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  1. #1
    Simply...cat!
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    Predefinito La sinistra è ancora comunista.Altro che storie

    E' o non è un dato di fatto che la sinistra,unica in Europa,qui da noi,è alleata con 2 partiti che nel loro nome si dicono COMUNISTI?
    E' o non è un dato di fatto che il partito di RIFONDAZIONE COMUNISTA vuole,come dice il nome,RIFONDARE il COMUNISMO?
    E' o non è un dato di fatto che chi si allea con un partito simile ne condivide,almeno in parte,gli obbiettivi?
    E' o non è un dato di fatto che quando ex comunisti(PDS) e neo comunisti(PRC) si alleano praticamente si riforma il vecchio PCI?
    Cos'è servito allora ai DS abiurare il comunismo nell' '89 se poi si alleano con gente che lo vuole rifondare di nuovo?Un'operazione di facciata?Probabilmente è cosi'.

  2. #2
    decerebrato consapevole
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    Predefinito

    Ti consiglio di cominciare a intestare le tue proprieta', l'auto, la moto, e anche la cuccia del cane a qualche tuo parente all'estero.

    Questi qui stanno tornando, piu' cattivi di prima.
    Altro che abolizione della proprieta' privata, qui si magnano anche i bambini!
    "Preoccuparsi e' inutile. Infatti se esiste una soluzione al problema non ha senso preoccuparsi. E se la soluzione non esiste allora perche' preoccuparsi?" - Ignoto.

  3. #3
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito Re: La sinistra è ancora comunista.Altro che storie

    Originally posted by Dragonball
    E' o non è un dato di fatto che la sinistra,unica in Europa,qui da noi,è alleata con 2 partiti che nel loro nome si dicono COMUNISTI?
    E' o non è un dato di fatto che il partito di RIFONDAZIONE COMUNISTA vuole,come dice il nome,RIFONDARE il COMUNISMO?
    E' o non è un dato di fatto che chi si allea con un partito simile ne condivide,almeno in parte,gli obbiettivi?
    E' o non è un dato di fatto che quando ex comunisti(PDS) e neo comunisti(PRC) si alleano praticamente si riforma il vecchio PCI?
    Cos'è servito allora ai DS abiurare il comunismo nell' '89 se poi si alleano con gente che lo vuole rifondare di nuovo?Un'operazione di facciata?Probabilmente è cosi'.
    L'Italia è sempre più avanzata politicamente, fattene una ragione

    Viva il comunismo e i comunisti!

  4. #4
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    Predefinito Caro Dragonball....

    Non capisco se sei un bambino scherzoso o se parli sul serio. Forse non ti sei accorto che la classe politica italiana è praticamente la stessa della prima repubblica.

    Oppure pensi che i fascisti del MSI (quelli del saluto romano ad ogni comizio di Fini, LaRussa, Gasparri, Storace, ecc.) abbiano cambiato pelle perchè adesso si chiamano AN? Hai fatto caso cosa campeggia al centro dello stemma di AN?

    E tu pensi che i democristiani che adesso militano in FI e UDC non siano gli stessi di Forlani, Andreotti & C.? E i socialisti? Gli unici nuovi sono gli avvocati e i giudici di Berlusconi, portati in parlamento a svolgere precisi compiti.

    Questo, secondo me, è uno dei problemi più grandi che abbiamo in Italia. Eppure un decennio dovrebbe essere un periodo abbastanza congruo per cambiare classe politica.
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  5. #5
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito

    Bandiera rossa
    Musica di Anonimo
    Testo di Carlo Truzzi

    Avanti o popolo alla riscossa
    Bandiera rossa, bandiera rossa
    Avanti o popolo alla riscossa
    Bandiera rossa trionferà

    Bandiera rossa la trionferà
    Bandiera rossa la trionferà
    Bandiera rossa la trionferà
    Evviva il comunismo e la libertà!

    Degli sfruttati, l'immensa schiera
    La pura innalzi rossa bandiera,
    O proletari, alla riscossa
    Bandiera rossa trionferà

    Avanti o popolo alla riscossa
    Bandiera rossa, bandiera rossa
    Avanti o popolo alla riscossa
    Bandiera rossa trionferà

    Bandiera rossa la trionferà
    Bandiera rossa la trionferà
    Bandiera rossa la trionferà
    Evviva il comunismo e la libertà!

    Dai campi al mare, alla miniera,
    Dei proletari, l'immensa schiera
    Avanti é l'ora della riscossa.
    Bandiera rossa trionferà
    Bandiera rossa la trionferà
    Bandiera rossa la trionferà
    Bandiera rossa la trionferà
    Evviva il comunismo e la libertà!

    Non più nemici, non più frontiere,
    Lungo i confini rosse bandiere.
    O proletari, alla riscossa
    Bandiera rossa trionferà

    Bandiera rossa la trionferà
    Il frutto del lavoro a chi lavora andrà
    Bandiera rossa la trionferà
    Evviva il comunismo e la libertà!

    Avanti o popolo, tuona il cannone
    Rivoluzione, rivoluzione,
    Avanti o popolo, tuona il cannone
    Rivoluzione noi vogliamo far.

    Rivoluzione noi vogliamo far
    Rivoluzione noi vogliamo far
    Rivoluzione noi vogliamo far
    Evviva il comunismo e la libertà!

  6. #6
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito

    Il Manifesto di Marx ed Engels

    Uno spettro si aggira per l'Europa: lo spettro del comunismo. Tutte le potenze della vecchia Europa si sono alleate in una santa caccia spietata a questo spettro. Il comunismo è ormai riconosciuto come potenza da tutte le potenze europee. E ormai tempo che i comunisti espongano apertamente a tutto il mondo il loro modo di vedere, i loro scopi, le loro tendenze, e che alla fiaba dello spettro del comunismo contrappongano un manifesto di partito...

    La storia di ogni società civile sinora esistita è storia di lotta di classi. Liberi e schiavi, patrizi e plebei, baroni e servi della gleba, membri delle corporazioni e garzoni, in una parola oppressori e oppressi sono sempre stati in contrasto tra di loro, hanno sostenuto una lotta ininterrotta, a volte nascosta, a volte palese: una lotta che finì sempre o con una trasformazione rivoluzionaria di tutta la società o con la rovina comune delle classi in lotta... La moderna società borghese, sorta dalle rovine della società feudale, non ha eliminato i contrasti tra le classi... L'epoca della borghesia si distingue tuttavia perché ha semplificato i contrasti tra le classi. La società intera si va sempre più scindendo in due grandi campi nemici:... la borghesia e il proletariato...

    La borghesia ha avuto nella storia una funzione veramente rivoluzionaria. Dove è giunta al potere ha distrutto tutte le condizioni di vita feudali, patriarcali, idilliache... non ha lasciato tra uomo e uomo altro vincolo che il nudo interesse... non può esistére senza rivoluzionare di continuo gli strumenti della produzione, quindi i rapporti di produzione, quindi tutto l'insieme dei rapporti sociali...

    Nel suo dominio di classe, che dura appena da un secolo, la borghesia ha creato forze produttive il cui numero e la cui importanza superano quanto mai avessero fatto tutte insieme le generazioni passate, (ma) le condizioni borghesi di produzione e di scambio, i rapporti borghesi di proprietà, la moderna società borghese che ha evocato come per incanto così potenti mezzi di produzione e di scambio, rassomiglia allo stregone che non può più dominare le potenze sotterranee da lui evocate.

    Da qualche decina d'anni la storia dell'industria e del commercio non è che la storia della ribellione delle moderne forze produttive contro i moderni rapporti di produzione, contro i rapporti di proprietà che sono le condizioni di esistenza della borghesia e del suo dominio.
    Le forze produttive di cui essa dispone non giovano più a favorire lo sviluppo della civiltà borghese; al contrario, esse sono divenute troppo potenti per tali rapporti (e) minacciano l'esistenza della società borghese.

    Le armi con cui la borghesia ha abbattuto il feudalesimo si rivolgono ora contro la borghesia stessa. Ma essa non ha soltanto fabbricato le armi che le recano la morte; ha anche creato gli uomini che useranno quelle armi: i moderni operai, i proletari. Nella stessa misura in cui si sviluppa la borghesia, vale a dire il capitale, si sviluppa anche il proletariato (che) attraversa diversi gradi di evoluzione. La sua lotta contro la borghesia comincia con la sua esistenza... Di quando in quando gli operai vincono, ma solo in modo effimero. Il vero risultato delle loro lotte non è il successo immediato, ma l'unione sempre più estesa degli operai.

    Questa organizzazione dei proletari in classe e quindi in partito politico viene ad ogni istante nuovamente spezzata dalla concorrenza che gli operai si fanno tra se stessi. (Ma) nei periodi in cui la lotta di classe si avvicina al momento decisivo, il processo di dissolvimento in seno alla classe dominante assume un carattere così violento... che una piccola parte della classe dominante si stacca da essa per unirsi alla classe rivoluzionaria... Come già un tempo una parte della nobiltà passò alla borghesia, così ora una parte della borghesia passa al proletariato... Tutte le classi che sinora si impossessarono del potere cercarono di assicurarsi la posizione raggiunta assoggettando tutta la società alle condizioni del loro guadagno. I proletari, invece, possono impossessarsi delle forze produttive sociali soltanto abolendo il loro modo di appropriazione attuale e con esso l'intero modo di appropriazione.

    Tutti i movimenti avvenuti sinora furono movimenti di minoranze o nell'interesse delle minoranze. Il movimento proletario è il movimento indipendente dell'enorme maggioranza nell'interesse dell'enorme maggioranza.
    Che relazione passa tra i comunisti e i proletari in genere? I comunisti non costituiscono un partito particolare di fronte agli altri partiti operai: (se ne) distinguono per il fatto, che nei vari stadi di sviluppo che la lotta tra proletariato e borghesia va attraversando, rappresentano sempre l'interesse del movimento complessivo.


    I comunisti sono la parte più risoluta dei partiti operai di tutti i paesi, quella che sempre spinge avanti; dal punto di vista della teoria, essi hanno un vantaggio sulla restante massa del proletariato per il fatto che conoscono le condizioni e l'andamento e i risultati generali del movimento proletario. Le posizioni teoriche dei comunisti non poggiano affatto sopra idee o principi che siano stati inventati o scoperti da questo o quel rinnovatore del mondo. Esse sono soltanto espressioni generali dei rapporti effettivi di una lotta di classe che già esiste, di un movimento storico che si svolge sotto i nostri occhi.

    L'abolizione di rapporti di proprietà esistiti fino a un dato momento non è qualcosa di distintivo peculiare del comunismo.

    Tutti i rapporti di proprietà sono stati soggetti a continui cambiamenti storici, a una continua alterazione storica.

    Per esempio, la rivoluzione francese abolì la proprietà feudale in favore di quella borghese.

    Quel che contraddistingue il comunismo non è l'abolizione della proprietà in generale, bensì l'abolizione della proprietà borghese.

    Ma la proprietà privata borghese moderna è l'ultima e la più perfetta espressione della produzione e dell'appropriazione dei prodotti che poggia su antagonismi di classe, sullo sfruttamento degli uni da parte degli altri.

    In questo senso i comunisti possono riassumere la loro teoria nella frase: abolizione della proprietà privata.

    Ci si è rinfacciato, a noi comunisti che vogliamo abolire la proprietà acquistata personalmente, frutto del lavoro diretto e personale; la proprietà che costituirebbe il fondamento di ogni libertà, attività e autonomia personale.

    Proprietà frutto del proprio lavoro, acquistata, guadagnata con le proprie forze! Parlate della proprietà del minuto cittadino, del piccolo contadino che ha preceduto la proprietà borghese? Non c'è bisogno che l'aboliamo noi, l'ha abolita e la va abolendo di giorno in giorno lo sviluppo dell'industria.


    O parlate della moderna proprietà privata borghese?

    Ma il lavoro salariato, il lavoro del proletario, crea proprietà a questo proletario? Affatto. Il lavoro del proletario crea il capitale, cioè quella proprietà che sfrutta il lavoro salariato, che può moltiplicarsi solo a condizione di generare nuovo lavoro salariato, per sfruttarlo di nuovo. La proprietà nella sua forma attuale si muove entro l'antagonismo fra capitale e lavoro salariato. Esaminiamo i due termini di questo antagonismo. Essere capitalista significa occupare nella produzione non soltanto una pura posizione personale, ma una posizione sociale.

    Il capitale è un prodotto collettivo e può essere messo in moto solo mediante una attività comune di molti membri, anzi in ultima istanza solo mediante l'attività comune di tutti i membri della società.

    Dunque, il capitale non è una potenza personale; è una potenza sociale.

    Dunque, se il capitale viene trasformato in proprietà collettiva, appartenente a tutti i membri della società, non c'è trasformazione di proprietà personale in proprietà sociale. Si trasforma soltanto il carattere sociale della proprietà. La proprietà perde il suo carattere di classe.



    Il primo passo nella rivoluzione operaia (è) l'elevarsi del proletariato a classe dominante, la conquista della democrazia. Il proletariato si servirà della sua supremazia politica per strappare alla borghesia, a poco a poco, tutto il capitale, per accentrare tutti gli strumenti di produzione nelle mani dello Stato, vale a dire del proletariato stesso organizzato come classe dominante, e per aumentare, con la massima rapidità possibile, la massa delle forze produttive.

    Naturalmente sulle prime tutto ciò non può accadere, se non per via di interventi autoritari nel diritto di proprietà e nei rapporti borghesi di produzione, vale a dire con misure che appaiono economicamente insufficienti e insostenibili, ma nel corso del movimento sorpassano se stesse e sono inevitabili come mezzi per rivoluzionare l'intero sistema di produzione.
    Quando, nel corso dell'evoluzione, le differenze di classe saranno sparite e tutta la produzione sarà concentrata nelle mani degli individui associati, il potere perderà il carattere politico. Il potere politico, nel senso proprio della parola, è il potere organizzato di una classe per l'oppressione di un'altra.

    Se il proletariato nella lotta contro la borghesia si costituisce necessariamente in classe, e per mezzo della rivoluzione trasforma se stesso in classe dominante, e, come tale, distrugge violentemente i vecchi rapporti di produzione, esso abolisce insieme con questi rapporti di produzione anche le condizioni di esistenza dell'antagonismo di classe e le classi in generale, e quindi anche il suo proprio dominio di classe.

    Al posto della vecchia società borghese con le sue classi e coi suoi antagonismi di classe subentra un'associazione nella quale il libero sviluppo di ciascuno è la condizione per il libero sviluppo di tutti

    ... I comunisti appoggiano dappertutto ogni moto rivoluzionario contro le condizioni sociali e politiche esistenti (e) lavorano all'unione e all'intesa dei partiti democratici di tutti i paesi. I comunisti sdegnano di nascondere le loro opinioni e le loro intenzioni. Essi dichiarano apertamente che i loro scopi non possono essere raggiunti che con l'abbattimento violento di ogni ordinamento sociale esistente.

    Tremino pure le classi dominanti davanti a una rivoluzione comunista. I proletari non hanno nulla da perdere in essa fuorché le loro catene. E hanno un mondo da guadagnare.
    Proletari di tutti i paesi unitevi!”

  7. #7
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    Chi se l'è dimenticato può rinfrescarsi la memoria, chi non l'ha mai letto è il caso che colga l'occasione....
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  8. #8
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    Ragazzi, se continuate così Dragonball si barrica in casa e spara dal terrazzo!

    Dai Dragonball, esci fuori. Non ti facciamo niente. Solo un corso accellerato di rieducazione al comunismo. Un piccolo lavaggio del cervello insomma. Un paio di mesi di campo rieducativo e sarai anche tu un bravo compagno.

  9. #9
    Hanno assassinato Calipari
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  10. #10
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    Originally posted by XT
    Altro che abolizione della proprieta' privata, qui si magnano anche i bambini!

    C'è poco da ironizzare!
    I comunisti mangiano tuttora i bambini.


    Bambini mangiati come maiali
    25/02/1999
    Vera Araujo

    La Corea del Nord ricorre sistematicamente alle esecuzioni pubbliche per cercare di contenere un'ondata di criminalità provocata dalla carestia. Secondo le testimonianze raccolte nel nordest della Cina dall'International Herald Tribune, gente accusata di furto, traffico illegale di cibo, assassinio e soprattutto di cannibalismo viene giustiziata sommariamente nelle pubbliche piazze. Secondo i rifugiati nordcoreani, questa pratica si è diffusa dopo l'arrivo al potere a Pyongyang, nel 1994, di Kim Jong-Il. I condannati, raccontano, vengono condotti davanti alla folla già mezzi morti per le bastonate ricevute. Devono ammettere il loro crimine e poi vengono giustiziati, di solito con una tripla scarica di fucili. Alcuni vengono impiccati. I testimoni che hanno raccontato la loro storia rimangono stupiti dalla reazione allibita del reporter dell'IHT a proposito della diffusione del cannibalismo.Sono casi divenuti ormai comuni, spiegano: bambini vengono uccisi e i loro corpi venduti come carne di maiale. I rifugiati raccontano che perfino i corpi dei giustiziati fanno la stessa fine. Il paese è assolutamente chiuso agli osservatori indipendenti, ed è difficile avere un'idea precisa delle dimensioni attuali della fame e della carestia. Il fenomeno, dovuto a grosse inondazioni, seguite da siccità e aggravate dall'imperizia del governo stalinista, si ripresenta ciclicamente ogni tre anni, e non riesce ad essere assorbito. All'inizio di febbraio, il coordinatore del Programma alimentare mondiale dell'ONU stimava che ci vorranno almeno tre anni per eliminare l'attuale carestia anche con un aiuto internazionale massiccio. Il Giappone ha sospeso i suoi aiuti dopo che alcuni missili nordcoreani sono caduti nel suo territorio, e gli Stati Uniti hanno ridotto la loro generosità davanti alle presunte velleità nucleari di Pyongyang.

 

 
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