for world domination! Uhauhauha!
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    Non discuto sul fatto che in italia la sinistra possa aver avuto una certa "egemonia culturale". Forse perchè il solo PCI aveva un 25 % di elettori, non lo so.
    Però ho notato una paranoia fortissima da parte degli attuali elettori di destra. Questa non la capisco proprio. Anche perchè non esistono leggi che vietino di dire cose non di sinistra.

    Quando vi furono i fatti di Genova, io ero in albergo. Un tipo che capita spesso in hotel (è amico del proprietario) venne a vedere la tv, e quando dettero la notizia della morte di Giuliani, balzò in piedi gridando "hanno fatto bene, quel comunista di ....."
    Io protestai, molto timidamente perlatro, dato che era solo un ragazoz di 23 anni, e comunque, anche se stava commettendo un atto grave, bisognerebbe dispiacersi sempre quando qualcuno muore (almeno io la vedo così). E questo ad additarmi come comunista!
    Da allora, per tutti i miei capi e colleghi, io sono il "comunista".

    Ma che cavolo, allora dovevo essere contento anch'io della morte di una persona, per non essere additato di "comunista"?

    Vorrei dire che state rasentando il ridicolo, ma credo che abbiate passato pure questo. A volte ho paura della mia incolumità.
    _______________________
    Gli zeri, per valere qualcosa,
    devono stare a destra.

  2. #22
    anticomunista
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    In origine postato da Pieffebi

    Certo che per essere anti-anticomunisti nel 2003 essere coglioni non è indispensabile, ma sicuramente aiuta molto.

    buona questa!

  3. #23
    anticomunista
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    Thumbs up Re: comunisti

    In origine postato da Ulan
    Finalmente in questo Paese qualcuno si ricorda che ci sono i comunisti, mai denuncia fu più opportuna e se veemente come quella del Premier tanto meglio!
    Come, si dice, la grande vittoria del Maligno sia stato il farci dubitare della sua esistenza, così l’ultima chance dei bolsceviki è quella d’infondere la certezza che non siano mai esistiti: è stato uno scherzo con 70 milioni di suicidî.
    I benpensanti l’hanno detto a chiare lettere i comunisti non esistono e semmai ci furono erano simili agli atlantidi, una razza mitica foriera di preziosi e benefici insegnamenti; leggendari visitatori alieni che ci donarono la democrazia e poi sparirono lasciandosi però alle spalle una casta sacerdotale che dai media e dalle scuole vigila sulla conservazione della liturgia e dell’ortodossia resistenziale.
    Tutto procede come aveva vaticinato Orwel nel romanzo «1984»: manipolano la storia, la letteratura e per sopramercato anche la scienza giuridica.
    Tanto per parlare d’una cosa sulla bocca di tutti non è che i magistrati siano tutti rossi, è che dalle facoltà di giurisprudenza escono tanti giovini a modo, magari votano anche la CdL, ma l’unico criterio che hanno per interpretare la legge è quello del sociologismo marxista-cretinista.
    Non è tragico che vi siano giuristi di sinistra, è drammatico che quelli di destra dicano pressappoco le stesse cose!
    Così con la storia, non tanto quella recente perché lì a porre un freno vi sono ancora i ricordi di famiglia che raramente coincidono con la vulgata resistenziale, quanto quella più antica ormai valutata solo sui criteri della lotta di classe o simili farneticanti parametri che portano ad una inappellabile condanna di tutte le classi dirigenti del passato.
    In realtà è quella proletario-comunista ad essersi rivelata la peggiore della storia umana, battendo per incapacità ed infamia qualsiasi altra.
    Il comunismo fu e resta l’esperienza politica più devastante di tutti i tempi per durata ed estensione (ed ancora domina su più d’un miliardo di uomini), senza attenuanti, scusanti né conquiste che in qualche modo ne compensino i danni.
    L’impero dello Zar era un paese in via di sviluppo con più prospettive di altri, oggi è senza speranza, non meno importante.
    La Russia ottocentesca era una superpotenza dello Spirito oggi arte, musica e letteratura vi agonizzano.
    Un fallimento inappellabile costato milioni di vittime immolate prima che sull’altare della ideologia su quello della stupidità.
    Milioni di cadaveri per coprire gli errori d’omuncoli da poco ma decisi a non mollare l’osso ghermito con la violenza e l’assassinio.
    La grande carestia degli anni ’30, di cui qualche mese fa pubblicammo una testimonianza, ne è un esempio.
    La collettivizzazione agricola doveva essere l’apporto originale che il grande pensatore Giuseppe Baffone Stalin voleva donare alla dottrina marxista-leninista.
    6-8 milioni di morti servirono allo sviluppo del suo teorema, le grandi purghe di 5 anni dopo ad eliminare i carnefici.
    Quello fu, per decenni, l’unico cemento dell’allegra brigata Stalin, Beria, Molotov, Cruschev & C: celare il fallimento e l’eccidio sterminando i testimoni del primo e di esecutori materiali del secondo.
    Alla fine della banda ne rimase uno solo e riuscirono pure caricandolo sulla troika con Kennedy e Papa Giovanni e a vendercelo come il Babbo Natale della steppa.
    Nel comunismo v’è qualcosa di profondamente folle che lo differenzia da tutti i regimi basati sulla violenza e sul terrore (ma ha tratti comuni con l’Inquisizione): sterminare un popolo per il bene del popolo, tormentare qualcuno per il suo vantaggio ultimo, tecnicamente si chiama eterogenesi dei fini, praticamente delazione, fame, tortura e morte.
    Anche la storia del comunismo italiano non ci risparmia simili nefandezze solo, grazie a Dio ed agli Alleati, quantitativamente più modeste.
    Tralasciando i fatti degli anni ’40 salvo ricordare una verità banale: furono applicazione pratica, programmata, intenzionale, scientifica, della lotta di classe (così come fu questione di classe e non di nazionalità o appartenenza politica la persecuzione titina, almeno fino al 1948); soffermiamoci invece sui favolosi anni di piombo.
    Ci raccontano, con una faccia tosta ed un’autoreferenzialità sconcertanti, che allora il PCI fu il bersaglio delle BR e tenace bastione della democrazia.
    A parte il fatto che entrambe le entità citate erano due delle molte pedine con cui l’URSS giocava la sua partita per il predominio mondiale, di sicuro c’è che il PCI negò l’esistenza stessa delle BR fin oltre i limiti del ridicolo.
    Troppo al lungo fu detto che erano provocatori fascisti e sedicenti comunisti, del resto ancor oggi il militonto interrogato risponde: «Le BR sono un complotto della CIA».
    Per anni botteghe oscure negò il problema impedendo di fatto la ricerca di soluzioni, poi offrì un tardivo contributo quando la situazione divenne insostenibile, ma in cosa constò poi ‘sto contributo? Nel dissuadere i propri uomini dal fiancheggiare i terroristi! Bella gente avevano tra gli iscritti!
    Certo non dovette essere stato facile convincere i proprî a non gettarsi a capofitto nella rivoluzione, quella rivoluzione di cui avevano discusso e fantasticato per decenni delle riunioni di cellula, quella rivoluzione di cui ogni iscritto sapeva di dover essere l’avanguardia.
    Ed alla fine resta il dubbio che ai BR non abbino rimproveravano la violenza ma l’aver violato il monopolio della violenza rivoluzionaria detenuto dal PCUS e da questi girato al proprio mandatario di zona.
    La storia del comunismo è stupefacente, un sublimato di morte, stupidità, fanatismo e brutalità.
    C’è in essa qualcosa di diabolico: la volontà di ricreare un mondo nuovo, un uomo nuovo è chiaramente luciferina, è una tragica parodia della Creazione che porta all’inversione dell’ordine naturale delle cose.
    Ma a parte tutto una cosa dev’esser chiara: la lotta di classe è crimine contro l’umanità che non differisce in nulla dal genocidio a motivo razziale.
    Anzi, nella realtà dell’Europa Centro-Orientale, dove etnia e classe coincidono, questa può diventare una chiave di lettura per spiegare tanto l’antisemitismo hitleriano (in fondo il suo era pur sempre il Partito Nazional Socialista dei Lavoratori Tedeschi), quanto il più recente yugo-macello.
    Oggi, non è persone rispettabile (anzi è penalmente perseguibile in molti Paesi) chiunque neghi i campi di sterminio, si diletti di svastiche e parli bene di Adolf.
    Giusto, nulla da eccepire, ma non può essere persona rispettabile che neghi o abbozzi su gulag, foibe e collettivizzazioni forzate, chi esacri una condanna a morte inflitta da un tribunale d’uno Stato di diritto per punire un crimine e giustifichi quella pronunciata da un tribunale del popolo per difendere un regime; chi ami Castro e in fondo in fondo trovi qualcosa di buono anche in Stalin.
    Questi dovrebbero divenire paria sociali, non v’è differenza tra lo skin ed il comunista, bene fa Berlusconi a ricordarlo.
    Ricordiamolo e diciamolo, senza temere il sarcasmo e la sufficienza dei moderati, degli intellettualoidi, degli utili idioti, di quelli che «non c’è più il Muro di Berlino», di quelli che: «Guerra Fredda è finita».
    Si, il Muro è crollato e le macerie hanno seppellito loro!
    Si, la Guerra Fredda è finita e l’abbiamo vinta noi!
    da sottoscrivere. I comunisti sono ancora tra noi, barbari, brutali, crudeli, balordi, maligni, subdoli, meschini e vili come sempre....

  4. #24
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    Predefinito Re: comunisti

    In origine postato da Ulan
    Finalmente in questo Paese qualcuno si ricorda che ci sono i comunisti, mai denuncia fu più opportuna e se veemente come quella del Premier tanto meglio!
    Come, si dice, la grande vittoria del Maligno sia stato il farci dubitare della sua esistenza, così l’ultima chance dei bolsceviki è quella d’infondere la certezza che non siano mai esistiti: è stato uno scherzo con 70 milioni di suicidî.
    I benpensanti l’hanno detto a chiare lettere i comunisti non esistono e semmai ci furono erano simili agli atlantidi, una razza mitica foriera di preziosi e benefici insegnamenti; leggendari visitatori alieni che ci donarono la democrazia e poi sparirono lasciandosi però alle spalle una casta sacerdotale che dai media e dalle scuole vigila sulla conservazione della liturgia e dell’ortodossia resistenziale.
    Tutto procede come aveva vaticinato Orwel nel romanzo «1984»: manipolano la storia, la letteratura e per sopramercato anche la scienza giuridica.
    Tanto per parlare d’una cosa sulla bocca di tutti non è che i magistrati siano tutti rossi, è che dalle facoltà di giurisprudenza escono tanti giovini a modo, magari votano anche la CdL, ma l’unico criterio che hanno per interpretare la legge è quello del sociologismo marxista-cretinista.
    Non è tragico che vi siano giuristi di sinistra, è drammatico che quelli di destra dicano pressappoco le stesse cose!
    Così con la storia, non tanto quella recente perché lì a porre un freno vi sono ancora i ricordi di famiglia che raramente coincidono con la vulgata resistenziale, quanto quella più antica ormai valutata solo sui criteri della lotta di classe o simili farneticanti parametri che portano ad una inappellabile condanna di tutte le classi dirigenti del passato.
    In realtà è quella proletario-comunista ad essersi rivelata la peggiore della storia umana, battendo per incapacità ed infamia qualsiasi altra.
    Il comunismo fu e resta l’esperienza politica più devastante di tutti i tempi per durata ed estensione (ed ancora domina su più d’un miliardo di uomini), senza attenuanti, scusanti né conquiste che in qualche modo ne compensino i danni.
    L’impero dello Zar era un paese in via di sviluppo con più prospettive di altri, oggi è senza speranza, non meno importante.
    La Russia ottocentesca era una superpotenza dello Spirito oggi arte, musica e letteratura vi agonizzano.
    Un fallimento inappellabile costato milioni di vittime immolate prima che sull’altare della ideologia su quello della stupidità.
    Milioni di cadaveri per coprire gli errori d’omuncoli da poco ma decisi a non mollare l’osso ghermito con la violenza e l’assassinio.
    La grande carestia degli anni ’30, di cui qualche mese fa pubblicammo una testimonianza, ne è un esempio.
    La collettivizzazione agricola doveva essere l’apporto originale che il grande pensatore Giuseppe Baffone Stalin voleva donare alla dottrina marxista-leninista.
    6-8 milioni di morti servirono allo sviluppo del suo teorema, le grandi purghe di 5 anni dopo ad eliminare i carnefici.
    Quello fu, per decenni, l’unico cemento dell’allegra brigata Stalin, Beria, Molotov, Cruschev & C: celare il fallimento e l’eccidio sterminando i testimoni del primo e di esecutori materiali del secondo.
    Alla fine della banda ne rimase uno solo e riuscirono pure caricandolo sulla troika con Kennedy e Papa Giovanni e a vendercelo come il Babbo Natale della steppa.
    Nel comunismo v’è qualcosa di profondamente folle che lo differenzia da tutti i regimi basati sulla violenza e sul terrore (ma ha tratti comuni con l’Inquisizione): sterminare un popolo per il bene del popolo, tormentare qualcuno per il suo vantaggio ultimo, tecnicamente si chiama eterogenesi dei fini, praticamente delazione, fame, tortura e morte.
    Anche la storia del comunismo italiano non ci risparmia simili nefandezze solo, grazie a Dio ed agli Alleati, quantitativamente più modeste.
    Tralasciando i fatti degli anni ’40 salvo ricordare una verità banale: furono applicazione pratica, programmata, intenzionale, scientifica, della lotta di classe (così come fu questione di classe e non di nazionalità o appartenenza politica la persecuzione titina, almeno fino al 1948); soffermiamoci invece sui favolosi anni di piombo.
    Ci raccontano, con una faccia tosta ed un’autoreferenzialità sconcertanti, che allora il PCI fu il bersaglio delle BR e tenace bastione della democrazia.
    A parte il fatto che entrambe le entità citate erano due delle molte pedine con cui l’URSS giocava la sua partita per il predominio mondiale, di sicuro c’è che il PCI negò l’esistenza stessa delle BR fin oltre i limiti del ridicolo.
    Troppo al lungo fu detto che erano provocatori fascisti e sedicenti comunisti, del resto ancor oggi il militonto interrogato risponde: «Le BR sono un complotto della CIA».
    Per anni botteghe oscure negò il problema impedendo di fatto la ricerca di soluzioni, poi offrì un tardivo contributo quando la situazione divenne insostenibile, ma in cosa constò poi ‘sto contributo? Nel dissuadere i propri uomini dal fiancheggiare i terroristi! Bella gente avevano tra gli iscritti!
    Certo non dovette essere stato facile convincere i proprî a non gettarsi a capofitto nella rivoluzione, quella rivoluzione di cui avevano discusso e fantasticato per decenni delle riunioni di cellula, quella rivoluzione di cui ogni iscritto sapeva di dover essere l’avanguardia.
    Ed alla fine resta il dubbio che ai BR non abbino rimproveravano la violenza ma l’aver violato il monopolio della violenza rivoluzionaria detenuto dal PCUS e da questi girato al proprio mandatario di zona.
    La storia del comunismo è stupefacente, un sublimato di morte, stupidità, fanatismo e brutalità.
    C’è in essa qualcosa di diabolico: la volontà di ricreare un mondo nuovo, un uomo nuovo è chiaramente luciferina, è una tragica parodia della Creazione che porta all’inversione dell’ordine naturale delle cose.
    Ma a parte tutto una cosa dev’esser chiara: la lotta di classe è crimine contro l’umanità che non differisce in nulla dal genocidio a motivo razziale.
    Anzi, nella realtà dell’Europa Centro-Orientale, dove etnia e classe coincidono, questa può diventare una chiave di lettura per spiegare tanto l’antisemitismo hitleriano (in fondo il suo era pur sempre il Partito Nazional Socialista dei Lavoratori Tedeschi), quanto il più recente yugo-macello.
    Oggi, non è persone rispettabile (anzi è penalmente perseguibile in molti Paesi) chiunque neghi i campi di sterminio, si diletti di svastiche e parli bene di Adolf.
    Giusto, nulla da eccepire, ma non può essere persona rispettabile che neghi o abbozzi su gulag, foibe e collettivizzazioni forzate, chi esacri una condanna a morte inflitta da un tribunale d’uno Stato di diritto per punire un crimine e giustifichi quella pronunciata da un tribunale del popolo per difendere un regime; chi ami Castro e in fondo in fondo trovi qualcosa di buono anche in Stalin.
    Questi dovrebbero divenire paria sociali, non v’è differenza tra lo skin ed il comunista, bene fa Berlusconi a ricordarlo.
    Ricordiamolo e diciamolo, senza temere il sarcasmo e la sufficienza dei moderati, degli intellettualoidi, degli utili idioti, di quelli che «non c’è più il Muro di Berlino», di quelli che: «Guerra Fredda è finita».
    Si, il Muro è crollato e le macerie hanno seppellito loro!
    Si, la Guerra Fredda è finita e l’abbiamo vinta noi!
    Si. Parole sante . Che andrebbero pubblicate in ogni scuola, ritrovo sociale , media...insomma...in ogni dove. Vorrei solo aggiungere qualcosa sulla parte finale:La guerra fredda l'abbiamo vinta noi,alla fine, questo e' vero.Le macerie hanno seppellito loro! Non dimentichiamolo e ...facciamoglielo SEMPRE sapere. Eppure, questa guerra, sembra non finire mai.NON possiamo abbassare la guardia MAI, come tu spieghi benissimo. Voglio ringraziarti per essere, con queste tue parole... un, raro, COMBATTENTE, Ad Honorem, di questa sempre difficile e coraggiosissima GUERRA. Ulan. Quanti ne servirebbero, in Italia, ...al mondo..,come te'. Il coraggio , l'indipendenza, la VERA intelligenza e la forza, di essere se' stessi, non hanno prezzo, Ulan.Tutto il mio rispetto ed i miei ringraziamenti.

  5. #25
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    Anche perche'...vorrei aggiungere, oggi sono piu' infidi, fumosi, falsi e mimetizzati che mai. Staniamoli.Facciamogli sapere che i loro trucchi, maschere e riciclaggi verso vari nomi ed anche "cappelli"...(tipo..: quello della grande finanza monopolista e del VERO "capitalismo sfruttatore...cioe' proprio cio' che loro dicono di denunciare!) ..NON ci confondono le idee. Noi abbiamo il coraggio di SAPERE e riconoscerli lo stesso.

  6. #26
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    In origine postato da marcejap
    Non discuto sul fatto che in italia la sinistra possa aver avuto una certa "egemonia culturale". Forse perchè il solo PCI aveva un 25 % di elettori, non lo so.
    Però ho notato una paranoia fortissima da parte degli attuali elettori di destra. Questa non la capisco proprio. Anche perchè non esistono leggi che vietino di dire cose non di sinistra.

    Quando vi furono i fatti di Genova, io ero in albergo. Un tipo che capita spesso in hotel (è amico del proprietario) venne a vedere la tv, e quando dettero la notizia della morte di Giuliani, balzò in piedi gridando "hanno fatto bene, quel comunista di ....."
    Io protestai, molto timidamente perlatro, dato che era solo un ragazoz di 23 anni, e comunque, anche se stava commettendo un atto grave, bisognerebbe dispiacersi sempre quando qualcuno muore (almeno io la vedo così). E questo ad additarmi come comunista!
    Da allora, per tutti i miei capi e colleghi, io sono il "comunista".

    Ma che cavolo, allora dovevo essere contento anch'io della morte di una persona, per non essere additato di "comunista"?

    Vorrei dire che state rasentando il ridicolo, ma credo che abbiate passato pure questo. A volte ho paura della mia incolumità.
    uno degli elementi che indigna di più rispetto al comunismo è il debole, anzi debolissimo esame di coscienza che si fanno i neocomunisti e gran parte della sx sulla storia sanguinosa del comunismo del XX secolo e di oggi. C'è ancora chi giustifica Stalin, c'è ancora chi inneggia a Mao, c'e ancora chi esalta Fidel, o persino il compagno Kim. Non si dica poi dei silenzi glaciali e omertosi sulle nefandezze, i massacri, i genocidi compiuti in nome del comunismo (di cui i circa duecento milioni di morti accertati non sono che un aspetto). Tutto ciò ripugna, e proietta sugli eredi coscienti o meno del comunismo storico un'ombra sinistra di infamia ed abbiezione...

    saluti

  7. #27
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    Si. Tutto verissimo e da sottoscrivere,ma,vorrei aggiungere,la parte peggiore del comunismo NON sono nemmeno i morti. Per centinaia di milioni che siano.Non sono nemmeno le sue applicazioni "reali" ,aberranti , disgustanti ed oppressive che siano. La parte peggiore di comunismi e socialismi vari e' gia'inclusa nei suoi postulati di partenza, che fanno dell'individuo....niente. Che fanno delle persone...delle "masse" o...delle "classi sociali" , in lotta .."necessariamente"..una con l'altra . Una filosofia ed una mentalita' che ,obbligatoriamente, punisce creativita', vera produttivita',iniziativa ed ORGOGLIO personale ,e che fa' finta che le DIFFERENZE, individuali e personali non esistano . E che , anzi, punisce , attivamente iniziativa ed orgoglio personali. " 1984" sta' gia nei postulati , nella teoria e nella mentalita' di tutte le sinistre del mondo. Essere dei veri e propri NEMICI, attivi e dichiarati,di queste macabre e criminali organizzazioni... e' ,non solo un atto di orgoglio ed etica personale, e'un , coraggiosissimo, OBBLIGO, verso se' stessi prima di tutto e poi verso chi ci e' caro.

  8. #28
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    Il sottotenente Hiroo Onoda, che il 5 marzo 1974 stava ancora combattendo la Seconda Guerra Mondiale.
    Quando gli hanno detto che la guerra era finita, è scoppiato in lacrime.
    Succede.

  9. #29
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    In origine postato da pcosta


    Il sottotenente Hiroo Onoda, che il 5 marzo 1974 stava ancora combattendo la Seconda Guerra Mondiale.
    Quando gli hanno detto che la guerra era finita, è scoppiato in lacrime.
    Succede.
    Si. Un riferimento appropriato. Azzeccatissimo.......a tutti i post-sinistri e socialisti del mondo che....sono ancora li' che "combattono" per il ..."riscatto dei poveri e degli oppressi" e per i "proletari del mondo uniti". Sveglia! Siamo nel 2003 , branco di sottosviluppati. "Masse"..( dato che LORO vogliono auto definirsi cosi'!)..di..."arretrati":...Siamo nel 2003!!!

  10. #30
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    In origine postato da Felix
    uno degli elementi che indigna di più rispetto al comunismo è il debole, anzi debolissimo esame di coscienza che si fanno i neocomunisti e gran parte della sx sulla storia sanguinosa del comunismo del XX secolo e di oggi. C'è ancora chi giustifica Stalin, c'è ancora chi inneggia a Mao, c'e ancora chi esalta Fidel, o persino il compagno Kim. Non si dica poi dei silenzi glaciali e omertosi sulle nefandezze, i massacri, i genocidi compiuti in nome del comunismo (di cui i circa duecento milioni di morti accertati non sono che un aspetto). Tutto ciò ripugna, e proietta sugli eredi coscienti o meno del comunismo storico un'ombra sinistra di infamia ed abbiezione...

    saluti

    Felix, scusami tanto, ma questa non è una risposta al mio post. Io lamento di essere stato aggredito verbalmente ed additato di "comunista" perchè mi sono dispiaciuto per la morte id una ragazzo, indipendentemente dalle sue idee. A me dispiace della morte di chiunque, a prescindere (mi spiacerà anche quando moriranno Priebke e Pinochet. Anche perchè spero sempre in un loro pentimento. Retaggio di anni di dottrina cattolica, pur essendo ormai agnostico). I genocidi che c'entrano? E' stata forse opera mia? Forse che ero un guardiano di gulag nella mia vita precedente? Se ne parla perchè voi maldestri non sapete cosa controbattere. La verità è che c'è molto odio da una parte e dall'altra, ma quando qualcuno cerca parole di concordia, riecco rispuntare la tiritera dei milioni di morti.
    Ho 33 anni, ed in questi 33 anni non ho mai fatto male ad una mosca (oddio, qualche zanzara, soprattutto in quetso periodo, l'ho fatta fuori). Sono figlio di genitori buoni e gentili con tutti, che hanno creduto sinceramente al comunismo ed al riscatto di una vita di stenti, privazioni e lavoro duro, ma che hanno anche capito che aveva fatto male a tanta gente ed hanno avuto la forza ed il coraggio di cambiare. Eppure non basta a farci semplici cittadini di centro-sinistra. No, siamo brutti, sporchi, cattivi, sanguinari...

    Beh, non vedo cosa aspettiate voi maldestri a venirci a casa ad ammazzare, come facevano cileni ed argentini...

    Te & PFB avete bisogno del mio indirizzo?

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Permessi di Scrittura

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