Pagina 5 di 6 PrimaPrima ... 456 UltimaUltima
Risultati da 41 a 50 di 54

Discussione: La Verifica

  1. #41
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    E' una delle possibili soluzioni. Sempre che davvero si dedichino, costoro, a tutt'altro che al lavoro.

    Cordiali saluti

  2. #42
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Direttamente dal sito...

    ...del Quirinale.

    Carlo Azeglio Ciampi

    Banchiere centrale e uomo politico, nato a Livorno il 9 dicembre 1920.
    Ha conseguito la laurea in Lettere e il diploma della Scuola Normale di Pisa nel 1941, e la laurea in Giurisprudenza presso l'Università di Pisa nel 1946. In questo ultimo anno è stato assunto alla Banca d'Italia, dove ha inizialmente prestato servizio presso alcune filiali, svolgendo attività amministrativa e di ispezione ad aziende di credito. Nel 1960 è stato chiamato all'amministrazione centrale della Banca d'Italia, presso il Servizio Studi, di cui ha assunto la direzione nel luglio 1970. Segretario generale della Banca d'Italia nel 1973, vice direttore generale nel 1976, direttore generale nel 1978, nell'ottobre 1979 è stato nominato Governatore della Banca d'Italia e presidente dell'Ufficio Italiano Cambi, funzioni che ha assolto fino al 28 aprile 1993. Dall'aprile 1993 al maggio 1994 è stato Presidente del Consiglio, presiedendo un governo chiamato a svolgere un compito di transizione.
    Durante la XIII legislatura è stato Ministro del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica, nel governo Prodi (dall'aprile 1996 all'ottobre 1998) e nel governo D'Alema (dall'ottobre 1998 al maggio 1999). Dal 1993 Governatore onorario della Banca d'Italia e dal 1996 membro del consiglio di amministrazione dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
    Ha ricoperto numerosi incarichi di rilevanza internazionale, tra cui quelli di: presidente del Comitato dei governatori della Comunità europea e del Fondo europeo di cooperazione monetaria (nel 1982 e nel 1987); vice presidente della Banca dei regolamenti internazionali (dal 1994 al 1996); presidente del Gruppo Consultivo per la competitività in seno alla Commissione europea (dal 1995 al 1996); Presidente del comitato interinale del Fondo Monetario Internazionale (dall'ottobre 1998 al maggio 1999).
    Dall'aprile 1993 al maggio 1994, Ciampi ha governato durante una fase di difficile transizione istituzionale ed economica. Il referendum elettorale e la congiuntura sfavorevole caratterizzata da un rallentamento della crescita economica richiedevano immediate risposte.
    Il governo Ciampi ha garantito l'applicazione della nuova legge elettorale approvata dal Parlamento, attraverso il complesso lavoro per la determinazione dei collegi e delle circoscrizioni elettorali, e il passaggio da un Parlamento profondamente rinnovatosi tra la XI e la XII legislatura. Sul piano economico gli interventi più significativi sono stati rivolti a costituire il quadro istituzionale per la lotta all'inflazione, attraverso l'accordo governo-parti sociali del luglio del 1993, che segnatamente ha posto fine ad ogni meccanismo di indicizzazione ed ha individuato nel tasso di inflazione programmata il parametro di riferimento per i rinnovi contrattuali. Inoltre il governo Ciampi ha dato avvio alla privatizzazione di numerose imprese pubbliche, ampliando e puntualizzando il quadro di riferimento normativo e realizzando le prime operazioni di dismissione (tra cui quelle, nel settore bancario, del Credito italiano, della Banca commerciale italiana, dell'IMI).
    Come Ministro del Tesoro e del Bilancio del governo Prodi e del governo D'Alema Ciampi ha dato un contributo determinante al raggiungimento dei parametri previsti dal Trattato di Maastricht, permettendo così la partecipazione dell'Italia alla moneta unica europea, sin dalla sua creazione.
    Tra i provvedimenti più significativi di questo periodo si ricorda la manovra correttiva della politica di bilancio varata nel settembre del 1996 dal governo Prodi, che ha consentito un abbattimento di oltre 4 punti percentuali del rapporto indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni rispetto al prodotto interno lordo, il parametro di Maastricht di più arduo conseguimento per il nostro Paese.
    Il 13 maggio del 1999 è stato eletto, in prima votazione, decimo Presidente della Repubblica Italiana.

    Questa non è la storia alla mustang.
    Vero, brunik?

  3. #43
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Il telefono è una...

    ...grande invenzione.

    Dice Umberto Bossi, dopo una telefonata col premier: “Io dimettermi dal governo? Se Berlusconi dice che non faremo le riforme, allora il mio ministero non serve a nulla. Ma io sono convinto che Berlusconi voglia fare le riforme”. Aggiunge poi che in momenti come questi “serve razionalità, perché l’irrazionalità fa sfuggire di mano le cose”. Insomma sembra che la crisi della maggioranza sia finita prima di cominciare, una tempesta in un bicchier d’acqua, come l’aveva definita il presidente del Consiglio.

    Restano i problemi da risolvere, il difficile equilibrio fra devoluzione e solidarietà nazionale, la collegialità nelle scelte di governo, una ripresa dell’azione riformatrice che richiede una politica che non si esaurisca in una sterile competizione fra alleati. Se il confronto fra i leader della settimana prossima servirà a smussare qualche angolo, quello che conterà sarà l’azione concreta del governo nei prossimi mesi e la costruzione di un clima di comprensione reciproca delle posizioni e degli interessi fra le varie formazioni della maggioranza.
    Bossi ha ragione a dire che serve razionalità, ma naturalmente dovrebbe rivolgere questo ammonimento prima di tutto a se stesso. E’ comprensibile che un partito che ha come fondamentale
    ispirazione la trasformazione istituzionale non possa acquietarsi nell’ordinaria amministrazione. Ma il centrodestra ha, prima di tutto, la responsabilità di governare (e di battersi contro chi cerca di impedirglielo), il che richiede una capacità di affermarsi come classe dirigente politica complessiva, il che si ottiene soprattutto garantendo la stabilità. Certo la stabilità non è psicologicamente l’obiettivo principale di un movimento a suo modo “rivoluzionario”, ma la razionalità impone di rendersi conto che senza quel prerequisito non ci sono riforme, ma solo confusione.

    Le riforme avviate, la scuola, il mercato del lavoro, il fisco, hanno trovato forti opposizioni, ma si sono affermate perché rappresentavano sintesi razionali e difendibili. Il resto è solo chiacchiericcio, che non diventa più rilevante quando espresso con toni roboanti.

    saluti

    da il Foglio

  4. #44
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    dal quotidiano di Alleanza Nazionale

    " Secolo d'Italia del 24/06/2003


    --------------------------------------------------------------------------------
    La Destra punta i riflettori sull'agenda di Palazzo Chigi per la "fase due" a cominciare dai finanziamenti per la polizia

    An: la sicurezza priorità della verifica
    Landolfi: la collegialità dell'azione di govero si sperimenti a partire dall'economia

    --------------------------------------------------------------------------------

    ROMA - Verifica a tutto tondo. Il governo non si tira indietro di fronte alla necessità di tracciare un serio bilancio delle prima fase della legislatura per avviare un confronto urgente sui temi più urgenti. Di fronte ai capricci estivi della Lega, An mette sul tavolo della discussione le priorità dell'agenda di Palazzo Chigi. "Il buon esito della verifica politica nella maggioranza è strettamente collegato all'effettivo grado ili collegialità che l'esecutivo saprà darsi in materia economica".
    Il portavoce di An Mario Landolfi punta i riflettori sulla sicurezza, a partire
    dalle "difficili condizioni in cui sono costretti ad operare, causa la imprevista scarsità di risorse finanziarie, le forze di polizia. Dopo la denuncia lanciata dal prefetto Pansa, il partito di Fini non intende trascurare l'emergenza. "Per Alleanza nazionale - spiega Landolfi - non si tratta di un problema, ma del problema più importante e urgente, senza la soluzione del quale sarebbe per noi difficile approvare un Dpef e una legge finanziaria in grado di stabilire priorità di intervento per rilanciare l'azione del governo".
    Il "tagliando", insomma, deve partire dall'emergenza sicurezza e dalla necessità di trovare i mezzi necessari per affrontare l'allarme lanciato dal prefetto Pansa. Il resto viene dopo. "Finché non c'è là verifica nella maggioranza è un controsenso fare un dibattito in Parlamento e farlo solo sull'mmigrazione", dice a sua volta Ignazio La Russa sottolineando la necessità di monitare l'attività della seconda fase del governo e sulla situazione complessiva del Paese".
    Anche Forza Italia ribadisce la necessità di verificare la navigazione senza allarmismi per alcune posizioni sopra le righe del Carroccio. "Quando si è alla vigilia di una verifica - dice Antonio Tafani - le forze politiche vogliono far sentire il loro peso e alcune volte, dunque, i toni possono essere un pò sopra le righe per rivendicare la propria identità. Credo che poi alla fine, però, si troverà un accordo". Alleanza nazionale non minimizza. "La Lega non rappresenta il nord produttivo, ma quello marginale e la verifica va fatta assolutamente, altrimenti c'è il rischio di crisi dopo il semestre Ue", è il parere del viceministro alle Attività produttive, Adolfo Urso, che in un'intervista ha detto di considerare urgente e necessaria "una verifica seria, profonda, reale in cui devono entrare anche i temi della giustizia e della sicurezza. Ma non per schierare qualche nave in più, quanto per avere risorse per il poliziotto di quartiere o per non far mancare benzina alle volanti".
    "Credo che questa verifica non possa, che non debba essere interpretata come una verifica contro qualcuno. Non è così". A sottolinearlo è il ministro per le Attività produttive, Antonio Marzano traccia un bilancio dei primi due anni in cui, dice, "abbiamo dovuto considerare come prioritario il problema della finanza pubblica, perchè l'abbiamo ereditata molto appesantita. È stato giusto per due anni combattere su quel fronte, perché i nostri impegni con l'Europa andavano mantenuti". Ora - sottolinea il ministro - riemergono altre priorità, a fianco, e non in sostituzione, delle priorità della finanza pubblica e, dal mio punto di vista, una priorità importante è la competitività, che richiede una gestione collegiale dei provvedimenti".
    "


    Cordiali saluti

  5. #45
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    dal quotidiano di Alleanza Nazionale...

    " Secolo d'Italia del 25/06/2003


    --------------------------------------------------------------------------------
    Il vice-ministro dell'Economia indica le questioni irrinunciabili: Sud, sicurezza, infrastrutture, scuola e pensioni

    An detta le condizioni per il Dpef
    Baldassarri: "Inutile scrivere il libro dei sogni, prima serve un accordo sulle nostre priorità
    Luca Maurelli
    --------------------------------------------------------------------------------

    ROMA - No al varo del Dpef senza il buon esito della "verifica": An parla chiaro e detta le sue condizioni per arrivare alla stesura del documento di programmazione economica, da riempire con cifre ma soprattutto con idee, obiettivi, priorità: punti sui quali Alleanza nazionale non è intenzionata a retrocedere.
    Una posizione chiara, ferma, quella espressa (nello stesso giorno) dai due esponenti di An che affiancano Tremonti nel ministero più importante, quello dell'Economia, sul quale si gioca il futuro del governo. Il sottosegretario
    Manlio Contento parla di "possibile rinvio del Dpef legato alla verifica", mentre il vice-ministro Mario Baldassarri va oltre ed entra nel merito delle priorità che An considera irrinunciabili nella stesura del documento: più soldi per la sicurezza, per le infrastrutture, per il Sud, per attuare la riforma delle pensioni. Non è questioni di tempi, il nodo è politico.
    "La presentazione del Dpef sarà fatta dopo il 30 giugno e dovrebbe essere pronta per la seconda settimana di luglio", spiega Baldassarri ricordando che da trent'anni si "sfora" il limite previsto per legge. Ma non è questo il problema: "Non possiamo completare il Dpef se non conosciamo le cifre, se non facciamo il punto della situazione, se non valutiamo gli obiettivi. Ed è per questo che la verifica servirà a fare chiarezza su questo e altro...".
    - Professor Baldassarri, perché considerate la "verifica" chiesta da An un passaggio nevralgico per la stesura del Dpef?
    Perché in quella sede ci sono da verificare due aspetti: la disponibilità delle risorse e le priorità da perseguire, ma anche il metodo che porta alle scelte di politica economica. E mi riferisco, come già ripetuto più volte dai vertici del partito, alla richiesta di una maggiore collegialità.
    - Anche a costo di fare slittare il Dpef?
    Non parlerei di slittamento, eventualmente di rinvio tecnico, come accade da trent'anni a questa parte. Certo, auspico tempio rapidi nella ricerca di un accordo, ma nel Documento andranno riportati i risultati della verifica, non possiamo scrivere il libro delle favole, anche perché le risorse sono più scarse del previsto e dobbiamo indirizzarle bene.
    - Quali sono le priorità che An porterà all'attenzione degli alleati?
    Tutte questioni di grande buon senso. Una terapia d'urto per il Sud, il rilancio delle infrastrutture, più soldi per la sicurezza, per le scuole, per la ricerca scientifica, per l'innovazione, per le riforme...
    - A proposito di riforme Maroni dice che di pensioni non ci sarà traccia nel Dpef e nella Finanziaria e che la delega non si tocca...
    La delega va bene, ma deve poi trasformarsi in una quantificazione degli incentivi da dare e su un'indicazione del metodo da seguire nel trasferimento del tfr nei fondi pensioni. La delega è politica, poi servono le soluzioni contabili, operative. Il tema delle pensioni non può non rientrare in un documento di programmazione economica.
    - Nel preparare il Dpef dovrete fronteggiare un'alleanza un pò atipica: sindacati, tutti, compreso la Cgil, e Confindustria...
    Benissimo, il confronto sociale è imprenscindibile, così come già era avvenuto nella firma del Patto per l'Italia. Nessun veto ci impedirà di perseguire i nostri obiettivi, ma noi assumeremo i nostri impegni cercando di ottenere il massimo consenso.
    - Un'altra questione propedeutica al varo del Dpef è il gabinetto economico: anche questo è un punto sul quale non siete disposti a fare marcia indietro?
    Come ha già spiegato Fini, c'è l'esigenza di una maggiore collegialità nelle scelte economiche. I due temi, "gabinetto" e Dpef, sono strettamente collegati, perché anche il coordinamento successivo deve avvenire sulla base di scelte condivise di politica economica.
    - E sul decreto per gli incentivi ai consumi? Marzano sembra contrario...
    Io ritengo giusto dare un sostegno strutturale ai consumi senza entrare nel merito dei singoli prodotti o settori. La mia idea, per esempio, è quella di rafforzare gli incentivi sulle ristrutturazioni delle case, allargandone il campo di applicazione, estendendo l'intervento anche agli arredi.
    "


    Shalom!!!

  6. #46
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    dal quotidiano di Alleanza Nazionale


    " Secolo d'Italia del 01/07/2003


    --------------------------------------------------------------------------------
    An conferma le sue richieste: maggiore collegialità e cabina di regia sulla politica economica. Cdl al lavoro

    Verifica, si scoprono le carte
    Landolfi agli alleati: se Fini dovesse lasciare il governo sarebbe un vulnus gravissimo

    --------------------------------------------------------------------------------

    ROMA - Ci siamo. Una prima bozza è già sul tavolo, ma sarà il vertice di maggioranza a scrivere "insieme" l'agenda delle priorità del governo. Collegialità e regole. Sono questi i due pilastri della verifica chiesta da Alleanza nazionale all'indomani delle amministrative ribadita da Gianfranco Fini nel faccia a faccia con Silvio Berlusconi.
    La destra chiede un tagliando della rotta e una cabina di regia collegiale sulla programmane economica. In caso contrario il vicepremier non ha escluso di fare le valigie per tornare a dedicarsi esclusivamente del partito. Un'ipotesi remota, esclusa dal premier che gli ha rinnovato tutta la sua stima, ma non impossibile. Attenzione a minimizzare le richieste di An. Mario Landolfi, lo ripete: "Agli alleati dico: attenti, riflettete, l'eventuale uscita di Fini dal governo non sarebbe una cosa indolore". L'uscita del vicepresidente del Consiglio dal governo (e dei ministri di An che hanno subito detto che non resterebbero un minuto di più) "sarebbe un vulnus grave per il governo e per l'intera coalizione". Quanto a un possibile ritorno di Fini al partito, Landolfi spiega: "É presto per saperlo. Vedremo al termine della verifica come si saranno messe le cose e, a quel punto, Fini deciderà". "Una soluzione - aggiunge - Fini l'ha già anticipata: non ci sarà crisi. Per il resto non si esclude niente. Il punto è semplice: abbiamo posto alcune questioni, di metodo e di merito. E, dunque, o ci sono risposte soddisfacenti oppure ne trarremo le conseguenze". Lo spartiacque è noto: "Vogliamo che a Palazzo Chigi venga costituita una cabina di regia per ricondurre a un alveo politico collegiale la politica economica. Tremonti sicuramente teme che ciò possa significare una diminutio del suo ruolo, ma non è così".
    Adolfo Urso guarda al bicchiere mezzo pieno. "La verifica di governo avrà una conclusione positiva, con il recepimento da parte del presidente del Consiglio, e quindi della coalizione, di quelle istanze che Alleanza nazionale ha posto con estrema chiarezza oltre un mese fa". Il viceministro alle Attività produttive è convinto che la riflessione di queste ore e l'esito del chiarimento nella Cdl serviranno a rafforzare il governo "proprio nel momento in cui questo assumerà la presidenza di turno dell'Unione europea. É dunque il momento di riunire gli sforzi e manifestare la massima unità di intenti e la massima responsabilità politica". Contenuti e forma. Urso ribadisce l'importanza del metodo, "ci deve essere piena collegialità, con il riconoscimento del ruolo del premier e del vicepremier, tanto più in questa fase in cui l'intero governo è impegnato nel semestre Ue". Sui contenuti della verifica An chiede di puntare sulle politiche dello sviluppo, la competitività, il Mezzogiorno, la sicurezza del cittadino, la giustizia e la solidarietà. Un'ultima finestra sulle riforme. "Il processo avviato - spiega Urso - deve andare in porto, con piena intesa su presidenzialismo e devoluzione, che non può prescindere dal richiamo all'interesse nazionale". Una coperta troppo corta per la Lega che in queste ore è tornata a fare la voce grossa per alzare il prezzo.
    "In queste ore stiamo preparando l'agenda delle priorità del programma di governo per i prossimi sei mesi", conferma il ministro per gli Affari regionali, Enrico La Loggia, che si dice certo che Fini resterà al suo posto. "Accanto al semestre europeo - aggiunge il ministro azzurro - ci sarà anche un semestre italiano, molto operoso per risolvere le questioni più urgenti".
    Intorno a Fini tutti i ministri fanno quadrato. "Se dovesse lasciare il governo, non resterei al mio posto di ministro un minuto di più". Lo ha detto il titolare per gli Italiani nel Mondo, Mirko Tremaglia, per il quale una simile ipotesi "dimostrerebbe che non vi è stata una verifica con soddisfazione politica per Alleanza nazionale che, secondo partito della coalizione, deve avere effettive responsabilità nella conduzione dell'azione di governo. Vi deve essere una chiara collegialità nelle decisioni e un coordinamento efficace in campo economico e politico, che deve essere affidato proprio al vicepremier Fini. Bisogna anche sottolineare - conclude - che la questione degli Italiani nel mondo, dopo i risultati eccezionali del referendum, deve assumere, finalmente una importanza molto qualificata all'interno dell'azione di governo".
    "


    Cordiali saluti

  7. #47
    Moderatore P. Nazionale.
    Data Registrazione
    15 Sep 2002
    Località
    Roma Capitale
    Messaggi
    206,992
     Likes dati
    56,654
     Like avuti
    42,066
    Mentioned
    11756 Post(s)
    Tagged
    151 Thread(s)

    Predefinito

    Io sono pronto a scommettere che, fatta la verifica, non cambierà niente. Fosse così facile cambiare le cose....

    Per esempio: come dovrebbe fare Lunardi a capire che una norma (per esempio la patente a punti) non può entrare in vigore prima della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale? Dopo una tale figura io mi sarei già dimesso (è vero che il governo sarebbe rimasto senza ministri da un pezzo, però....)
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  8. #48
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da Dario
    Io sono pronto a scommettere che, fatta la verifica, non cambierà niente. Fosse così facile cambiare le cose....

    Per esempio: come dovrebbe fare Lunardi a capire che una norma (per esempio la patente a punti) non può entrare in vigore prima della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale? Dopo una tale figura io mi sarei già dimesso (è vero che il governo sarebbe rimasto senza ministri da un pezzo, però....)
    ---------------------------
    Bene: Lunardi partecipa al consiglio dei ministri, poi corre in ufficio e si batte sul cmpt la legge appena approvata, poi la spedisce personlmente agli enti predisposti alla stampa, poi accoglie le cammionate di fogli e gli spedisce ai vari ministeri interessati e infine ai comandi della polstrada sparsi in tutta Italia, non dimenticando le stazioni dei CC e le città e paesi con vigili urbani.
    Nel frattempo, fra un caffè e l'altro, spedisce il fax con l'ordine di inserirlo nella Gazzetta Ufficiale.

    Solo che Lunardi è dove sta da soli due anni.
    Tutte le altre migliaia fra direttori generali, centrali e periferici, dirigenti di varia classe, funzionari, impiegati (ce ne sono ancora?), uscieri, portieri, autisti, telefonisti, distaccati ai sindacati e compagnia bella sono lì da "sempre".

    Abbasso Lunardi.
    Evviva i bamboccetti.

  9. #49
    Veneta sempre itagliana mai
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Località
    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
    Messaggi
    63,121
     Likes dati
    0
     Like avuti
    3
    Mentioned
    13 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da mustang
    ---------------------------
    Bene: Lunardi partecipa al consiglio dei ministri, poi corre in ufficio e si batte sul cmpt la legge appena approvata, poi la spedisce personlmente agli enti predisposti alla stampa, poi accoglie le cammionate di fogli e gli spedisce ai vari ministeri interessati e infine ai comandi della polstrada sparsi in tutta Italia, non dimenticando le stazioni dei CC e le città e paesi con vigili urbani.
    Nel frattempo, fra un caffè e l'altro, spedisce il fax con l'ordine di inserirlo nella Gazzetta Ufficiale.

    Solo che Lunardi è dove sta da soli due anni.
    Tutte le altre migliaia fra direttori generali, centrali e periferici, dirigenti di varia classe, funzionari, impiegati (ce ne sono ancora?), uscieri, portieri, autisti, telefonisti, distaccati ai sindacati e compagnia bella sono lì da "sempre".

    Abbasso Lunardi.
    Evviva i bamboccetti.

    Caro mustang i ministri dovrebbero fare piazza pulita dei vecchi dirigenti e impiegati e prendersi loro gente di fiducia, come in qualche caso è riuscito Castelli, e come fa Bush....allora vedresti che certe figure di merda, fatte apposta non si verificherebbero....sai bene quante nomine sono state fatte alla fine della legislatura dall'ulivo, ebbene ne pagheremo le conseguenze continuamente

  10. #50
    Sospeso/a
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Bergamo, Italy
    Messaggi
    144,981
     Likes dati
    3,827
     Like avuti
    14,800
    Mentioned
    3947 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da Pieffebi
    Se dopo 40 anni di lavoro si hanno, ad esempio, 56 anni di età, si è in buona salute, con la speranza di vita a.....75 anni (parlo di un maschio), e quindi con la prospettiva di prendere l'assegno di pensione per 20 anni...... e se si non si sono fatti lavori particolrmente usuranti (ma in quel caso forse.....non si potrebbe parlare di soggetto propriamente in buona salute), è ancora troppo presto. Intanto, come detto, il tizio andrebbe in pensione e cosa farebbe? Io ne conosco parecchi in tali condizioni........chi più (i più) , chi meno (i meno) ti posso assicurare che non passano le loro giornate ai giardini pubblici a leggere il giornale e a parlare di pallone..... ne' a giuocare a bocce.

    Saluti liberali
    Caro Pieffebi, è una delle poche volte in cui mi trovo d'accordo con te.

    C'è solo un piccolo problema, insormontabile per uno come Berlusconi che alza la voce spesso ma che non morde mai. Questo:

    01/07/2003 - 147

    Pensioni: Eurisko, 95% italiani boccia tagli per far cassa


    L'86% vuole decidere quando smettere di lavorare

    Radiocor - Roma, 01 lug - Quello che emerge dalla ricerca
    presentata oggi al convegno dell'Ania e' il ritratto di un
    popolo molto attaccato al porto sicuro della pensione, ma
    allo stesso tempo consapevole dei rischi cui va incontro e
    della attuale contingenza storica. Il 64% del campione e' a
    conoscenza della minaccia rappresentata dallo squilibrio
    demografico ("ci sono sempre piu' pensionati e sempre meno
    giovani"). Ma a dimostrare il legame degli italiani al
    sistema previdenziale, e' il fatto che il rischio pensioni
    e' percepito al primo posto tra le minacce alla sicurezza
    economica familiare. Inoltre sono anche aumentate le
    aspettative sull'eta' del pensionamento. E' cambiata cioe'
    l'idea della vecchiaia. Andare in pensione oggi significa
    affrontare una fase che rappresenta quasi un terzo
    dell'intera vita umana: e il pensionamento portera' solo a
    una parziale riduzione dei consumi, stimabili mediamente
    attorno all'80% del reddito attuale.
    Nella rinnovata ottica ben l'86% degli italiani
    desidererebbe autonomia decisionale su quando andare in
    pensione. E' allo stesso tempo presente una diversa
    percezione del futuro previdenziale: l'84% del campione e'
    consapevole che d'ora in avanti tutti dovranno lavorare piu'
    a lungo.
    Un capitolo a se' merita la questione della previdenza
    complementare. Il 76% e' cosciente che dovra' provvedere a
    qualche forma d'integrazione privata. Ma gli italiani hanno
    le idee ben chiare: se la previdenza complementare ha spazio
    nelle loro aspettative pensionistiche, il 71% del campione
    ribadisce che la previdenza non deve avere nulla a che fare
    con i rischi della finanza. Secondo il direttore dell'Irsa,
    Enea Dallaglio, "nel pieno di una grave crisi di fiducia dei
    risparmiatori nei confronti dei mercati finanziari, e'
    importante evitare che la proposta di un sistema di welfare
    misto, con una forte componente privata accanto a quella
    pubblica, venga percepita come un trasferimento di rischio
    dalla collettivita' agli individui".
    Anche se la domanda di soluzioni complementari e' ancora
    latente, gia' si avverte inoltre l'esigenza di informazione
    e consulenza. Solo il 24% afferma di conoscere la propria
    posizione pensionistica. Una quota ancora piu' bassa, il 9%
    ha idea di quanto percepira' al momento della pensione. E
    solo il 5% conosce le caratteristiche dei fondi pensione e
    dei piani individuali di previdenza.
    Il sondaggio dell'Irsa e di Eurisko e' stato condotto su
    un campione di mille persone, scelte tra lavoratori
    dipendenti e autonomi, di eta' compresa tra i 35 e i 60
    anni.
    Bof-Col

 

 
Pagina 5 di 6 PrimaPrima ... 456 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. La verifica è già finita
    Di giancar nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 07-12-07, 19:33
  2. verifica di governo
    Di jeronimus2002 (POL) nel forum Repubblicani
    Risposte: 30
    Ultimo Messaggio: 03-08-04, 19:22
  3. Pagliacciata delle verifica
    Di Totila nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 12-07-04, 14:22
  4. Verifica di Governo
    Di Danny nel forum Prima Repubblica di POL
    Risposte: 70
    Ultimo Messaggio: 19-02-04, 19:47
  5. La verifica di Governo...
    Di mcandry nel forum Prima Repubblica di POL
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 17-02-04, 23:09

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito