





La situazione politica sta delineando scenari molto interessanti.
Interessanti, ma non tutti condivisibili. A sinistra come a destra.
Tra tutti gli attori in campo, da Fini a Tremonti, da Casini a Berlusconi, da Prodi a D'Alema, da Fassino a Rutelli, sto parteggiando per uno di loro in particolare: Marco Follini.
Parteggio per lui non tanto e non solo perché è un papabile candidato a cagionare la crisi di governo, ma soprattutto perché sta cercando di realizzare da destra ciò che molti di noi vorrebbero fare da sinistra. E la sua, sicuramente è la strada più breve. Una scorciatoia che potrebbe farci comodo.
Mi spiego.
Una cosa differenzia l'attuale ostilità per Berlusconi che accomuna An e Udc. Fini vuole riacquistare dignità e visibilità. Ha capito che il governo ha sbagliato rotta e vuole imprimere un cambiamento che salvi la faccia al suo partito e gli dia maggior peso politico. Fini quindi, se solo Berlusconi lo volesse davvero, potrebbe essere accontentato e addomesticato facilmente.
Follini no. Follini sta perseguendo un progetto ben più ambizioso, che porta dritti dritti al sistema proporzionale e alla rinascita della Democrazia Cristiana. Come arrivarci? Semplice. Partire dalla constatazione che questo bipolarismo si sostanzia con la presenza di un leader che spacca in due il Paese (Berlusconi) e favorirne pertantgo l'inesorabile declino, con un lento e progressivo logorìo, tenendolo sulla graticola. Una volta eclissato Berlusconi, sarà facile dar vita ad un nuovo sistema elettorale proporzionale che raggruppi tutti i cattolici in un grande centro.
Sarebbe il grimaldello che aprirebbe la porta al multipolarismo da un lato, e che ricondurrebbe i cattolici nel proprio recinto, nella propria riserva naturale.
Staremo a vedere.


Azzardo una previsione. Mica tanto azzardata, poi.
Sono convinto che arriveremo lunedì alla crisi di governo. Se fosse la Lega a ricattare, Berlusconi non avrebbe problemi a venirle incontro, anche perché ne condivide la mentalità e le idee.
Se fosse Fini, la merce di scambio sarebbe a disposizione: qualche ministero, qualche presidenza, l'accoglimento di qualche proposta spendibile presso il suo elettorato, e via, tutto come prima. Ma non è Fini il problema. Fini sa di averla fatta grossa ed ora trema come una foglia, anche se in pubblico ostenta sicurezza. Caduto Tremonti Fini sarebbe a metà di un'opera in attesa d'essere completata, ma le palle per farlo gli mancano totalmente. Il suo scopo era quello di salvare la faccia coi propri elettori, portando a casa un risultato dopo un anno di timidi piagnistei. Il risultato c'è, che poi sortisca reali conseguenze sull'azione di governo, poco gli importa.
Il fatto nuovo è che invece i ricatti provengono da un uomo furbo, tenace e sornione come Follini. Che non si contenta di qualche baratto, perché ha in testa un disegno. E il disegno non lascia scampo al premier.
Follini è convinto che i tempi siano maturi per la rinascita della Dc. Operazione realisticamente possibile sono con la caduta di Berlusconi e il ritorno al sistema proporzionale. Ed ha anche capito che o il Cavaliere cade oggi, che è vulnerabile e ferito, o si rischia di riparlarne alle calende greche.
In buona sostanza Follini la scelta l'ha già fatta, d'accordo con Casini, ed è per la crisi di governo. La partita però va giocata, e non può essere condotta pregiudizialmente. Ecco allora che si andrà alla discussione di domenica sera. Se il Cavaliere dimostrerà sul serio di voler cambiare rotta, si andrà avanti, ma incassando un buon risultato d'immagine, altrimenti il patatrac.
Perché dunque, malgrado sulla carta esistano margini di accordo, sono convinto della crisi di governo? Per più di un motivo.
1) Il Cavaliere è persona viscerale e intuitiva. Ha accumulato una rabbia schiumosa in queste settimane che difficilmente riuscirà a contenere.
2) La posta richiesta da Follini è molto alta. Direi finanche umiliante per Berlusconi, e difficilmente gli sarà concessa senza compromessi, che darebbero a Follini il viatico per rompere.
3) Il logorìo del tirare a campare non conviene a nessuno, anzitutto a Berlusconi. E' probabile che il concretizzarsi di questa alternativa faccia decidere a tutti la resa, e la resa dei conti alle urne.
A differenza delle altre volte, la cosa si è fatta molto seria. Una svolta è vicina.
Ma l'Ulivo è pronto a raccoglierla?


sì, nel senso che gli analisti (a polso rotto, la mattina del week end mi faccio una indigestione di rassegna stampa) vedono una convergenza di Rutelli al progetto di Follini.Originally posted by Paolo Arsena
Una svolta è vicina.
Ma l'Ulivo è pronto a raccoglierla?
Ed uno schiacciamento della segreteria DS tra la nuova DC ed il nuovo PCI costituito da correntone-verdi-pdci-rc.
L'MRE? aspetta con il fiato sospeso?
E Prodi? è più il leader di qualche cosa, se lo è stato, dopo la famosa e-mail sull'iraq? Tanto più che, senza Berlusconi, il suo anti, decade...
Veltroni, quanto tempo passa a fare il sindaco di roma?


Ma quasi quasi sai che ti dico? Che se il governo domani lo facessimo con l'Udc lasciando perdere Pecoraro, Bertinotti e Diliberto, non mi dispiacerebbe mica....
Anzi, in mezzo a tanti democristiani forse un piccolo grande ruolo in strenua difesa della laicità ce lo potremmo davvero ritagliare....


Paolo, tu pure mi sa che sei un mre un po' eretico...


Io, carissimo, sono un repubblicano. E come tutti i repubblicani ho l'orticaria per il pecoronismo (e per il Pecorarismo).
Ma ne parleremo presto.
Ci sentiamo domani, (cioè oggi). Ciao.




.... ci siamo ragazzi! Quasi ci siamo.